BANKSTER/ I misteri di una banca “spazzatura”: il Monte dei Paschi di Siena

Mario Monti, si sa, è il premier delle banche e le sue manovre sono movimenti per salvaguardare il sistema bancario. Dopo aver salvato in extremis, dal fallimento certo, il Monte dei Paschi di Siena, con i soldi dei contribuenti – cioè dei cittadini – e con il forte sospetto che gli incassi dell’Imu siano serviti ad evitarne la bancarotta, la MPS d’improvviso arriva ad un rialzo del 12%. Un guadagno inaspettato e anomalo per una banca che fino a poco fa era sull’orlo della rovina. Chi c’è dietro l’acquisto dei titoli bancari? La situazione ‘puzza’ di speculazione e così il Consab indaga.

 

di Maria Cristina Giovannitti

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Che il governo Monti propendesse per la tutela delle banche, non è una novità. Che l’Imula tassa sulla prima casasia servita per risanare i conti in rosso del Monte dei Paschi di Siena è sempre più un sospetto che si fa certezza, confermato dallo stesso Giulio Tremonti. In effetti le manovre ‘montiane’ per il salvataggio della MPS sono state caparbie e veloci e lo stesso Monti non ha avuto nessun timore nello scavalcare la BCE – Banca centrale Europea.

La storia del MPS comincia nel 1472 ed è una delle banche storiche e di prestigio di Italia. La sua fine rovinosa ha un che di quasi grottesco: la banca senese arriva ad indebitarsi per circa 17 miliardi di euro, una cifra che ha come sinonimo certo il fallimento. Il Monte dei Paschi di Siena tocca il fondo: la ‘Standard&Poor’s Corporation’, una società privata statunitense, etichetta la banca senese come ‘junk’ che in gergo sta per ‘spazzatura’. Insomma una ‘banca-spazzatura’ il MPS, peggiorata da una crisi economica e da una legislatura ostica che continua bocciare, in Commissione Bilancio, i Monti Bond, ovvero dei capitali per poter risanare la situazione.

E qui entra in gioco Monti che, insieme al ministro dell’Economia e della Finanza Vittorio Grilli, fa di tutto per salvare la banca che tanto ha a cuore con i soldi dei cittadini. Scavalcando la BCE e senza consultare Mario Draghi, viene attuata la ‘manovra di salvataggio bancario’, introdotta nel maxiemendamento nella legge di Stabilità: finalmente (per Monti-Grilli) vengono erogati in favore della MPS degli aiuti di Stato aiuti dei cittadiniper un valore di circa 3,4 miliardi di euro, ovvero i famosi Monti Bond sempre bocciati prima. Di questa ingente somma, 1,9 miliardi di euro serve per pagare con gli interessi i Tremonti Bond ed il resto sarà ex novo. Il denaro fornito al Monte dei Paschi di Siena, e fortemente voluto da Monti, equivale al valore dell’Imu sulla prima casa. Insomma molti, tra cui lo stesso Tremonti, credono che la stangata data agli italiani attraverso la tassazione sugli immobili sia servita per evitare il fallimento del Monte dei Paschi di Siena.

Ma i misteri della ‘banca-spazzatura’ non finiscono qui. Il calo dello Spread, fino a 271 punti, permette a tutte le banche di vivere in positivo la situazione dei mercati ma l’anomalia sta proprio per il MPS che, salvato in extremis dal fallimento assicurato, all’improvviso balza nella prima fila con un rialzo del 12%, oltre 6 volte la media.

Un movimento anomalo in borsa, tenendo conto anche del periodo festivo, soprattutto per una banca che era in agonia e così il Consob – commissione nazionale per la società e la borsa – ha deciso di indagare. La situazione ‘puzza’ di speculazione. Chi c’è dietro l’acquisto dei titoli bancari di una banca-spazzatura?

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