Italia d’azzardo, il 70% degli over 65 si gioca la pensione nelle slot machine

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Il 70,7% degli over 65 italiani ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno, e il 45,3% del totale l’ha fatto per vincere denaro. Inoltre, come riporta l’Ansa, il 14,4% è risultato ‘a rischio’ ludopatia e il 16,4% in situazione già grave, tale cioè da avere bisogno di cure. E’ quanto risulta da una ricerca del Gruppo Abele e di Libera, svolta in collaborazione con Auser su un campione di mille anziani.

 

“Lo chiamano gioco, ma in palio ci sono le vite delle persone”, ha esordito presentando i dati don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera. Il gioco d’azzardo, ha sottolineato, è la quarta industria italiana. E l’Italia è il terzo Paese al mondo in cui si gioca di più. La ricerca, ha spiegato, è stata fatta perché “conoscere i problemi serve per diventare più responsabili”.

Enzo Costa, presidente nazionale di Auser, ha rimarcato che “lo Stato italiano spende per curare i casi più gravi di dipendenza da gioco all’incirca la somma che incassa dal gioco stesso”. Allo Stato entra infatti il 10% dei circa 80 miliardi di ricavo totale, ovvero otto miliardi contro gli oltre sei della spesa sanitaria per le ludopatie.

“Uno Stato che gestisce utili derivanti da un’attività non molto nobile – hanno detto, pur con accenti diversi, Auser e don Ciotti – dovrebbe almeno usarli per finalità nobili, come il contrasto alla povertà.

Meglio farebbe però agendo a monte con l’istituzione di controlli seri, senza limitarsi a intervenire quando i giocatori hanno sviluppato una dipendenza tale da avere bisogno di cure sanitarie.

Anche perché intorno al gioco d’azzardo – hanno ricordato – cresce la malavita organizzata, e gli anziani finiscono anche vittime degli usurai”.

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