Il Vaticano trema, il “pentito” Scarano ha cantato: “Vi svelo come gestivamo miliardi in Italia e all’estero”

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Monsignor Nunzio Scarano è il sacerdote ex contabile dell’Apsa (Amministrazione patrimonio Sede Apostolica) arrestato per riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio di soldi all’estero con la copertura del Vaticano. La Procura di Salerno lo ha messo sotto torchio e, a quanto trapela, il “pentito” ha cantato. Ecco le rivelazioni scottanti che fanno tremare il Vaticano, riportate su Metropolis.

 

La notizia c’è. E in Vaticano sono in molti a tremare di paura. Perché Monsignor Scarano, ex contabile dell’Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede, uno che conosce bene i trucchetti finanziari del Sistema Chiesa, ha cantato.

Secondo quanto trapela dalle mura del Tribunale di Salerno, il “pentito” avrebbe fatto rivelazioni scottanti sul meccanismo di gestione di conti correnti di laici e operazioni finanziarie. In sostanza Scarano avrebbe svelato i sistemi di riciclaggio utilizzati con la copertura del Vaticano per portare soldi all’estero: “L’Apsa non è una banca ma fa le cose di un istituto di credito – sono state le sue dichiarazioni, uscite su Metropolis – ha conti di persone e distribuisce interessi facendo una sorta di raccolta (e reimpiego) risparmi oltre ad occuparsi dell’amministrazione degli utili derivanti dal patrimonio…”.

IL MECCANISMO – Come venivano selezionati i clienti? E con quali meccanismi venivano gestiti i conti correnti? Scarano ha una risposta anche per questo: “Con delle cifre, che a me non facevano vedere. Però se io torno lì so dove mettere le mani: nel senso che comprendo bene le responsabilità. So che su questi conti correnti, alcuni anche intestati ai Cardinali, c’erano degli interessi. Erano gestiti dai miei diretti superiori, poi c’era Giorgio Stoppa che era un grande manovratore di queste cose qui.. Poi con l’ultimo concistoro di Papa Ratzinger molti di quei conti furono cancellati. Trasferiti su altri istituti bancari, alcuni anche allo Ior».

‘O SISTEMA – Come avvenivano questi passaggi, chiedono i magistrati a Scarano. Che ancora una volta non si fa pregare e canta come un usignolo: “Si poteva fare con un bonifico internazionale, con un assegno circolare.Una situazione non del tutto trasparente riguardo alla gestione interna del Vaticano, e il motivo per il quale io avevo chiesto anche un’ispezione e la possibilità futura di parlarne con il Santo Padre”.

L’AGGIOTAGGIO – “Era la vendita di operazioni o di titoli che poi venivano venduti e comprati dalla stessa amministrazione del patrimonio della Santa Sede. Le carte sulla mia scrivania non sono mai arrivate. Però seppi tutto, perché ne sentii parlare nei corridoi e rimasi molto sorpreso. Si trattava di titoli bancari. Lo dissi al Cardinale Filoni che prese subito un provvedimento: successe il finimondo all’interno dell’Amministrazione, perché non riuscivano a capire cosa stesse succedendo. Io praticamente ero finito nell’occhio del ciclone. E il mio superiore (Mennini), un giorno mi chiamò e mi disse: “Sappi che farò di tutto per ostacolarti e da me non ti aspettare niente di buono”. Io gli risposi: dottore, io sono qui per servire la Chiesa! Poi fui promosso al nono livello diventando capo della contabilità analitica dell’Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede, cosa che avevo visto come non positiva… Perché in realtà ero stato accantonato in una posizione non costruttiva”.

IL MONTE DEI PASCHI – E nel racconto di Scarano finisce anche il Monte dei Paschi, non si capisce bene se per mandare un messaggio in codice a qualcuno o per quale altra ragione. “Faccio anche un ’altro esempio molto pratico: io tengo 50 miliardi di euro e li tengo presso il Monte Paschi e mi dà l’1%, poi un responsabile Apsa – la cui figlia è sposata con il figlio di un direttore, un presidente di una Banca -, prende i 50 miliardi e li sposta su quell’altra banca. A me sottobanco cosa ne viene? Questa è una delle cose che accadevano all’interno dell’Amministrazione”.

I CONTI E SODANO – Il dubbio sorge spontaneo: ci sono istituti di credito all’interno dei quali esistono conti intestati all’Apsa? Anche in questo caso Scarano non le manda a dire: “Alcuni conti sono internazionali, tipo Londra, sono la Sopridex (o qualcosa di simile) di Parigi, poi c’è questa società in Svizzera e credo che molti fondi siano depositati presso banche svizzere e altre banche di altri Paesi e molto meno in Italia. Le operazioni avvenivano e una volta mi accorsi di qualcosa e volevo informare il Cardinale Sodano. Ma poi seppi che lui era molto amico di Giorgio Stoppa (laico, ex delegato della sezione straordinaria dell’Apsa ndr). Insomma il gioco è questo: Io sono Sodano e tengo il conto allo Ior che mi dà l’1%, Giorgio Stoppa lo chiama e gli dice, caro Sodano, vieni da me, io ti do il 2,5%. Allora Sodano che fa? Prende i soldi e li porta all’Apsa. Questo è uno scheletro da tenere nell’armadio”.

Angelo o demone? Il dubbio, per ora, resta. Ma una cosa è certa: più Scarano canta minore sarà la sua pena. E qualche altro potrebbe invece finire nell’occhi del ciclone giudiziario. Papa Francesco, ma chi te l’ha fatto fare?

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