CAMPANIA TERRA DI FUOCHI/ Il Meridione discarica dei rifiuti industriali

Il problema dei rifiuti prodotti dalle industrie è una piovra che amplia i suoi tentacoli da anni in Campania e in tutto il Meridione. Dal caso Cantariello, in provincia di Napoli, dove la “terra fuma”rifiuti industriali tossici fino ai rifiuti radioattivi delle centrali nucleari americane smaltiti in Basilicata. Inevitabile è l’aumento di tumori, sterilità e malformazioni. Storia di un avvelenamento di massa.

di Maria Cristina Giovannitti

discarica-rifiuti-napoliCon l’estate e l’afa torna con maggiore pressione il problema dei roghi dolosi che vengono appiccati nelle zone a nord di Napoli ogni giorno, guadagnandosi il triste nome di “terra di fuochi”. Ultimo –cronologicamente– è stato un incendio di proporzioni devastanti sviluppatosi nella zona di Caivano, in un deposito di auto dismesse e sottoposte a sequestro giudiziario. Di questo incendio non se ne conosce bene la natura, ne le modalità. Raccolta la preoccupazione dei cittadini che temono per la loro salute perché non sanno cosa respirano, abbiamo cercato di metterci in contatto con il sindaco di Caivano, il dottor Antonio Falco, per avere dei chiarimenti. La segretaria telefonicamente ci informa che il sindaco non è al momento in Comune e che comunque non avrebbe rilasciato interviste.

La questione dello smaltimento dei rifiuti tossici è un grave problema che vede la coalizione politica- mafia –industria pericolosamente unita a danno della salute pubblica. La Campania è solo la punta dell’iceberg. Il vero problema coinvolge tutto il Meridione, discarica a cielo aperto per tutti i rifiuti prodotti da “imprenditori evasori” che, in accordo con la camorra, usano le terre del sud Italia per nascondere il marciume di quei rifiuti. Lobby di poteri e di criminalità che hanno un prezzo troppo alto da pagare: la salute di tutti, nessuno escluso. Abbiamo parlato con il dottor Antonio Marfella, oncologo e tossicologo presso l’Ospedale Pascale di Napoli, che conferma l’incidenza dell’aumento dei tumori, e con Lucio Iavarone, presidente del comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli.


antonio-marfella_oncologoDottor Marfella, che ne pensa dello smaltimento dei rifiuti tossici?

La prima cosa da precisare è che l’attenzione deve essere focalizzata solo sul problema dello smaltimento dei rifiuti industriali. E’ inutile discutere sullo smaltimento dei rifiuti urbani, sulla scelta degli inceneritori quando il numero pro capite dei rifiuti urbani è in diminuzione. Il grave dramma è l’incremento dei rifiuti delle industrie, specie quelle del nord che pagano la camorra e si muovono verso il meridione. Non è solo la Campania a smaltire i rifiuti tossici ma tutto il Sud Italia condannato ai rifiuti delle industrie dell’Europa e di tutto il mondo.

Per esempio?

Ad esempio in Basilicata sono stati trovati rifiuti radioattivi provenienti da scorie delle centrali nucleari chiuse negli Stati Uniti. Se non risolviamo questo problema, la cosmopolitizzazione porterà un incremento drammatico delle malattie.

Quindi sono i rifiuti tossici industriali a provocare un aumento dei tumori?

Certo, è un dato accertato. Si pensi che in Italia la legge per lo smaltimento dei rifiuti urbani è di gestione e soluzione pubblica mentre quella dei rifiuti industriali è un problema dei privati. E’ inutile parlare di smaltimento dei rifiuti urbani, che all’anno sono 30 milioni di tonnellate  rispetto ai 135 milioni di tonnellate di rifiuti industriali. Inoltre in questi 135 milioni, almeno 30 non hanno nessuna tracciabilità cioè non sappiamo che fine fanno. Il 30/ 40 per cento, invece, dei rifiuti industriali viene inserito tra i rifiuti urbani, così c’è uno sgravo dei costi di smaltimento per il privato. Questo, però, comporta discariche urbane infiltrate da rifiuti tossici industriali. E’ chiaro che ogni industria che produce rifiuti dovrebbe smaltirli nella propria terra. Fin quando i rifiuti circoleranno come merci, saremo condannati.

E la criminalità fa affari …

Le ricordo che la Campania, per scelta, è l’unica regione non dotata di discariche a norma per i rifiuti speciali tossici/nocivi. Ad esempio arrivano in Campania ogni anno 50 mila pneumatici usati da tutte le parti d’Italia per essere riciclati e smaltiti. Quelli che non vengono riciclati diventano combustione nelle terre di fuoco. Una volta bruciato, il pneumatico diventa un rifiuto tossico/nocivo e quindi bisogna, a spese dello Stato, portarlo in altre regioni che hanno discariche a norma. Riciclare un rifiuto urbano o un pneumatico costa 90 euro a tonnellata, se lo mandiamo in Olanda; smaltire un pneumatico bruciato diventato rifiuto tossico/nocivo da 300 euro a tonnellata, arriva anche a 1500 euro.

E lo Stato in tutto questo come si comporta?

Nel decreto legge per lo Sviluppo, il messaggio inviato agli industriali italiani è quello di continuare a smaltire illegalmente, tanto per ora non c’è controllo. E’ una criminalità che ha il suo flusso da nord a sud. Non dimentichiamo che anche la ditta Marcegaglia è stata inquisita ed incriminata per lo smaltimento di materiali tossici.

Ci fornisce qualche dato sull’incremento dei tumori?

Dato ufficiale è che nella sola provincia di Napoli, i tumori sono tre volte in più rispetto alla media nazionale. E’ ancora più drammatico il dato di Caserta. E’ la più giovane provincia d’Italia e in quanto tale dovrebbe essere anche la più sana, mentre riporta un aumento dei tumori di sei volte la media. Il paradosso è che i tumori e le malformazioni dovrebbero essere maggiori nelle zone urbane mentre in Campania sono diffuse nelle aree rurali, in periferia perché nelle campagne sono seppelliti i rifiuti industriali.

In Italia c’è un picco anche delle malformazioni e dei tumori infantili …

Vero. Però le malformazioni sono connesse agli aborti. E’ un dato in incremento ma difficilmente riscontrabile perché le donne che vengono a conoscenza di un feto malformato praticano l’interruzione di gravidanza. Dato ufficiale è invece  che in provincia di Napoli e Caserta  c’è il più basso numero di spermatozoi in Italia. L’infertilità diventa un problema primario.

E per quanto riguarda l’aumento dei tumori al polmone?

Sia la provincia di Napoli che Caserta hanno circa il 3 per cento in più dei casi di tumore al polmone con l’aggravante, però, che 1/3 dei malati non è fumatore. Quindi ciò significa che 3 persone su 10 non fumatori si sono ammalati per fumo passivo e inquinamento ambientale.

 

Per capirne di più ci siamo rivolti, come detto, a Lucio Iavarone, presidente del comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli.

 

lucio_iavarone_no_discariche_napoliIavarone, come guadagna la criminalità sui rifiuti tossici industriali?

Del problema abbiamo fiumi e fiumi di testimonianze, cominciando dal libro di Roberto Saviano per poi avere tantissime altre informazioni. L’influenza della criminalità sui rifiuti continua tutt’oggi e non si è affatto ridotta. Basti pensare che negli anni scorsi si è avuto il ‘fenomeno dell’interramento’ dove i rifiuti tossici industriali del nord sono stati smaltiti nelle discariche legati e illegali della Campania. L’imprenditoria compiacente, per spendere poco, da’ i suoi rifiuti alla camorra, principalmente i Casalesi che gestiscono questi traffici, e tutto viene riversato da anni nelle campagne della Campania, inquinando i territori a nord di Napoli come il giuglianese o l’agro aversano.

E’ palese il caso Cantariello dove la terra brucia …

Cantariello è un sito di stoccaggio dove, in 10 anni, sono state depositate 9 mila tonnellate di rifiuti industriali illegalmente. Oggi lì la terra fuma perché sono ancora attive le reazioni chimiche di quei prodotti tossici.

La gravità è che vicino al sito ci sono centri commerciali, quindi è una zona frequentata.

Si, c’è un maxi cinema, c’è l’Ikea, e Leroy Merlin. E’ insomma una zona frequentata quotidianamente da migliaia di persone.

E come reagisce l’amministrazione a tutto questo?

Il problema insiste sulla linea di confine tra Casoria ed Afragola. Il sito, territorialmente, è sul comune di Casoria e il sindaco Vincenzo Carfora si sta interessando alla questione. I rappresentanti della regione Campania e la commissione bonifiche si sono recati sul posto per testare la gravità della situazione. C’è stato un sopralluogo anche dell’ARPAC –Agenzia Regionale Protezione Ambientale– per ricorrere ad un’opera di bonifica urgente. Assente ingiustificata l’Asl Na2 nord. Il comune di Afragola trascura, invece, il problema. In realtà le conseguenze maggiori le hanno proprio gli abitanti di Afragola che in numero maggiore vivono in quella zona di confine. Nonostante il sindaco, Vincenzo Nespoli, sia un senatore e avrebbe potuto dedicarsi con maggiore impegno per la risoluzione, stiamo riscontrando un menefreghismo ed un atteggiamento assolutamente incomprensibile.

Intanto la situazione in Campania sta degenerando …

In effetti ad Acerra, nelle terre dove c’era un fiorente allevamento di bestiame, oggi c’è l’assoluto divieto di pascolare. Il triangolo della morte, Acerra-Pomigliano-Marigliano, ha delle terre avvelenate. Basti pensare che lì sono nate pecore deformate, con due teste e cinque zampe. Il pastore e proprietario di alcune di queste terre, Cannavacciuolo, morto in seguito per cancro per contaminazione elevata, prima di morire è stato sottoposto dall’oncologo Antonio Marfella ad analisi del sangue e nelle sue vene è stato riscontrato un livello di diossina centinaia di volte superiore alla norma.

Proprio sull’incidenza dei tumori e della connessione con i rifiuti, pochi giorni fa in Regione è stato approvato il Registro dei Tumori, finanziamenti volti alla raccolta dei dati per queste patologie. Il problema è che alla raccolta dei dati saranno addetti possibilità di poter falsare poi i dati?

Dopo anni di lotte  e battaglie per far approvare questa legge, arriva come un contentino, un fumo negli occhi. Nella proposta c’era l’idea di un organo di controllo dei dati, a titolo totalmente gratuito, formato dall’associazione dei Medici dell’Ambiente. La proposta è stata rigettata. Gli addetti che saranno scelti dai politici ovviamente verranno condizionati dal valore politico. Per esempio a Terzigno c’è un’incidenza di tumori 800 volte superiore alla media nazionale. E’ chiaro che i politici non faranno mai uscire un dato del genere, lasciando campo libero ai criminali.

Come reagisce il governo nazionale?

Ormai il ‘caso Campania’ lo abbiamo definito un tentativo di biocidio studiato a tavolino tra la politica corrotta, criminalità organizzata e imprenditoria malata. Alla Campania sono stati destinati 700 milioni euro per investire esclusivamente nelle bonifiche del territorio ma il governo impone alla Regione di acquistare l’inceneritore Impregilo a 355 milioni euro, soldi che devono essere sottratti dai fondi fas per le bonifiche. Impregilo è mafia e lo dimostra l’ultima vicenda del Presidente Ponzellini che è inquisito per associazione a delinquere. Il dramma di oggi è che il disegno mafioso vuol continuare a distruggere la Campania e non bonificare.

In Campania per ora c’è solo un sito di compostaggio per la raccolta differenziata. Il resto dei rifiuti sono mandati fuori regione e così i cittadini pagano molto di più. Perché succede?

Perché il piano regionale prevede nell’immediato la costruzione di quattro inceneritori e la costruzione dei siti di compostaggio è rimandata al 2015 in poi. E’ un chiaro e disarmante disegno che favorisce le lobby e la criminalità. Vorrei precisare che esiste anche una criminalità spicciola, quella che smista i rifiuti nelle retrovie, a cielo aperto e poi paga i rom per appiccare fuochi, i roghi che ogni giorni vediamo e respiriamo. Il nostro movimento ha chiesto anche maggiore controllo, con aree video sorvegliate, ma i comuni non recepiscono.

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