Governo Renzi, chi ha finanziato l’elezione di ministri e sottosegretari? Ecco tutti i nomi in conflitto d’interesse

governo renzi ecco chi ha finanziato ministri e sottosegretari

Le aziende che si occupano di strade e hanno dato 10mila euro al ministro delle infrastrutture, i fornitori di software che hanno donato per la campagna elettorale del sottosegretario alla Pa. Cifre spesso piccole e denunciate in atti pubblici. Ma da cui, come riporta l’Espresso, emergono alcuni conflitti di interesse.

 

Minimo sforzo, massima resa. Almeno un “merito” al Porcellum andrà riconosciuto: producendo un Parlamento di nominati, ha ridotto al minimo lo sforzo dei candidati blindati per assicurarsi contributi per la campagna elettorale. Stando alle dichiarazioni depositate nella Camera di appartenenza da ministri e sottosegretari, si scopre infatti che vari membri del governo lo scorso anno non si sono sforzati granché. Soprattutto i big.

Non hanno ricevuto finanziamenti privati il ministro Roberta Pinotti (Difesa), Federica Mogherini (Esteri), Marianna Madia (Semplificazione) e Beatrice Lorenzin (Salute). Dario Franceschini (Cultura) ha raccolto appena 2.300 euro, mentre il Guardasigilli Andrea Orlando ne ha avuti 5 mila dall’immobiliare Delta Ligure di Sarzana (La Spezia).

Niente contributi diretti nemmeno per il vicepremier Angelino Alfano. L’unico annotato, sotto forma di servizi, è stato quello della Management engineering consulting di Torino, holding della famiglia dell’europarlamentare Vito Bonsignore (anche lui poi passato con Ncd), attiva nel campo delle infrastrutture. Il 22 febbraio 2013, giorno di chiusura della campagna elettorale, l’allora delfino Pdl era atteso a Napoli alle 17 (con Silvio Berlusconi) e a Catania alle 19 (con Renato Schifani). Tempi troppo stretti. E allora ecco il ricorso a un jet privato, pagato dalla società 8.400 euro. Ma la spa di casa Bonsignore è stata generosa anche con altri due parlamentari in seguito passati a Nuovo centrodestra e ha elargito 20 mila euro al sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione e altrettanti a Fabrizio Cicchitto.

 TURBO AMBIENTE

In questa conventicola di francescani, non manca tuttavia qualche significativa eccezione, come il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. L’esponente dell’Udc in campagna elettorale ha ricevuto ben 90 mila euro, anche se poi non è riuscito a essere eletto a Montecitorio. Molti osservatori hanno storto il naso al momento della sua nomina, dal momento che Galletti, di professione commercialista, non risulta mai essersi occupato di tematiche ambientali. Tanto più che il suo partito durante le trattative per la formazione del governo aveva chiesto a Renzi il ministero dell’Agricoltura. L’intenzione era di affidarlo proprio a Galletti, che lo scorso anno, poco dopo le elezioni, fu nominato consigliere dell’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), un ente vigilato del ministero che aiuta le imprese agricole attraverso forme di garanzia creditizia e finanziaria.

Sta di fatto che nella lista dei sostenitori del politico figura un nome di peso del settore: il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che ha erogato in suo favore 10 mila euro (altrettanti ne ha versati a Maurizio Gasparri). Lo stesso Guidi nei giorni scorsi non ha nascosto la sua soddisfazione per la nomina: «Galletti è l’uomo giusto, una persona competente e preparata. A lui offriamo sin da ora la piena collaborazione del mondo agricolo, sicuri che saprà interpretare con la giusta modernità la mission del “ministero dello sviluppo sostenibile”».

Galletti – che adesso si occuperà di green economy – è stato anche destinatario di un contributo da 20 mila euro da parte della Seci, società del gruppo Maccaferri attiva anche nel campo delle rinnovabili. Ma il colosso bolognese guidato dal vicepresidente diConfindustria,che ha in piedi un progetto da mezzo miliardo per trasformare i vecchi zuccherifici Eridania in produttori di energia da biomasse , in occasione delle ultime elezioni non ha badato a spese e ha elargito contributi del tutto bipartisan: 30 mila a Luigi Marino (ex montiano, ora con Per l’Italia), 15 mila a Paolo Petrini (Pd), 10 mila al forzista Renato Brunetta, all’alfaniano Filippo Piccone e al presidente della commissione Ambiente di Montecitorio Ermete Realacci. Senza dimenticare i partiti: 20 mila a Scelta civica, 60 mila euro all’Udc (che a sua volta ne ha erogati 30 mila a Galletti) e ben 105 mila al Pd, in parte al Nazareno e in parte a federazioni locali come quella di Bologna e Poggibonsi.

 FLORIDE INFRASTRUTTURE

Anche il riconfermato Maurizio Lupi si è dimostrato un collettore di finanziamenti niente male: ha raccolto 54 mila euro e pure in questo caso figurano alcune aziende attive in settori (come le infrastrutture e i trasporti) divenuti poi competenza del suo ministero. Come la Ingegneria spm, società milanese che ha erogato a Lupi 10 mila euro e che si sta occupando fra l’altro del nodo di Firenze, della riqualificazione della Fiera di Milano e ha un paio di cantieri sulla Salerno-Reggio Calabria. Stesso importo ha versato la Russott finance di Messina, che oltre a occuparsi di imprenditoria alberghiera (suoi i prestigiosi Hilton di Giardini Naxos, il Marriott di Roma e Milano e il Russott di Venezia) è assai attiva anche nell’edilizia pubblica e privata.

Cinquemila euro sono invece arrivati dal tour operator Eden viaggi di Pesaro e duemila da Claudio Del Bianco, direttore Relazioni esterne della Sea, la società per azioni che gestisce gli aeroporti di Milano. Una curiosità: nella lista figurano anche Camillo Aceto e Salvatore Menolascina, due ex dirigenti della Cascina (la cooperativa vicina a Comunione e liberazione, come lo stesso Lupi) che una decina d’anni fa finirono coinvolti nell’inchiesta sulle forniture alle mense scolastiche di Bari .

Il sottosegretarioUmberto Del Basso De Caro, anche lui alle Infrastrutture, ha invece raccolto 35 mila euro: 15 mila dal pastificio Rummo e 20 mila dalla Cnf, una finanziaria appartenente al gruppo Credit Network & Finance in cui il politico beneventano è consigliere d’amministrazione.

 SOTTOGOVERNO LOW COST 

Paradossalmente sottosegretari e viceministri, forse perché non tutti candidati in posizione blindata, sembrano essersi impegnati maggiormente rispetto alla gran parte dei ministri. Anche se si tratta per lo più di importi relativamente bassi. Ivan Scalfarotto (Riforme) ha raccolto fondi per 20.270 euro, Luciano Pizzetti (Rapporti con il Parlamento) 16.850, Marco Minniti (Presidenza del Consiglio) 10.200, Angela D’Onghia (Istruzione) 9.300, Ivano Giacomelli 7.300, Sandro Gozi 6.000, Gianpiero Bocci (Interno) 4.400 con una cena di autofinanziamento da 100 euro a testa, Luigi Bobba (Lavoro) 3.500 e il fedelissimo renzianoLuca Lotti appena 1.350.

L’unica eccezione di rilievo è quella del sottosegretario alla Pubblica amministrazione Angelo Rughetti, che ha ricevuto contributi dai consulenti tributari (l’associazione Ancot), aziende che producono software e servizi proprio per la P.a. (Data Management Human Resourse, Engineering Ingegneria Informatica), società di archiviazione documentale (Sa Documents), di informazioni commerciali (Sistemia) e di edilizia privata (Spqr 2000). In tutto, 47.500 euro. Troppi, visto che Rughetti ne ha utilizzati meno della metà. E così 25 mila li ha restituiti ai finanziatori.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.