Enav, l’ultimo regalo di Monti: la parentopoli della gestione Garbini. Ecco come ti sistemo il figlio.

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È stato il primo atto del governo Monti quello della nomina ad amministratore unico di Enav (dopo le inchieste giudiziarie che svelarono la lottizzazione del cda) di Massimo Garbini. Ed oggi lo possiamo definire, probabilmente, l’ultimo suo regalo. Incredibile la parentopoli che si è sviluppata durante la gestione Garbini. Lui stesso non ci ha pensato due volte ad assumere in azienda entrambi i figli. E così anche il suo “fidato collaboratore” come direttore generale (che a sua volta è riuscito a far assumere il figlio). Ma a cosa serve un direttore generale durante un periodo di commissariamento? Non è dato sapere. Monti però ha dato il suo ok. Appunto. L’ultimo regalo del prof.

 

La nomina all’interno del Cda di Enav risponde a criteri di rigida lottizzazione” che coinvolgeva esponenti di tutti i partiti. Ad affermarlo era, il 30 novembre 2011, Marco Iannilli, il commercialista titolare della società Arc Trade in un interrogatorio davanti al pm Paolo Ielo.

Pochi giorni prima, il 18 novembre, si apriva l’inchiesta che toccava la più grande azienda pubblica italiana, Finmeccanica, e le sue relazioni proprio con l’Enav, la partecipata responsabile della fornitura dei servizi del traffico aereo (ATS) e di altri servizi della navigazione aerea in Italia.

In quell’occasione il quadro prospettato da Iannilli era incredibile: attraverso Lorenzo Borgogni, l’ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, il cda dell’Enav veniva sistematicamente spartito tra i partiti politici.

E allora ecco il presidente Luigi Martini, “uomo molto vicino a Borgogni ed a Matteoli che a loro volta sono tra loro vicini”; Riccardo Gabellini, “chiamato il comunista, era espressione di un’area di sinistra”; Giorgio Piattiespressione della Lega”; Fabrizio Testa e lo stesso Martini erano espressione di An; Ilario Floresta del Pdl mentre l’amministratore delegato Guido Pugliesi lo era dell’Udc.

Insomma, una situazione di assoluta lottizzazione. In quello stesso periodo si insediava il governo Monti. E uno dei primi provvedimenti – nel segno del cambiamento, si diceva allora – è stato proprio quello di interrompere quell’andazzo marcio.

E allora ecco la decisione: l’esecutivo tecnico nominò di fretta e furia un amministratore unico proprio per spazzare il vecchio cda lottizzato, nella persona di Massimo Garbini.

Bene. Meno male. Aria di cambiamento. Questo, perlomeno, verrebbe da pensare leggendo il curriculum coi controfiocchi di Garbini. Dal 15 ottobre 2009 al 22 novembre 2011 è stato direttore generale di Enav; nello stesso periodo anche amministratore delegato della partecipata Techno Sky per poi diventarne presidente.

Ha ricevuto poi incarichi anche istituzionali importanti in Unione Europea, fino appunto alla nomina di amministratore unico di Enav. Senza dimenticare, peraltro, che prima di quest’incarichi Garbini era stato anche controllore di volo. Insomma, una carriera partita dal basso. E, d’altronde, il segno che voleva lanciare Monti era proprio questo: togliere il marcio e installarvi meritocrazia.

Peccato, però, che già allora – al tempo della nomina – erano emerse ombre sulla sua persona. Venticinque anni di lavoro in Enav, dopotutto, vuol dire anche condividere molto con la passata gestione. Prova ne siano le intercettazioni del 26 novembre 2011 quando Garbini venne beccato al telefono con uno degli indagati illustri della vicenda, l’ex ad Guido Pugliesi.

Ecco, su Tecnosky (di cui al tempo Garbini era presidente, ndr), una cosa volevo raccomandarti – diceva lo stesso Pugliesi – a parte tutte queste cose che noi sappiamo e bene che stanno andando avanti, e in un certo modo un attimino farti fare un prebilancio, cioè perché ho la sensazione…”. Rispose Garbini: “Mancano quattro milioni, Guido te lo dico io…”.

La preoccupazione, in pratica, era quella di giungere a fatturare quattro milioni: “già te dico – continuava Garbini – che dobbiamo fatturare circa 4 milioni per andare in pareggio, insomma ecco in maniera che già… non l’ho mandato in ferie abbiamo lavorato ieri, ci siamo rivisti un po’ tutti quanti … ho dato tre quattro linee importanti da fare. Me so visto i contratti che abbiamo già stipulato e come cercare da fà fatturazione un pò da noi un pò da Selex, mo aspetto che rientrano tutti là stiamo a parlà pe vedé per qualche fatturazione tra settembre e dicembre”.

Ma il punto è, soprattutto, un altro. È passato oltre un anno dalla nomina di Garbini ad amministratore unico da parte dell’allora ministro dell’Economia ad interim Mario Monti. Cosa sarà cambiato rispetto alla passata gestione? In pratica, niente. O, meglio, sono cambiate le parole, ma non la sostanza. Non più lottizzazione, ma parentopoli. E tanta.

La questione, d’altronde, è stata presentata al nuovo Parlamento – che intanto cincischia tra nomine, accordicchi e giochetti degni del peggior casinò – in un’interrogazione parlamentare dall’onorevole Aniello Formisano (Centro Democratico) il quale ha chiesto ai ministri interessati di promuovere “una verifica della situazione del settore assunzioni di Enav”. Ne ha ben donde.

Alcuni esempi. Nemmeno un mese fa veniva indetto un bando dalla partecipata per controllori di volo. Chi troviamo tra i vincitori? Il ventiquattrenne Andrea Garbini. No, non è omonimia. È proprio il figlio di Massimo, amministratore unico. Sarà semplicemente un caso, ma anche Simone Garbini, primogenito di famiglia, è controllore di volo ormai da anni.

Non solo. In quello stesso bando (30 i giovani selezionati su circa 6000 domande) sono entrati anche i figli di quattro importanti dirigenti, la cognata del direttore della stessa Academy e due compagni di scuola di Andrea Garbini. Su trenta è un’ottima media.

A rendere noto tale parentopoli ci ha pensato una lettera anonima dal contenuto incredibile. La denuncia è secca: da quando Garbini è amministratore unico gli assunti sono stati 50 e sono tutti “figli di”.

Insomma, la parentopoli durante la gestione Garbini è praticamente diventato un usus comune a tutti. Anche qui di esempi se ne potrebbero fare a iosa.

Si potrebbe citare Mattia Vecchio Domanti, entrato al Servizio di Radiomisure presso l’aeroporto di Ciampino appena dopo il pensionamento del padre, ex manager responsabile dell’area amministrativa.

Nello stesso periodo – come già documentato anche da L’Espresso – il congedo del dirigente di Radiomisure Giulio Inguscio, in rapporti burrascosi con Garbini, è stato rapidamente seguito dall’assunzione in amministrazione della figlia. E poi Salvatore Chisari, ex direttore del centro Enav di Catania: appena andato in pensione lui, ha avuto come contraltare l’ingresso in azienda del figlio. Insomma, esce padre entra figlio.

Ma non finisce qui. C’è infatti dell’altro. Si dirà (a giusta ragione): se c’è un amministratore unico non ci sarà alcun cda. Vero. Peccato, però, che nel dicembre 2012 Garbini ha ricevuto l’autorizzazione dal governo e dal ministero dell’Economia per la nomina di un direttore generale. A cosa serva dato che Garbini è in pratica plenipotenziario non si capisce. Eppure Massimo Bellizzi è, da poco più di tre mesi, direttore generale di Enav. Sarà semplicemente un caso, ma Bellizzi è stato – come ricorda anche l’onorevole Formisano – “uno dei suoi (di Garbini, ndr) più fidati collaboratori”.

Una piccola parentopoli anche qui? Sì, ma non piccola. Anzi, doppia dato che anche il figlio di Bellizzi lavora in azienda già dal 2011.

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