BERLUSCONI/ Via l’Imu, tassiamo i giochi online? Ecco perché: Mondadori è proprietaria di Glaming.

Silvio Berlusconi è tornato in forma e, ora che ha ottenuto il placet anche dalla Lega, è più che lanciato che mai. Punto centrale del suo programma: abolizione dell’IMU. Per coprire il disavanzo che così si creerebbe, il leader del Pdl ha intenzione di ricavare 1,8 miliardi dai giochi online, con l’introduzione di nuove tasse. Peccato però che non dica che a guadagnarci sarebbe sempre lui siccome la Mondadori è proprietaria della Glaming srl, società per i giochi online che nel 2011 ha ricevuto la concessione. Una svista incredibile quella dei Monopoli di Stato visto l’enorme conflitto d’interessi dato che all’epoca il Cav era Presidente del Consiglio. Non solo: in questo modo la Mondadori avrebbe un’importante entrata visto il periodo nero dell’azienda.

 

di Carmine Gazzanni e Federico Succi

oppa_silvio_styleIl gioco è vietato ai minori di 18 anni – il gioco può causare dipendenza patologica”. La scritta campeggia sul sito della Glaming srl, società per i giochi online che ormai da più di un anno gode della concessione dei Monopoli di Stato. Eppure pochi sanno a chi appartenga questa società. Sempre girando sul sito otteniamo la risposta: “Glaming S.r.l. è una società a socio unico soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di Arnoldo Mondadori Editore”. In altre parole proprio lui: Silvio Berlusconi.

D’altronde non è una novità. Nel 2011 fu un servizio di Report a ricostruire le partecipazione della società. La Glaming srl, infatti, appartiene per il 30 per cento al Gruppo Bassetti e per il 70 per cento proprio alla Mondadori della famiglia del Cavaliere. A questo punto si illumina una lampadina: ma non è stato proprio Silvio Berlusconi a lanciare la sua campagna elettorale precisando di voler abolire l’IMU recuperando il disavanzo – 3,8 miliardi di euro – anche introducendo nuove tasse sui giochi online? Esattamente. Cosa vuol dire questo? Che, a conti fatti, se così dovessero andare le cose, a guadagnarci potrebbe essere proprio Berlusconi. Ancora un volta.

Stando infatti alle voci che circolano sui possibili meccanismi che potrebbero permettere di recuperare soldi per coprire il disavanzo che nascerebbe dalla cancellazione dell’IMU, due sarebbero i modi possibili: introduzione di una tassazione per tutti i giocatori (una quota da pagare alle concessionarie una cui parte verrà poi versata appunto all’erario) e nuove concessioni messe a disposizione dei Monopoli. In entrambi i casi, insomma, la Glaming (così come le altre società di giochi) potrebbe aumentare i propri guadagni, o ottenendo nuove concessioni o dalla quota imposta ai giocatori. Insomma, quello che a molti sembrava poter essere semplicemente una trovata pubblicitaria ed elettorale di Berlusconi, in realtà potrebbe avere molto del concreto. Ma, ancora una volta, non per fini nobili, ma quanto mai personali.

Il che non stupisce affatto d’altronde. Ad un’attenta analisi, infatti, la stessa Glaming nasce – come dice il consulente commercialista Gian Gaetano Bellavia nell’inchiesta di Report – “strategicamente per tamponare le esigenze di liquidità, per guadagnare un sacco di soldi e per compensare le perdite dell’editoria”. Non bisogna dimenticare, infatti, che la Mondadori a luglio 2011 ha dovuto pagare un risarcimento di oltre 560 milioni di euro a Carlo De Benedetti per la vicenda del Lodo. Insomma, servivano (e servono) soldi. Quale miglior modo se non quello di mettere in piedi una società di giochi online che, evidentemente, ha molte più entrate che uscite?

Anche perché – particolare tutt’altro che irrilevante – il Monopolio, sempre nel 2011, ha introdotto il cosiddetto sistema del cash pooling. Cosa prevede questo sistema? In pratica consente di compensare crediti e debiti bancari tra società diverse che però appartengono allo stesso gruppo. In altre parole tutte le entrate della Glaming potrebbero tranquillamente spostarsi nelle casse Mondadori, appartenendo queste allo stesso proprietario, Silvio Berlusconi. Un modo, insomma, per fare cassa in un periodo nero per l’editoria (il tutto poi, come detto, acuito dal risarcimento del Lodo).

Ed ora arriva anche la promessa dell’abolizione IMU. Ergo: nuovi soldi per le concessionarie, dunque anche per la Glaming. Ergo: nuovi soldi per la Mondadori. Ergo: nuove entrate per il Cavaliere. Peccato, però, che nessuno sollevi minimamente la questione. Eppure il conflitto d’interessi – allora come oggi – è più che evidente: nel 2011, anno della concessione per la Glaming, il Cav era Presidente del Consiglio; oggi rilancia nuove tassazioni sui giochi sebbene sia egli stesso proprietario di una società di giochi online.

Ma d’altronde intorno alla Glaming c’è una vera e propria rete tra interessi economici e politici. Della società, infatti, fanno parte anche Marco Bassetti, il quale, oltre ad essere uno dei soci storici di Berlusconi, era in affari anche con Pierfrancesco Gagliardi (in pratica, l’imprenditore che con Piscicelli rideva subito dopo  il terremoto a L’Aquila). Presidente poi è Aldo Ricci, manager di fiducia di Marco Milanese (deputato Pdl toccato anche da una richiesta di arresto, bloccata soltanto dal Parlamento che ha negato l’autorizzazione a procedere). Non solo. Ricci – ecco un altro piccolo conflitto – è stato per due volte amministratore delegato della Sogei, la società telematica del fisco che controlla le concessionarie dei giochi.

Ma poco importa se si abolisce l’IMU. Soldi risparmiati. Un consiglio a tutti i berlusconiani: quei soldi, casomai, investiteli nei tavoli da poker della Glaming. Berlusconi vi sarà riconoscente.

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