CARO AFFITTI/ Uno su dieci senza lavoro. E il rischio è quello di perdere la casa

Con una disoccupazione al 10,8% l’economia italiana è una di quelle che fa più acqua in Europa. A questo si aggiunge il fenomeno degli sfratti per morosità che colpiscono l’inquilino che non ce la fa a pagare l’affitto al termine del mese stabilito. Nel 2011 il dato è stato in crescita rispetto all’anno precedente e ha riguardato circa 56 mila famiglie sotto la soglia di povertà. 

 

di Viviana Pizzi

casa_locazione_Lo-sfratto-di-un-inquilino-morosoSe si considera che la popolazione italiana è di 56 milioni di abitanti e che una famiglia media è formata al giorno d’oggi da tre persone possiamo dire in Italia esistono circa 18.666.000 nuclei familiari. Se cinquantaseimila famiglie subiscono lo sfratto si arriva a una percentuale di circa il 3%.

Se paragoniamo però le regioni in cui gli sfratti avvengono con più frequenza con le città che hanno i canoni d’affitto più alti veniamo incontro a una triste realtà: più gli affitti sono alti e più il cittadino, già strangolato da aumenti di luce, gas e rifiuti solidi urbani, non riesce a fare fronte alla spesa.

Dall’analisi dei dati relativa al Ministero degli Interni  ai provvedimenti di sfratto emessi nell’anno 2011  merge che il maggior numero di questi si concentra in Lombardia con  12.922 provvedimenti (pari al  20,2% del totale nazionale), seguito dal Lazio con  7.625 (pari al 11,9%), dall’Emilia Romagna con 6.534 (10,2%), dal Piemonte con 6.208 (9,7%), dalla Campania con 5.690 (9,9%), dalla Toscana con 5.402 (8,5%) e dal Veneto con 4.280 (6,7%).

Le regioni con le percentuali più basse sono il Molise e la Basilicata con lo 0,2%, la Valle d’Aosta con lo 0,3% , il Trentino Alto Adige con lo 0,6% e la Sardegna con lo 0,8%.


IL CANONE AFFITTI

Questa volta il dato riguarda le città ed è stato rilevato dal focus sulla locazione redatta dalla rivista specializzata Solo Affitti.

E’ Milano la città con il canone mensile più alto: per un appartamento con quattro stanze si arriva a spendere in media 1.401 euro. Il dato coincide con quello della sua regione di appartenenza, la Lombardia, dove gli sfratti sono al primo posto

Al secondo posto c’è Roma con 1.234 euro, e il Lazio di conseguenza è la seconda regione in Italia dove avvengono gli sfratti. Palma di bronzo con Firenze con 860 euro e Napoli con 811 euro. La Toscana a livello di sfratti si colloca al sesto posto mentre la Campania al quinto.

Milano e Roma si confermano le prime due città più care anche nei primi mesi del 2012 con canoni rispettivamente di 974 euro e 963 euro. Con un canone quasi doppio rispetto a quello nazionale che si aggira intorno ai 574 euro.

Se il dato è vero per le città più care non combacia perfettamente con quello delle meno care. Catanzaro è infatti quella con l’affitto mensile più basso che si aggira sui 406 euro mensili. Le regioni invece dove gli sfratti hanno l’incidenza minore sono il Molise e la Basilicata con lo 0,2%. La Calabria è a metà classifica con l’1,6%. Ma il collegamento anche se non è perfetto lo è quasi perché la palma d’argento per la città con prezzi abbordabili è proprio Campobasso con 433 euro seguita da Perugia con 448 e Torino con 478. Però proprio il capoluogo piemontese risulta la città con la percentuale d’aumento più alta che arriva al 3,4%.


IMPOSSIBILE PAGARE CON STIPENDI DA FAME

E’ un dato visibile a occhio nudo, senza bisogno di casistiche o valori di sorta che nelle città dove gli affitti sono più alti risulta impossibile pagarli. Un salario da operaio da mille euro non permette a una famiglia con tre persone di vivere in una casa a quattro stanze. Si deve quindi scegliere di vivere in condizioni abitative inferiori alle proprie possibilità o rischiare di essere sfrattati anche quando si hanno a carico bambini di pochi mesi.

E nell’11% dei casi tutto questo avviene con l’utilizzo della forza pubblica. Trattando allo stesso modo, ossia come delinquenti, le persone che commettono reati contro i propri simili (omicidi, rapine e stupri) e coloro che sono costretti a non pagare la pigione richiesta a causa di stipendi che non lo permettono o come, nel 50% dei casi avvenuti nel 2011, chi il salario lo percepisce con mesi di ritardo rispetto al dovuto. Il fenomeno viene chiamato “morosità incolpevole” e riguarda ormai il 90% degli sfratti eseguiti in Italia.

Segno che la crisi c’è e si riflette più sui cittadini schiacciati da debiti che non riescono a pagare che sulle banche mondiali che chiedono al governo Monti di sanare il debito pubblico entro il 2013.


LE SOLUZIONI POSSIBILI

Rivolgersi al mercato dell’affitto in nero non aiuta a risolvere una crisi ormai dilagante. Chi lo fa paga sicuramente in media cinquanta euro o anche cento in meno sull’affitto ma se si accetta si incrementa l’evasione fiscale italiana. E farlo dallo scorso anno diventa sempre più rischioso perché sono state introdotte nuove normative per ridurre gli affitti senza contratto al minimo.

Il decreto legislativo è entrato in vigore il sette aprile dello scorso anno e prevede multe salatissime, che arrivano anche fino ai mille euro, per chi non registra i contratti.

Tuttavia per l’inquilino che lo denuncia ci sono vantaggi che potrebbero dare un po’ d’ossigeno  a coloro che vengono sfrattati per morosità incolpevole.

Chi non dichiara dovrà in pratica riconoscere all’inquilino un canone inferiore fino al 90% rispetto al valore stesso dell’immobile sul mercato. Che significa in soldoni pagare un affitto quasi irrilevante sul bilancio familiare. Si arriva anche a pagare affitti di cento o centocinquanta euro.

I sindacati di settore, tra i quali l’unione degli inquilini, chiedono invece che gli sfratti vengano sospesi al più presto.

Poi si chiede che lo Iacp di ampliare l’offerta residenziale pubblica. Lo si potrebbe fare recuperando 70 milioni di euro disponibili al Ministero delle Infrastrutture per recuperare alloggi inagibili dove occorrono interventi da 30 mila euro ciascuno.

Si potrebbero recuperare 3 mila alloggi da destinare agli sfrattati dove si possono ottenere sconti anche sull’energia elettrica.

Accedere alle case Iacp resta sempre più difficile e nei casi disperati si arriva anche alle occupazioni abusive.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.