ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012/ I nuovi consigli comunali tra indagati, condannati, ex Servizi Segreti e legali di capimafia

Tra i candidati eletti nei vari consigli comunali, in queste elezioni amministrative 2012, diversi sono i rinviati a giudizio. Per i reati più vari. Ma troviamo anche un figlio di un pregiudicato, un ex generale dei Servizi Segreti e un legale di diversi capimafia nel trapanese. E, alcuni di questi, si giocano lo scranno più alto nel ballottaggio.

di Carmine Gazzanni

amministrative_2012_indagati_condannati_e_serviziOramai il dato politico è acquisito. Le elezioni amministrative 2012 appena concluse, sebbene rivolta soltanto a circa un quinto del corpo elettorale italiano, ha decretato importanti novità sul palcoscenico politico italiano. Spulciando, però, i vari candidati eletti in giro per l’Italia ci si rende immediatamente conto che questa non è stata soltanto la tornata dell’affermazione del M5S, di Orlando, di Doria e dell’ecatombe pidiellina. Ma anche di indagati e rinviati a giudizio, sparsi un po’ in tutta Italia, che siederanno sugli scranni comunali.

Partiamo dal Lazio. Ad Ardea, provincia di Roma, vince al primo turno con il 54,63% dei voti Luca Di Fiori, candidato del centrodestra, su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio per concussione della Procura di Velletri. Stando alle indagini, condotte dal pm Giuseppe Travaglini, Di Fiori avrebbe avanzato richieste di soldi alla società appaltatrice dei servizi in cimitero in cambio della liquidazione dei lavori.

Anche a Gaeta si profila un’amministrazione di centrodestra. Il candidato sindaco del Pdl, Cosmo Mitrano, ha raggiunto il 44% dei voti. Dovrà vedersela con Antonio Raimondi, sostenuto da quattro liste civiche. Mitrano non è indagato in alcun procedimento. Tuttavia, come Infiltrato.it ha già avuto modo di ricostruire, il suo nome occupa ben cinque pagine nel documento redatto per la richiesta di scioglimento del comune di Fondi (Latina) per infiltrazioni mafiose. Il comune, alla fine, non venne sciolto dal precedente Governo Berlusconi (nonostante il parere contrario dell’ex Ministro degli Interni Maroni). Tuttavia, leggendo il documento, emergono forti dubbi (perlomeno gestionali) sulla figura di Mitrano, il quale, nel 2004, era stato chiamato dal comune di Fondi come dirigente del settore mense scolastiche. Si legge nel documento: “Ha consentito (Mitrano, ndr) alla società Vivenda con contratto scaduto nel 2007 di proseguire di fatto il servizio” per un periodo di sei mesi; una mancanza aggravata dal fatto che “il comune di Fondi non ha mai richiesto il rilascio della dovuta certificazione antimafia” alla società Vivenda. Una procedura assolutamente standard per il candidato sindaco a Gaeta. Precisa infatti il documento che Mitrano “ha fornito una dichiarazione nella quale afferma di non aver mai richiesto le certificazioni antimafia per gare o servizi da lui affidati per importi superiori alla soglia comunitaria”.

Spostiamoci in Abruzzo, precisamente a Montesilvano. La cittadina in provincia di Pescara arrivava alle urne dopo ben due giunte plurinquisite. Una di sinistra con Enzo Cantagallo (arrestato il 15 novembre 2006 con l’accusa di aver accettato tangenti) e una di destra con Pasquale Cordoma (colpito addirittura da ben cinque procedimenti). Condoma si è ricandidato (sostenuto da Grande Sud), ma ha raggiunto soltanto il 4%.  A vincere è stato il candidato del centrosinistra Attilio Di Mattia che, con il 44% delle preferenze, andrà al ballottaggio con Manola Musa (Pdl) che ha raggiunto il 26%. Tra i consiglieri che andranno a comporre il consiglio comunale, però, non mancano inquisiti. Come Francesco Di Pasquale (Pd), il quale è indagato, insieme ad altri volti noti del Pd più lo stesso sindaco uscente Cordoma, nell’inchiesta dal nome eloquente “Partito dell’Acqua”. Secondo l’accusa ci sarebbero state assunzioni clientelari, prebende e gestione elettoralistica degli enti. Abbiamo poi, nel Pdl, un altro nome interessante, quello di Paolo Cilli. Il neoconsigliere non è indagato, ma è curioso che sia stato chiamato circa un anno fa a Spoltore, paese vicino Montesilvano, dalla Giunta Ranghelli nella Commissione Edilizia. Ebbene, lo scorso luglio il sindaco Franco Ranghelli è stato arrestato, proprio per un’inchiesta sull’urbanistica.

Scendiamo di qualche chilometro e arriviamo in Molise. A Isernia. Al ballottaggio, con mezza vittoria in tasca, arriva Rosa Iorio, sorella di Michele, noto più per i suoi guai giudiziari che per essere Governatore del Molise. Anche Rosa, però, non vuole essere da meno. E allora, in piena campagna elettorale, ecco l’iscrizione nel registro degli indagati. La vicenda, ricostruita nel dettaglio da Infiltrato.it, riguarda un tenente dei vigili urbani che si è visto sospeso dal suo incarico per aver sporto querela nei riguardi dell’ex capo dei vigili urbani Giulio Castiello (candidato con l’Udeur, ma non eletto). E a finire tra gli indagati non solo Rosa Iorio, ma anche gli ex assessori (tutti rieletti) Piero Sassi, ricandidato con Grande Sud, Raffaele Teodoro e Celestino Voria, ricandidati con il Pdl (Voria al momento è fuori dal consiglio, ma entrerà in caso di vittoria di Iorio al ballottaggio). I reati contestati vanno dall’abuso d’ufficio alla diffamazione, dal falso ideologico alla tentata concussione.

Scendiamo ancora lungo la costa adriatica e arriviamo in Puglia. A Taranto, infatti, si andrà al ballottaggio. Il candidato del centrosinistra, Stefano Ippazio, dovrebbe vincere in scioltezza, essendo arrivato al 49,52%. A giocarsi un’ultima chance sarà Mario Cito, appoggiato da La Destra, Fiamma Tricolore e altre liste civiche, alcune delle quali – stando alle voci che girano nella città tarantina – molto vicine ad aree neofasciste. Mario Cito è figlio del più famoso Giancarlo che, pur non essendo candidato, ha fatto praticamente campagna elettorale in questi mesi (contando sulla sua televisione privata e sulla sua esperienza, essendo stato nel passato lui stesso sindaco e parlamentare). Ora, però, è in carcere. Su di lui pende una condanna a quattro anni già scontata in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, una condanna definitiva per una vicenda legata allo stadio comunale e una nuova condanna in Cassazione (arrivata appena il 10 aprile) a 4 anni per concussione per avere chiesto tangenti per la realizzazione del porticciolo turistico di San Vito.

A Catanzaro, invece, la situazione è paradossale, come ricostruito nel dettaglio da Infiltrato.it. Sebbene ci siano candidati indagati, è ancora impossibile dire se siano entrati o meno in consiglio comunale. Nel capoluogo calabrese, infatti, è tutto bloccato: dopo che per l’intera giornata di lunedì non è arrivato alcun dato dalle novanta sezioni della città al Viminale, la Commissione elettorale ha deciso di fermare lo spoglio. Sotto l’occhio del ciclone tre sezioni (quelle di Catanzaro Lido) dove si sarebbero verificate forti anomalie: alto numero di schede nulle e numero di voti più alto dei votanti. Le verifiche stanno proseguendo. Ma intanto la Procura di Catanzaro ha aperto un fascicolo su una possibile compravendita di voti.

Attraversiamo lo Stretto e arriviamo in Sicilia. Anche ad Agrigento si andrà al ballottaggio. A giocarsela Marco Zambuto, candidato dell’Udc, e Salvatore Pennica, candidato del Pdl. Pennica è un noto legale nella città dei templi. Soprattutto per i suoi clienti. Diversi capimafia della zona, infatti, sono soliti rivolgersi a Pennica per i loro guai giudiziari. Non a caso qualche giorno fa, in chiusura di campagna elettorale, Pennica ha pensato bene di scrivere al prefetto perché alcuni suoi clienti, momentaneamente liberi, partecipavano ai suoi comizi. Rischiando di fargli fare brutta figura. A Trapani, invece, il ballottaggio vedrà di fronte Giuseppe Maurici, appoggiato da diverse liste tra cui Mpa, Udc e Fli, e il candidato del Pdl, Vito Damiano. Entrambi hanno alle spalle un passato interessante. Partiamo da Maurici. Il suo nome è venuto fuori soltanto qualche tempo fa nel processo per l’omicidio del giornalista Mauro Rostagno. Il pentito Angelo Siino, nella sua deposizione, ha raccontato che il boss trapanese Vincenzo Virgavoleva uccidere una persona che io conoscevo, il barone Giuseppe Maurici, perché questi gli aveva mancato di rispetto acquisendo un’ impresa senza chiedere il suo permesso. Maurici lo conoscevo perché ci univa la passione per le corse. Lo salvai dicendo a Virga che Maurici gli portava grande rispetto. Io avvisai il Maurici per dirgli il pericolo che stava correndo e lui non si occupò più di questa impresa”. Tra i candidati eletti nella sua coalizione troviamo, poi, Giuseppe Ruggirello, arrestato l’anno scorso perché da funzionario dell’Agenzie delle Entrate avrebbe favorito i gestori di un night club in cambio di favori sessuali.

Passiamo all’altro candidato, Vito Damiano. Prima che andasse in pensione, Damiano era al vertice dell’Aise (ex Sismi). L’ex generale dei Servizi non è indagato, ma qualche anno fa è stato citato in un’interpellanza parlamentare da Francesco Cossiga. L’ex Presidente della Repubblica denunciava alcuni strani contatti tra appartenenti dei servizi segreti italiani e la magistratura. Cossiga, nel corso dell’interpellanza, citò anche alcune chiamate. Non fece i nomi dei magistrati. Ma fece quello dello 007 coinvolto. Appunto, Vito Damiano. Anche il suo sponsor politico è emblematico: il senatore pidiellino Antonio D’Alì, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Chiudiamo, però, con una buona notizia. A Cerveteri (provincia di Roma) si andava a votare con una situazione surreale. Tre dei nove candidati che si contendevano lo scranno da sindaco sono tutti coinvolti nella stessa inchiesta giudiziaria: Lorenzo Ramazzotti, candidato sindaco per l’Udc, è indagato per una vicenda di presunte mazzette dal 2011 riguardo un bando di urbanistica; Celestino Gnazi, l’uomo del Pd, è stato l’avvocato di Ramazzotti fino alla sua candidatura; Alessio Pascucci (Idv) è invece il consigliere comunale che ha sporto denuncia. È stata proprio la sua testimonianza a far scattare le indagini. Ebbene, qui si andrà al ballottaggio. Ma, al momento, è avanti proprio l’Idv Alessio Pascucci che se la vedrà con Angelo Galli, candidato del Pdl. Per una volta indagato e avvocato dell’indagato sono rimasti fuori dai giochi politici. E dalle sale del potere.

LEGGI ANCHE

ELEZIONI 2012/ Catanzaro, ipotesi di brogli: troppe nulle, più voti che votanti e dati non comunicati al Viminale.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012/ Indagati, condannati e pregiudicati. Da Nord a Sud ecco tutti gli “impresentabili”

Amministrative 2012: vincono Grillo e Di Pietro, sbancano Cinquestelle e Orlando

ELEZIONI MOLISE 2012/ Due anomalie: le “liste fantasma” legate all’estrema destra e l’assenza del Movimento 5 Stelle

ELEZIONI ISERNIA 2012/ Denunce alla Digos e carabinieri ai seggi: ma sarà ballottaggio tra Iorio e De Vivo

ELEZIONI 2012/ Grillo fa il botto, Terzo Polo anonimo, muore il centrodestra: Bersani ci sei?

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.