Cronisti nel mirino: tra querele, minacce e sfruttamento, tre storie di ordinaria follia

Grillo vorrebbe educarli. Certo, ci sono troppi rappresentanti (mediatici) della categoria che sviliscono il lavoro degli altri. Ma, a guardare bene, Grillo farebbe meglio a proteggere la libertà di stampa e a dar spazio a quei “cronisti nel mirino” che subiscono soprusi di ogni tipo. Mettiamo a disposizione del leader a 5 Stelle tre storie di ordinaria follia. Tra querele, minacce e sfruttamento.

 

Giovani_cronisti_nel_mirinoSono stati oltre 300 i giornalisti che nel 2012 hanno subito minacce in Italia secondo una ricerca dell’Osservatorio Ossigeno per l’informazione.

Praticamente uno al giorno. Nell’ordine le situazioni più comuni sono le minacce, gli avvertimenti verbali e fisici, le azioni legali, le aggressioni e i danneggiamenti. Molti dei giornalisti colpiti sono giovani precari, forzatamente indipendenti.

Una condizione che ancora di più non consente di tutelare i cronisti di fronte a forme di intimidazione usate come censura preventiva.

Come nelle storie professionali e nelle vicende umane che raccontiamo in questa inchiesta.

Mario Sanna nell’inchiesta realizzata per Rainews24 ha illuminato le storie vissute dai giornalisti nel mirino (non solo delle mafie) a partire dal lavoro quotidiano di “Ossigeno per l’informazione” l’osservatorio diretto da Alberto Spampinato e che da quasi cinque anni monitora e denuncia il fenomeno, cercando di evitare l’isolamento dei colleghi colpiti da minacce, intimidazioni o querele temerarie.

All’interno dello speciale anche la testimonianza di chi, come Antonello Mangano, ha provato a prevenire l’abuso della querela strumentale chiedendo assistenza allo “Sportello Roberto Morrione”, progetto nato proprio per liberare l’informazione dalla “spada di Damocle” che pende sulla testa di giornalisti, direttori e editori: la querela temeraria.


LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Mario Sanna su Rainews24.it

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