Il pasticciaccio brutto del Mose, Orsoni canta: “Ho preso tangenti per il Pd.” E spuntano 3 nomi pesanti

giorgio orsoni pd mose mini

La questione Mose rischia di travolgere, come una slavina, quel che resta del Pd. E ora ci si mette anche l’ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni (arrestato con l’accusa di aver intascato tangenti) che agli inquirenti rivela: “Il Partito Democratico mi ha fatto pressioni per prendere tangenti”. E dalle carte spuntano 3 nomi pesanti: cosa bolle in pentola?

 

I compagni, si fa per dire, di Via del Nazareno stanno tremando al solo pensiero di leggere le dichiarazioni rilasciate da Giorgio Orsoni, il sindaco di Venezia arrestato nello scandalo Mose, agli inquirenti. Perché dentro c’è roba da far crollare l’intera classe dirigente del Pd.

Le accuse, come riporta Liberoquotidiano, sono pesantissime: “Secondo quanto ha ricostruito nell’interrogatorio il sindaco, durante la campagna elettorale del 2010 per le comunali e per le provinciali la segreteria del Pd veneto non era contenta di come stavano andando le cose. Lo spauracchio era Renato Brunetta. La sua candidatura, come racconta Orsoni mise in agitazione i dem.”

Ed è a questo punto che Orsoni alza il tiro e spara le bordate, tutte da verificare, sia chiaro: “Vennero da me in tre, Michele Mognato, segretario provinciale del Pd, Zoggia e Marchese, altri due dem del Pd veneto”.

Secondo gli inquirenti, che stanno decifrando e interpretando le accuse di Orsoni, sarebbero proprio questi tre personaggi ad aver insistito perché l’ex sindaco di Venezia si avvicinasse al consorzio Mose e ottenesse il finanziamento, risultato poi illecito e paragonato, dalle accuse, ad una vera e propria tangente.

I pm, che hanno già ricostruito i vari passaggi di mano di quei 110mila euro, giunti poi nelle tasche di Orsoni, stanno ora verificando – parola per parola – quanto dichiarato dal “pentito” di Venezia. Di una cosa, però, siamo certi: se iniziano ad accusarsi tra di loro ne vedremo (e sentiremo) delle belle. E il Sistema andrà a farsi fottere. Perché tutti hanno paura del carcere e per evitare le sbarre sono disposti persino a tradire il partito.

Meglio per noi, che potremo finalmente conoscere tutta la verità. 

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