ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2011/ Un caos politico inquietante…

Questa tornata elettorale si prepara ad essere determinante non solo perché coinvolge, come abbiamo visto, centri politici importanti, ma anche perché saranno chiamati a votare cittadini di diverse città e province e, dunque, sarà possibile tirare un bilancio abbastanza verosimile anche su quelli che potrebbero essere gli scenari per le prossime politiche.

di Carmine Gazzanni

caos_politicoCertamente la Campania è una delle regioni maggiormente interessate al voto di primavera. Urne aperte, infatti, anche a Benevento, Salerno (in cui sembrerebbe scontata la riconferma per il sindaco-sceriffo Vincenzo De Luca) e Caserta, dove la giunta uscente, guidata da Nicodemo Petteruti è caduta a pochi mesi dalla scadenza elettorale. Anche in Calabria saranno diversi i cittadini chiamati al voto; quattro le amministrazioni da rinnovare: Crotone, Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, dove il ricorso anticipato alle urne si è reso necessario a causa dell’elezione dell’ex sindaco Scopelliti alla presidenza della Regione. Candidature leghiste, invece, a Novara e Varese, dove Mauro Franzinelli da una parte e Attilio Fontana dall’altra non dovrebbe incontrare grossi ostacoli nel cammino verso la vittoria. Il centrosinistra, invece, appare certamente favorito a Savona (il sindaco in carica, Massimo Berruti, si avvia ad una comoda rielezione), Ravenna, Siena e Fermo, Arezzo e Grosseto. In bilico il risultato a Rimini, ma l’ex segretario provinciale diessino e vincitore delle primarie Andrea Gnassi dovrebbe essere favorito anche per la divisione interna degli altri partiti: Pdl e Lega da una parte, Udc dall’altra, Fli da un’altra ancora. Sfide tutt’altro che scontate anche a Rovigo e Cagliari: così come a Milano anche nel capoluogo sardo inaspettatamente  le primarie hanno incoronato il vendoliano Massimo Zedda. Ma le elezioni toccheranno anche nove province italiane: Vercelli, Mantova, Pavia, Treviso, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria.

È interessante, però, cercare di guardare anche queste amministrative con un’ottica più nazionale. Lo stesso caos e, a volte, incoerenza dimostrata dai partiti a livello nazionale si manifestano in diverse città e province chiamate alle urne. Certamente abbiamo diversi centri nei quali ritroviamo lo schema classico nel quale, accanto a liste civiche e partiti minori, ritroviamo una coalizione di centrodestra, una di centrosinistra e il Terzo Polo chiamato a misurarsi per la prima volta in una vera e propria tornata elettorale. Ma se in alcuni centri Udc, Fli e Api hanno deciso di camminare uniti ma soli, altre volte i coordinatori comunali e provinciali hanno deciso di piegarsi ora a una coalizione ora ad un’altra. E allora abbiamo centri come Vasto, nei quali l’Udc entra nella coalizione del centrodestra in appoggio al candidato sindaco Mario Della Porta, mentre Api e Fli restano indipendenti e presentano un proprio candidato (Nicola Del Prete); abbiamo città, come ricordato prima, nelle quali, addirittura, Udc e Fli restano indipendenti dal Pdl, ma divise tra di loro presentando un candidato sindaco per parte. È il caso, ad esempio,  di Rimini e della Provincia di Vercelli. Ma è certamente Olbia il laboratorio politico più interessante: per la prima volta, infatti, si è giunti concretamente a quella “coalizione allargata” tanto cara a Pierluigi Bersani. A sostenere il sindaco uscente Giovannelli, infatti, ci saranno i partiti di centrosinistra, ma anche Udc, Fli e Api. Un grosso Cln antipremier, come l’hanno definito molti.

E di certo il discorso non cambia se andiamo ad analizzare le due coalizioni principali. Iniziamo dal centrodestra. Sebbene i proclami di unità e convergenza di vedute, non è così in diverse città nelle quali Pdl e Lega correranno divisi con un candidato a testa. Così a Gallarate (da una parte il candidato Pdl Nino Caianiello, dall’altra la candidata leghista Giovanna Bianchi), così in alcuni centri della provincia di Treviso (Montebelluna, Villorba e Oderzo). Ma così soprattutto alle comunali e alle provinciali di una città importante – per la Lega – come Trieste. Per quanto, infatti, riguarda il centro cittadino abbiamo un unico candidato per il centrosinistra, ben quattro, invece, tra Pdl (Roberto Antonione), Lega (Massimiliano Fedriga), Udc (Edoardo Sasco) e Fli (Michele Lobianco). Stesso dicasi per le provinciali: centrodestra e terzo polo divisi sulla scheda elettorale della provincia di Trieste. Come per le comunali, anche qui Pdl (con Giorgio Ret), Lega (con Paolo Polidori), Fli (con Enrico Sbriglia) e Udc (con Roberta Clon) presentano ciascuno il proprio candidato, andando per proprio conto.

E passiamo al centrosinistra. Le cose qui non vanno certamente meglio. Gli esempi sono lampanti: Pd e Italia dei Valori correranno – nuovamente e inspiegabilmente – divisi in numerosi centri. Dalle provincie di Campobasso e Reggio Calabria, a Napoli, Cosenza e Salerno (dopo l’appoggio alle regionali, Di Pietro ha deciso di non cadere nello stesso errore correndo con una lista autonoma dalla coalizione che appoggia un plurindagato come Vincenzo De Luca). Ma le ambiguità non finiscono qui, anzi. Ci sono anche casi in cui la realtà stravolge l’immaginazione. A Quarto, cittadina di 40 mila abitanti in provincia di Napoli, è accaduto l’incredibile: nella coalizione di centrodestra ritroviamo, inaspettatamente, anche i Verdi di Angelo Bonelli. La cosa desta ancora più meraviglia se ricordiamo che soltanto alcuni giorni fa sono finiti in manette un candidato della lista “Noi Sud”, Salvatore Camerlingo, cugino di un camorrista di spicco, e un candidato dei berlusconiani, Armando Chiaro, coordinatore cittadino del Pdl. Eppure i Verdi garantiscono il loro appoggio incondizionato al candidato sindaco Pdl Massimo Carandente Giarrusso. Il che è molto strano dato che i Verdi, insieme all’Italia dei Valori, hanno sempre condotto dure e intransigenti battaglie in favore della legalità.

 

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