CHIESA e POLITICA/ Il Vaticano degli scandali vota Monti e Berlusconi. E intanto ‘non habemus Papam’

Per le prossime elezioni il Vaticano si divide tra i sostenitori di Mario Monti, rappresentati dal cardinale Angelo Bagnasco, e quelli che appoggiano Silvio Berlusconi, in prima fila Tarcisio Bertone. Il Vaticano decide di votare quelle agende politiche che vanno contro i matrimoni omosessuali, l’aborto, l’eutanasia, la fecondazione assistita ed i migliori rappresentanti sono il Professore e Berlusconi –pur perdendo colpi con la storia delle escort. Eppure il Vaticano non è senza macchia soprattutto nei recenti mesi con gli scandali del Vaticanleaks, fino ai brogli dello Ior. Papa Ratzinger abbandona il timone e si dimette perché sente “il peso dell’incarico”. Il mistero, ora, è capire il tipo di peso: se per gli acciacchi dell’età o se è la pesantezza dei tanti – troppi – scandali del Vaticano.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Avere il consenso del Vaticano per le prossime elezioni non è roba da poco, così i vari partiti politici giocano come possono i loro jolly per avere la captatio benevolentia della Chiesa. Ma la Santa Sede chi voterà per le prossime elezioni? Una frattura interna al Vaticano, porta ad un braccio di ferro tra l’ormai favorito storico Silvio Berlusconi, sostenuto da Tarcisio Bertone – segretario di Stato – e Mario Monti, spalleggiato da un “incerto ed adirato” Angelo Bagnasco – capo della Conferenza episcopale italiana.

 

IL FEELING INNATO DI BERTONE  E BERLUSCONI – E’ un legame che supera tutti gli scandali, perfino le storie di adulterio che Berlusconi avrebbe commesso. Tarcisio Bertone apprezza ed appoggia così tanto il Cavaliere al punto da chiudere un occhio sugli scandali delle escort e sul divorzio dalla moglie perché lui è un peccatore spudorato e non un saccente perbenista. Insomma viva la sincerità di Silvio, che piace tanto ad una buona fetta dei cattolici – circa il 25% . E così i bertoniani si rivelano dei berlusconiani soprattutto perché il governo Berlusconi fu l’unico a firmare il provvedimento ‘salva’ Eluana Englaro mettendosi contro la lotta per il ‘diritto alla morte’ che da anni conduceva il padre della ragazza, Beppe Englaro. Insomma Bertone da ottimo amico del Cavaliere, punta su di lui per le prossime elezioni, insieme ai fedelissimi di Comunione e Liberazione.


IL CARDINAL BAGNASCO APPOGGIA SCELTA CIVICA E POI FA DIETROFRONT – Nel 2011 una buona parte dei cattolici – oggi circa il 27,5% secondo il sondaggio di Demopolis – resta deluso dagli scandali del Cavaliere e i loro consensi si volgono verso il governo tecnico. Dalle Acli, dove l’ex presidente Andrea Olivero è capolista in Piemonte, fino alla comunità di Sant’Egidio a tutti piace Mario Monti e lui di certo non vuol far nulla per deluderli rendendo le sue liste una sorta di entourage aperto solo a ‘persone perbene’. Ecco perché nella lista di Scelta Civica non poteva esserci Alessio De Giorgi, candidato omosessuale e direttore del portale gay.it. Il giovane decide di ritirarsi perché preso di mira dal giornale Libero per via della sua omosessualità e per i suoi video pornografici con incontri tra gay ed escort. Bandire ‘ uno così’ è d’obbligo per un moderato come Monti e questo gli porta i favori dei bagnascani. Ufficialmente il Vaticano ha appoggiato Monti, quando l’Osservatorio Romano – il giornale ufficiale del Papa – benediceva la salita in campo del Professore ed in prima fila c’è sempre stato Angelo Bagnasco  insieme a Don Georg.

giochi_potere_vaticanoL’appoggio del potere spirituale verso il potere temporale del governo tecnico ha comunque riscosso i suoi frutti  con molti ‘favori’ che Monti ha fatto alle associazioni ed agli ospedali privati del Vaticano: nel 2012 il ‘Bambin Gesù’ riceve 12,5 milioni di euro ed altri 5 ospedali vengono destinati dal ‘Gaslini ‘di Genova. La legge di stabilità porta 223 milioni di euro nelle Scuole Paritarie, l’Imu è esente per la Santa Sede, fino agli arretrati evasi che secondo i Radicali sono di 2,5 miliardi di euro e vengono dimenticati per sempre. Nonostante questo ‘do’ di Monti per il Vaticano, Bagnasco non ‘des’ più il suo appoggio elettorale: solo pochi giorni fa, ha fatto un dietrofront ed ha dichiarato che la Chiesa non prende posizione perché non fa politica ma ricorda i valori morali. Come mai questa presa di distante del montiano Bagnasco? Perché sembrerebbe deluso da un dissidente Monti: prima la storia dell’omosessualità de De Giorgi – poi risoltasi con la sua uscita di scena – poi a gennaio il Cardinale manda al Professore una lista di valori ‘non negoziabili’ da inserire nel programma ma Monti non lo fa. In più c’è la delusione, per Bagnasco, di vedere Monti godere dell’appoggio di Casini – con cui non corre buon sangue – e Fini, fautore del tanto odiato referendum per l’abrogazione della legge 40 sulla fecondazione assistita. Tutti questi motivi hanno adirato il cardinal Bagnasco che d’improvviso rinnega la sua propaganda pro Monti.

 

IL FAVORITO DAI CATTOLICI RESTA COMUNQUE BERSANI – Il leader del Pd è comunque in testa ai favori dei cattolici con un 31%, secondo Demopolis. Bersani s’è guadagnato il consenso delle associazioni di volontariato, l’appoggio del mensile ‘Vita’ e di ‘Famiglia Cristiana’. L’unica nota stonata per il Vaticano nel centrosinistra è la campagna pro omosessualità della SEL e il suo leader Vendola, visto come un ostacolo per un dialogo tra Chiesa e sinistra.

Remano contro la Santa Sede anche Beppe Grillo e Antonio Ingroia.  La CEI – Conferenza Episcopale  Italiana – esorta i cattolici al voto e punta l’indice contro l’assenteismo ma soprattutto contro l’antipolitica definendola solo una manifestazione di rabbia che non porta nulla di positivo, un’affermazione d’attacco verso la politica del Movimento 5 Stelle. Non è molto benevolo neanche il leader di Rivoluzione Civile che denuncia gli atteggiamenti dei ‘piani alti’ della Chiesa verso la criminalità. Ingroia tuona contro il Vaticano: certe ‘gentilezze’ verso la camorra, la ‘ndrangheta e la mafia, oltre ad annullare i sacrifici e le lotte di tanti preti coraggiosi, sminuiscono anche il grave problema della malavita allontanando l’attenzione nella lotta alla criminalità.

 

NON HABEMUS PAPA BENEDETTO XVI – Alla summa degli scandali che vanno dal Vatikan leaks con il Corvo del Papa,  fino ai brogli finanziari dello Ior, arriva come un fulmine a ciel sereno l’annuncio delle dimissioni di Papa Ratzinger. Benedetto XVI dice di abbandonare la carica perché sente il “peso dell’incarico. Il mistero inizia ad aleggiare intorno alla dimissione inaspettata: c’è chi vocifera che la scelta sia legata a problemi di salute e chi interpreta il “peso” come la pesantezza degli scandali e di una situazione, anche religiosa, che sta implodendo.

Intanto Ratzinger lascerà il timone del Vaticano entro il 28 febbraio, subito dopo le elezioni politiche. Si preannuncia, così, un clima rovente per il Vaticano che oltre gli appoggi politici, sarà impegnata alla ricerca del nuovo Papa.

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