B. IN CAMPO/ Fiducia, 49 mila euro a Scilipoti e 700 mila a Melchiorre: riparte il “mercato”?

Silvio Berlusconi lo sa bene. Lo stacco dal Pd è troppo vasto: secondo i sondaggi il Cav si attesterebbe intorno al 16%, mentre il Pd rimane ancorato al 34. Berlusconi, insomma, sa già che sarà profondamente difficile vincere. Ecco, allora, che si ripresenta la possibilità che riprenda a pieno regime quello che è stato chiamato “il mercato delle vacche”: compravendita di parlamentari in cambio di questo o quel favore. Cosa molto probabile considerando anche che a breve si concluderà l’attuale legislatura e, dunque, in ballo ci sono le candidature per la prossima. Non solo. Spulciando il bilancio del Pdl, tra i finanziamenti del partito spuntano alcuni che confermano quest’ipotesi: Scilipoti e il suo movimento hanno ricevuto ben 49 mila euro dopo l’ormai famoso voto di fiducia a Silvio Berlusconi. Stesso discorso anche per i liberali diniani Melchiorre e Tanoni: per loro 700 mila euro. Chi sarà il prossimo?

 

di Carmine Gazzanni

Se non si va a leggere il bilancio del partito rimane solo una remota ipotesi quella del “mercato delle vacche”. Probabilmente – si diceva dopo l’ormai famoso voto di fiducia del 14 dicembre 2010 che permise a B. di prolungare il suo governo di un altro anno – il Cavaliere avrà promesso ai parlamentari transfughi dagli altri partiti qualcosa in cambio. Si rimaneva, però, nell’incertezza. Un’ipotesi, appunto. Nulla di più.

È proprio leggendo il bilancio – e più specificatamente la voce sui finanziamenti del partito ad altri movimenti – che ci si rende conto di come Silvio Berlusconi si sia mosso al tempo. Tra i capitoli di spesa ci sono, ad esempio, ben 49 mila euro finiti a Domenico Scilipoti. La ragione del finanziamento? Permettere all’ex Idv “stampa e affissione dei manifesti” del suo movimento dei Responsabili. Una cifra un pò altina vista poi per cosa sia stata usata. Meglio, dunque, parlare di un compenso bello e buono. Almeno nel senso che, se Scilipoti non avesse votato la fiducia, c’è da giurarci che mai avrebbe visto quei soldi.

b_in_campo_torna_il_mercato_vaccheInsomma, il Cav sa bene come tenersi buoni i “voltagabbana” che tempo fa l’hanno salvato. E Scilipoti, d’altronde, non è l’unico. Altro interessante finanziamento è quello arrivato, per le stesse ragioni, ai Liberal Democratici per il Rinnovamento, movimento politico di ex diniani guidato dagli onorevoli Daniela Melchiorre e Italo Tanoni. Per loro ben 700 mila euro. Un finanziamento decisamente lauto e che, nei fatti, risulta incomprensibile. A meno che non si faccia due più due: i parlamentari votano la fiducia del dicembre 2010, salvano Berlusconi e vengono ripagati profumatamente. Tutto lecito, ovvio. Così com’è evidente, però, che siamo dinanzi alla prova concreta del mercato delle vacche.

Guardando ad oggi, allora, il dubbio che tutto questo possa ripetersi è forte. Partiamo da un dato. Silvio Berlusconi sa bene che la vittoria non è affatto a portata di mano. Tutt’altro. Non fosse peraltro che il distacco dal Pd è immenso. È anche vero, però,  che ciò che realmente interessa al Cavaliere non è vincere (a dispetto di quanto dica), ma è raggranellare quel numero di voti che lo metterebbe in una posizione privilegiata in Parlamento.

Cerchiamo di capire meglio. Dato che si andrà alle urne col Porcellum, è quasi certo che si arrivi ad uno stato di ingovernabilità: il voto sarà troppo spezzettato fra troppe forze politiche. Dal Pd al Pdl, dal Grande Centro a sostegno del Monti-bis al M5S, fino all’Idv con lista arancione e forze di sinistra. Per via di questo spezzettamento non bisogna scartare la (concreta) ipotesi che si cerchi, una volta in Parlamento, una larga maggioranza per garantire governabilità. Ed ecco che subentrerebbe Berlusconi: considerando che Idv e M5S non scenderebbero mai a patti, l’unica forza che rimarrebbe da convincere sarebbe quella del Pdl. Silvio Berlusconi, in altre parole, si troverebbe (nuovamente) nella posizione privilegiata di ricattare: voi mi garantite leggi che mi salvano dai processi e salvano le mie aziende, io garantisco appoggio al governo.

Ecco perché a Silvio Berlusconi serve recuperare voti. Non per vincere. Ma per poter ricattare la maggioranza una volta in Parlamento. E quale miglior modo di recuperare l’elettorato perso se non contrattando con altri movimenti e altri parlamentari? A esemplificazione di tutto questo, basti la dichiarazione di oggi dell’ex premier: “solo il 10% dei parlamentari uscenti del Pdl sarà ricandidato”. Ergo: porte aperte per tutti gli altri. A patto che portino voti. Poi il Cav saprà bene come ripagarli.

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