Emergenza carceri italiane: un piano Alfano per i suicidi

L’emergenza carceri italiane continua: il piano Alfano pare produca strani suicidi e troppi morti. 127 da inizio anno.

emergenza_carceriE siamo a quota 127. Tanti sono i detenuti morti in quest’anno nelle carceri italiane. E tra questi ben 47 sono suicidi e, è bene dirlo subito, molto spesso la linea tra suicidio e “incidente” si assottiglia sempre di più, fino quasi a scomparire del tutto.

Lo sappiamo: in Italia l’emergenza carceri è un problema forte, annoso, duraturo. Si è detto tanto, ma fatto molto poco e male. Basti pensare all’indulto ideato da Clemente Mastella durante il Governo Prodi, il cui “casus belli”, sì, era l’esigenza di svuotare le carceri, ma poi sappiamo bene com’è andata a finire e chi in realtà ha beneficiato del provvedimento: ben 25 politici condannati in via definitiva. Tra questi ricordiamo Massimo Berruti (favoreggiamento), Vito Bonsignore (corruzione), Mario Borghezio (incendio aggravato), Paolo Cirino Pomicino (corruzione e finanziamento illecito), Maurizio De Angelis (banda armata e associazione sovversiva) e tanti altri.

Senza dimenticare, chiaramente, Cesare Previti (pregiudicato per corruzione giudiziaria). Insomma, un provvedimento nato e fatto ad uso e consumo dei colletti bianchi (ne hanno beneficiato anche altri gentiluomini del nostro Bel Paese, da Moggi a Wanna Marchi, da Consorte a Fiorani, fino a Ricucci).

E in questa legislatura? Tanti sono stati i proclami e i bandi di presunti interventi da parte del Governo, con in testa il Ministro della Giustizia. “Alfano: al via Piano di edilizia carceraria studiato con Matteoli” (Corriere della Sera, 7 novembre 2008); “Ionta nominato Commissario Straordinario per l’Edilizia penitenziaria” (Italia Oggi, 23 gennaio 2009); “Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Piano Carceri” (La Repubblica, 23 gennaio 2009).

La realtà dei fatti, invece, è ben diversa. Proprio ieri, a Potenza, la Segreteria Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) ha denunciato la situazione allarmante delle carceri italiane, in quanto si è raggiunto il numero più alto di detenuti mai registrato: nelle oltre 200 carceri del nostro Paese si è arrivati a 68.749 detenuti. E il trend non lascia speranze: ne arrivano 800 in più ogni mese.

La proposta di Alfano sembrerebbe essere quella di investire 1,4 miliardi di euro per 24 nuovi istituti, applicando il sistema (ormai famoso) delle emergenze e dunque, si pensa, affidando il tutto a Guido Bertolaso. Ma secondo molti questo non è sufficiente: il problema è interno al sistema penitenziario italiano. Basti pensare, ad esempio, che circa la metà resta in carcere solo poche ore o pochi giorni perché in attesa soltanto della sentenza; gravi responsabilità sono imputabili anche alla ex Cirielli, la quale non solo prevedeva il dimezzamento dei termini di prescrizione (Berlusconi e Previti ringraziano), ma anche maggiore severità per i recidivi, con la conseguenza che un terzo dei detenuti sono tossicodipendenti beccati due volte (o anche tre) in cerca di una dose per uso personale.

Il problema che tuttavia oggi appare il più grave è l’assoluta mancanza di manutenzione, per via della carenza di organico. Una situazione che favorisce scontri, violenze, suicidi. Il tutto acuito dal fatto che il nostro sistema carcerario è un sistema retrogrado, per il quale i detenuti sono in cella quasi 24 ore su 24 e soltanto pochi hanno la possibilità di lavorare. Una vera e propria bomba ad orologeria.

 

GUARDA IL VIDEO “DENTRO – UN VIAGGIO NELLE CARCERI D’ITALIA

 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.