DOMENICO SCILIPOTI/ Le sanatorie della moglie, la “Corleone del XXI secolo” e quei rapporti di cui nessuno parla

di Carmine Gazzanni

La Corleone del XXI secolo”. Questo si legge nella relazione della Commissione Antimafia riguardo a Barcellona Pozzo di Gotto, patria di Scilipoti. Ma quello che ci interessa, in particolare, è un paesino limitrofo a Barcellona, Terme Vigliatore, paese di Adolfo Parmaliana, segretario cittadino Ds, morto suicida nel 2008. Prima che morisse, però, Parmaliana aveva denunciato i legami malavitosi del consiglio comunale: le denunce portarono alla formazione di una Commissione prefettizia.

Nel rapporto finale della Commissione spunta anche il nome di Domenico Scilipoti. Capiamo perché. Nelle carte si legge anche della Scilipoti-primo-pianodomanda di istanza di sanatoria presentata dalla moglie di Scilipoti, Rosa Carmela Cicero, per una palazzina per la quale erano stati eseguiti dei lavori “in difformità alla concessione edilizia”. Ma attenzione: nella relazione si precisa che comproprietari erano Stelitano Annunziato, Stelitano Lorenzo e Minnici Giovanni – “personaggi che vantano rapporti di parentela con membri del clan ‘ndranghetista STELITANO ZAVETTIERI” – oltre, appunto, Domenico Scilipoti e consorte. Precisa, inoltre, la Commissione che ciò evidenzierebbe “i collegamenti intercorsi tra SCILIPOTI Domenico, classe ’57, il quale ricoprirà nel 2002, seppur per breve tempo, anche l’incarico di Assessore Comunale al Bilancio nella giunta NICOLO’, con personaggi appartenenti ad una delle più importanti cosche della provincia di Reggio Calabria”.

Il gioco per ottenere  la concessione è stato dei più classici: nessuno dei malavitosi risultava nella domanda. Si legge, infatti, nella relazione che “nel giugno 2002 al Comune di Terme Vigliatore viene prodotta da parte della citata Cicero Rosa Carmela una dichiarazione attestante l’immunità della stessa da pregiudizi penali […] Ottenuto pertanto nel dicembre 2002 il previsto parere igienico-sanitario, la pratica di sanatoria intestata alla ditta ‘Cicero Rosa + 17’, istruita dal tecnico Giuseppe Di Pietro, viene favorevolmente esitata […] in data 04.02.2003 viene quindi rilasciata la relativa concessione edilizia successivamente notificata il 03.03.2003 mediante consegna di copia a mano di Cipriano Antonio Giuseppe contitolare, in epoca precedente (anno 2002) componente della Commissione Edilizia del Comune”. Ma ecco che i conti non tornano. Innanzitutto lo stesso Cipriano, nel 1996, “con i succitati originari proprietari Stelitano-Minnici-Scilipoti-Micalizzi”, aveva stipulato un altro atto di compravendita di un appartamento rustico sempre nel Comune di Terme Vigliatore. Ma la questione non finisce qui: nella relazione si contesta anche nel merito la stessa relazione di sanatoria perché “compilata in modo approssimativo e generico”, senza la firma del Tecnico Istruttore, senza alcuna traccia dei costi di costruzione pari a circa 24 milioni di lire (anzi, nella sanatoria il Tecnico Istruttore determina oneri di urbanizzazione “pari a zero”).

Ancora. Il nome del deputato siciliano compare anche in altre carte e, precisamente, nell’indagine “Tsunami” (luglio 2005) dei Carabinieri di Pozzo di Gotto, ancora in riferimento al comune di Terme Vigliatore. La relazione delle forze dell’ordine, essenzialmente, non fa che confermare quanto già detto e precisato dalla Commissione prefettizia. Si legge, infatti, che nell’ambiente politico locale maturano “attività delittuose tese a favorire amici/parenti/conoscenti degli amministratori nonché persone legate alla criminalità organizzata locale”. Tutto questo, secondo i Carabinieri, sarebbe causa del fatto che la gestione politico-amministrativa “lungi dal costituire un momento di cesura con il passato, si configura come elemento di continuità a causa della permanenza, in incarichi di potere, di taluni personaggi di spicco”. Tra questi certamente troviamo anche Scilipoti, il quale è stato più volte vicesindaco (nell’86 e nel ’94), per poi diventare, con la giunta Nicolò, Assessore al Bilancio nel 2005 (anche se ben presto si dimetterà per “motivi personali”) prima di essere eletto deputato nel 2008.

Eloquente come si conclude l’informativa dei Carabinieri: “tutte le persone citate quali “personaggi di rilievo” nella gestione della cosa pubblica del Comune di Terme Vigliatore, siano essi amministratori o rappresentanti della cittadinanza in qualità di consiglieri comunali, svolgono le proprie funzioni con l’obiettivo preminente di conseguire vantaggi patrimoniali in spregio di leggi e regolamenti posti a tutela della Pubblica Amministrazione, dimostrando di sapersi perfettamente raccordare a tal scopo trovando sempre e comunque un punto d’incontro indipendentemente dal colore politico di riferimento. E’ quindi evidente che tra essi si è consolidata ormai una stabile alleanza, per nulla occasionale, che gli consente di mantenere ben oleati i meccanismi delle operazioni da porre in essere ogni qualvolta intravedono una possibilità di guadagno”. Cosa che è accaduta, per quanto riguarda Scilipoti, per i mancati controlli degli uffici tecnici comunali in relazione alla richiesta di sanatoria di cui abbiamo parlato.

Non a caso, tutto questo (sebbene – è bene precisarlo – Scilipoti a riguardo non sia mai stato iscritto nel registro degli indagati) porterà il 23 dicembre del 2005 allo scioglimento per “ingerenze della criminalità organizzatadel comune di Terme Vigliatore.

 

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