BANKSTER/ Un centrosinistra al servizio delle banche: dalle Fondazioni fino a Intesa San Paolo

Non è solo il governo Monti a governare in funzione delle banche, né solo il MPS ad essere troppo legato alla politica. Diversamente dai luoghi comuni, la politica delle banche è di centro sinistra: dei 150 consiglieri delle Fondazioni bancarie –nate per privatizzare patrimoni bancari pubblici – ben 100 sono di centro sinistra. Ma soprattutto gli ex sindaci e parlamentari del Pd, della Margherita e dei Ds mettono in disparte la politica per insediarsi alla guida di Intesa San Paolo ed Unicredit. La politica – tutta – si genuflette al servizio delle banche e, stando ai fatti, il risultato è spesso rovinoso, come per il Monte dei Paschi.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Le banche sono una sorta di governo occultoha dichiarato il premier uscente Mario Monti e non sembra avere tutti i torti.

Non solo il Professore Goldman, ma a quanto pare anche il Pd non è da meno al fascino degli Istituti di Credito e lancia, tra le sue fila, ex sindaci e parlamentari, rimpiazzandoli nei consigli di amministrazione delle banche.

Negli Istituti di Credito capita di trovare, sempre più spesso, uomini di sinistra, come accade per l’Unicredit dove nel cda c’è l’ex presidente di centrosinistra Giovanni Quaglia insieme a Marianna Li Calzi, sottosegretario del governo D’Alema e poi D’Amato. Ma il connubio politica-banche porta anche rovinosi risultati, com’è successo per il Monte Paschi di Siena.


bersani_rapporti_con_banche_fondazioniFONDAZIONI BANCARIE – Con la legge “Amato-Carli n.218 del 1990, nascono le fondazioni per privatizzare i patrimoni bancari e conformarli ai modelli europei, riconosciute dal governo come organizzazioni “no profit”. Con gli anni hanno acquistato un potere enorme, tenendo in mano il sistema nazionale del Paese: il patrimonio stimato delle fondazioni è pari a 50 miliardi di euro.

Una ricchezza che non conosce crisi considerando che nel 2010 gli oneri totali delle fondazioni sono stati pari a 400 milioni di euro, in aumento del 8,4% rispetto al 2009, un evidente passo in avanti e in controtendenza con la crisi. Le fondazioni godono di un dominio molto incisivo, al punto che oggi hanno voce in capitolo anche nelle strategie bancarie.

Un pasto ghiotto che fa gola a molti e soprattutto alla politica ‘rossa’ considerato che su 150 consiglieri in totale, ben 100 sono di centrosinistra sinistra: Il Fatto Quotidiano del 29/11/2011 denuncia il caso di Emanuele Emmanuele, presidente della Fondazione Roma che insieme a 4 consiglieri d’amministrazione ed a 18 consiglieri si sarebbero lasciati andare a spese ‘eccedenti’. A quanto pare la storia delle Fondazioni sembrerebbe essere la storia di ‘intrecci amichevoli’ e ‘poltrone durature’.

Ma c’è anche il caso di Giuliano Segre, presidente dal 1992 della Fondazione di Venezia, socialista da sempre. La Fondazione però, nel 1995, fa una mossa avventata cercando di rianimare economicamente un’azienda tessile che poi sarebbe fallita. Seguirono processi ed arresti che coinvolsero anche Segre. Nel 2011 il presidente è stato condannato per bancarotta fraudolenta ma ‘graziato’ da uno status interno alla fondazione. Rieletto per altri 5 anni –fino al 2015- dopo la condanna a Segre è stata sospesa solo la carica. Simile è la vicenda di Paolo Biasi della Fondazione Cariverona e pezzo grosso dell’Opus Dei. Biasi è finito sotto inchiesta come presidente di due società di famiglia di Teramo e rinviato a giudizio per bancarotta preferenziale. A differenza di Segre, se per Biasi dovesse esserci una condanna, non esiste uno statuto interno alla Fondazione che potrà ‘graziarlo’.

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INTESA SAN PAOLO – È uno dei più importanti gruppi bancari d’Italia di cui maggiore azionista –con il 9,7%- è la Compagnia San Paolo, che ha come presidente Sergio Chiamparino e che volgarmente viene definita il “bancomat dell’amministrazione”.

In realtà per Chiamparino l’esperienza con la banca Intesa è un’iniziazione, lui che fino a pochissimi mesi fa aveva come unica ambizione la politica e la sua candidatura –per le scorse primarie- era in pull position insieme a Matteo Renzi. Questo accadeva il 30 ottobre del 2012, solo pochi mesi fa. Oggi Chiamparino sembra essersi trasformato in un perfetto ‘uomo di banca’ come lui stesso afferma: “Sono uno dei non tanti esponenti di centrosinistra che ha un’esperienza positiva nel Governo”.

Insomma la scelta bancaria è totalmente diversa rispetto al suo ruolo politico da sempre avuto: nel 1994 strappò un testa a testa contro Roberto Rosso, diventando sindaco di Torino per poi essere rieletto, nel 2006, con il 66,6% contro Rocco Buttiglione. Una stravittoria politica ed un’amministrazione impeccabile che gli vale l’etichetta di ‘sindaco più amato degli italiani’. Titoli ed elogi che Chiamparino, solo pochi mesi fa, manda all’aria per dedicarsi alle banche.

La lista di personalità del centrosinistra votatesi alla politica delle banche è lunga: l’ex premier Romano Prodi, socio della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna insieme a Giancarlo Tesini, ex Ministro dei governi Amato. Del Pd anche Piergiorgio Bettoli, presidente della Fondazione Monte Cassa di Risparmio di Faenza e Giordano Angelini, consigliere della Cassa di Risparmio di Ravenna ed ex Ds. Anche Franco Bassani che gestisce la Cassa Depositi e Prestiti è stato un diessino.

A quanto pare, compresa l’esperienza anche del Monte dei Paschi, le banche sono sempre più di centrosinistra.

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