DROGHE/ L’Italia dei tabù e la lotta alla liberalizzazione

Perché l’uso dell’alcool è legale, le sigarette sono monopolio di Stato e invece la marijuana è illegale? Secondo le stime 2011 dell’Onu, l’Italia è al primo posto per consumo di cannabis con 4 milioni di consumatori anche se meno del 1 percento lo ammette o ne parla senza tabù. La politica del proibizionismo, che costa alle casse italiane 10 miliardi l’anno, favorisce solo il ‘mercato nero’ della criminalità e provoca il sovraffollamento delle carceri. Intanto il primo passo in avanti è della regione Toscana che legalizza l’uso terapeutico della cannabis.

 

di Maria Cristina Giovannitti

cannabis_liberalizzazioniFigli e studenti, ma non solo. Madri, padri, nonni e zii; avvocati, medici, insegnanti, politici e tanta gente comuni: in Italia ben 4 milioni di persone fanno uso quotidiano di marijuana e la nostra Penisola detiene il record di consumo di droghe leggere in Europa, secondo l’ultimo rapporto 2011 dell’Onu –Organizzazione Nazioni Unite. Tutto questo consumo, però, avviene in silenzio e solo l’1 percento dei consumatori non prova imbarazzo a parlarne.

Secondo le ultime stime, proprio la fruizione della cannabis è in aumento nella popolazione tra i 15 e i 65 anni mentre è in diminuzione il consumo di cocaina ed allucinogeni. Dati e numeri che bisogna tenere in considerazione tanto che l’Onu sta facendo dietro front su una politica di proibizionismo stipulata nel 1961 con la ‘Convenzione su narcotici e i stupefacenti’ che non ha contenuto il fenomeno. In Italia la situazione non è migliore: la legge Fini Giovanardi ha addirittura ridotto il limite di tolleranza e non fa nessuna distinzione tra droghe leggere o pesanti mettendo così sullo stesso livello consumatori di cannabis con tossicodipendenti e punendo tutti con il carcere. E’ chiaro che questa misura restrittiva si lega ad un altro consistente problema: il sovraffollamento delle carceri di cui abbiamo già parlato. Il 38 percento dei detenuti è dietro le sbarre per possesso di stupefacenti e di questi ben il 70 percento  è in carcere per possesso di droghe leggere.

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Altro problema legato all’illegalità delle droghe leggere è il guadagno che ricavano la cosche malavitose sul traffico di droga. La mafia sopratutto domina la produzione e la vendita di qualsiasi tipo di droghe e anche la microcriminalità fa affari grazie alla canapa. Lo stesso Roberto Saviano ha incentivato la legalizzazione della marijuana per sottrarre guadagni alle casse della malavita «non significa incentivare, ma sottrarre mercato alle mafie. La legge sull’aborto fece sparire quasi del tutto gli aborti clandestini, una politica di legalizzazione toglierebbe ricchezza ai criminali». In effetti i guadagni che si ricavano dalla vendita della canapa non sono di poco conto soprattutto per un’Italia in piena emergenza economica: se le droghe leggere venissero legalizzate si guadagnerebbe 1 miliardo e mezzo l’anno. La Penisola spende molto di più attuando manovre restrittive: circa 10 miliardi di euro l’anno, di cui il 50 per cento per proibire l’uso di cannabis.

Mentre continua il braccio di ferro etico/politico per la legalizzazione o meno, gli effetti terapeutici della canapa sono noti da sempre Negli scorsi decenni sono stati inoltre realizzati anche alcuni studi clinici di piccole dimensioni che a livello indiziario deponevano a favore dell’efficacia terapeutica della canapa. La marijuana è utile per il glaucoma, la depressione, per la chemioterapia in alternativa alla terapia del dolore, la sclerosi multipla e la distrofia; infatti gli studi mostrano come nel caso di malattie legate ai muscoli l’uso di medicine a base di cannabinoidi è in grado di ridurre anche del 50 per cento l’uso di morfina. Le cure mediche costano alla nazione circa 3600 euro l’anno mentre si è riscontrato un risparmio evidente nei Paesi in cui l’uso della cannabis è permesso: la spesa non supera i 250 euro l’anno. In tal senso la svolta storica arriva dalla Toscana suscitando non poche polemiche soprattutto nell’ala cattolica che si sta mobilitando attraverso la raccolta firme per una petizione: il Consiglio della Regione Toscana ha unificato due proposte di legge: una (PdL n.58) firmata da Enzo Brogi del Pd e IdV e l’altra (PdL n.72) presentata dal Gruppo Federazioni della Sinistra Socialista. La Toscana legalizza la cannabis per uso terapeutico e da il via libera alla somministrazione di farmaci cannabinoisi a malati in fase terminale come alternativa alla terapia del dolore, un chiaro passo in avanti per la lotta alla liberalizzazione.

La risposta alla possibile legalizzazione del Governo Monti passa attraverso le parole di Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione «è un problema da discutere in tempi lunghi che non può realizzarsi nel breve periodo di governo che mi è stato affidato».

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