DOMENICO SCILIPOTI/ Dall’amicizia di vecchia data ai nuovi progetti, ecco l’ombra di Gaetano Saya

di Carmine Gazzanni

Tra gli amici di vecchia (e nuova) data del deputato siciliano ritroviamo anche Gaetano Saya, “presidente del Partito dei Nazionalisti Italiani – si legge sulla sua pagina facebook – e rifondatore del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale”. In pratica una sorta di Hitler nostrano.

Esagerazioni? Assolutamente no: basti leggere il programma del partito “per la liberazione dell’Italia”. Si va dalla cacciata di

Saya e Scilipoti

Saya e Scilipoti

tutti  i non-italiani, come li ama chiamare Saya (“Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-italiani. Noi chiediamo che tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31  dicembre 1977 vengano costretti a lasciare immediatamente il territorio nazionale”), alla reintroduzione della pena di morte (“Coloro che commettono delitti contro il popolo, gli usurai, i profittatori , i politicanti devono essere condannati a morte dallo Stato, senza distinzione di confessione o di casta”), dalla necessità di un potere assolutamente centralizzato che ricorda quanto accadde nel ventennio (“Per attuare tutto questo noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale dello Stato. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto lo Stato e sui suoi uffici in genere”), fino alla lotta agli omosessuali che “vanno buttati fuori dal Parlamento e dalle istituzioni” (si legge in un articolo su gaetanosaya.org: “L’Ultra Nazionalismo dichiara guerra alla rovina della Nazione, I FROCI che abbondano nelle Istituzioni , infatti Camera e Senato, sono piene di omosessuali, finocchioni, arrestiamoli deportandoli ai lavori forzati”). Non poteva mancare, infine, la guerra ai comunisti, il cui “obiettivo primario è l’invasione sistematica della nostra Nazione da parte di zingari, albanesi, marocchini ed islamici di vario colore”.

Sembrerebbe un programma scritto direttamente da Hitler. E in effetti è così: il manifesto dei Nazionalisti è la copia precisa e spiccicata del programma del “partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (il nazismo per intenderci, ndr)” redatto da Hitler nel febbraio del 1925. Anche lì si parla di non-tedeschi che “dopo il 2 agosto 1914 vengano costretti a lasciare immediatamente il Reich”; anche lì si legge che “coloro che commettono delitti contro il popolo, gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta”. E, come se non bastasse, ecco che si arriva all’inverosimile: il programma si chiude con l’impegno dei “Capi del Partito” a “lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l’attuazione di questi punti”. Stessa identica frase con cui si chiude il programma hitleriano. E non finisce qui: il partito degli Ultranazionalisti si fregia anche di una divisa simil-militare che ricorda, ancora una volta, quella nazista; l’insegna del partito è il Sole Nero (in tedesco Schwarze Sonne, da cui, secondo molti, SS), simbolo esoterico del nazismo; il motto è “Nobiscum Deus” (“Dio è con noi”) che fa eco alla sigla hitleriana “Gott mit uns”.

Ed ecco che arriviamo al deputato siculo: cosa c’entra Scilipoti con Saya? In realtà i due sono amici di vecchia data: entrambi messinesi, Scilipoti ha fatto parte del Fuan, il Fronte Universitario d’Azione Nazionale, un movimento politico studentesco, fondato a Roma nel 1950 da universitari aderenti alle sezioni giovanili del Movimento Sociale Italiano.

A fine maggio l’amicizia tra i due si rinsalda nuovamente. Gaetano Saya scrive a Scilipoti, “un gentiluomo d’altri tempi, un uomo – a detta del leader del Partito Nazionalista – probo, onesto, fervente credente in Dio Padre Onnipotente, un uomo che con il suo gesto ha riscattato decenni di servilismo parlamentare”, invitandolo “a guidare la Direzione Nazionale del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale, assumendone il Coordinamento Nazionale”. Una richiesta forte che certamente ha stuzzicato l’interesse del deputato ex dipietrista che, pochi giorni dopo (il 26 maggio) risponde al leader ultranazionalista dicendosi “sinceramente gratificato” e “onorato della Vostra proposta, che valuto meritevole di opportune considerazioni ed approfondimenti”.

L’ultima esperienza politica di Scilipoti sembrerebbe lontana anni luce da quella di Saya. Ma non per lui, che ha dichiarato: “sono tanti i punti di contatto con quella realtà: la patria, la famiglia, i valori cristiani. E’ un partito che ha una storia e una tradizione di tutto rispetto, ed è il partito di Giorgio Almirante, personalità che ho sempre stimato”. Per il momento il deputato siciliano ha declinato l’invito perché – come ha detto Saya in un’intervista a La Zanzara – “ha ritenuto in questo momento di continuare a guidare il suo movimento politico”, ma c’è da giurarci che stia prendendo in seria considerazione la proposta anche perché, sempre nell’intervista radiofonica, Saya ha assicurato che “c’è una collaborazione tra i due partiti politici”. D’altronde abbiamo saputo da fonti attendibili che il 16 settembre Scilipoti incontrerà la moglie di Saya e leader del MSI Maria Antonietta Cannizzaro proprio per possibili nuove strategie che facciano convergere Responsabili, missini e gli ultranazionalisti del marito. Vedremo come andrà a finire.

Alla luce di questa proposta, oggi, comprendiamo diverse iniziative di Scilipoti. Su tutte la vicinanza, palesata già in aprile, con il CPI (Casa Pound Italia) tramite il convegno (ancora una volta tenuto a Palazzo Marini) “Usura: Ezra Pound sbarca alla Camera, ne discutono Responsabili, Forum Antiusura e CasaPound Italia” presieduta proprio dal deputato siciliano, durante il quale Scilipoti ha rivelato di avere aperto “da ragazzo un circolo intitolato a Ezra Pound” e di essere “a disposizione anche per farmi portatore alla Camera di vostre (del CPI, ndr) istanze e proposte di legge”.

E comprendiamo, soprattutto, la natura del manifesto dei Responsabili. Infatti, se Gaetano Saya ha scopiazzato in tutto e per tutto dal programma di Hitler del 1925, Scilipoti ha fatto lo stesso con il “Movimento degli intellettuali fascisti” di Giovanni Gentile. Intere frasi, anche in questo caso, copiate. Qualche esempio. Se da una parte leggiamo che “Responsabilità Nazionale è il movimento recente ed antico dello spirito italiano, internamente connesso alla storia della Nazione Italiana”, dall’altra leggiamo che “Il Fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano, intimamente connesso alla storia della Nazione italiana, ma non privo di significato e interesse per tutte le altre”; se da una parte leggiamo che “Responsabilità di Patria è la riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà”, dall’altra leggiamo che “Codesta Patria è pure riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà”; ancora: “Responsabilità è concezione austera della vita, non incline al compromesso, ma duro sforzo per esprimere i propri convincimenti facendo sì che alle parole seguano le azioni”, ottantasei anni fa Gentile scriveva: “È concezione austera della vita [… ]  è duro sforzo di idealizzare la vita ed esprimere i propri convincimenti nella stessa azione o con parole che siano esse stesse azioni”. Oggi, col senno di poi, tutto pare avere più senso.


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