Follia di Stato: condannato per molestie a una bimba viene assunto come prof in una scuola media

molestie sessuali torino

L’ennesima follia di stato, l’ennesimo esempio di mala giustizia italiana, l’ennesimo scempio alla dignità di un popolo, viene svelato da Stefano Zurlo per Il Giornale: un uomo condannato per molestie sessuali a una bimba viene assunto a tempo indeterminato come professore in una scuola media di Torino. Ecco tutti i dettagli di quest’assurda vicenda.

 

Nei giorni scorsi abbiamo puntato l’indice contro la mala giustizia italiana, additandola come il vero problema di un Paese sempre più marcio e fatiscente, il cui puzzo ristagna nelle fogne del mondo di sotto, sale fino al mondo di mezzo e impesta il mondo di sopra, per utilizzare una metafora in voga in questo periodo ma sempre molto azzeccata.

E vi abbiamo raccontato quanto irrisorie siano le pene per i corrotti – solo 11 detenuti per corruzione su 60mila carcerati in Italia – e per i pedofili, che stuprano e compiono molestie sessuali senza, praticamente, passare guai.

Anzi, in alcuni casi vengono premiati, come racconta Stefano Zurlo per Il Giornale, rivelando i dettagli di una storia inquietante, che grida vendetta e getta ancora più discredito su uno Stato incapace di difendere i suoi figli.

La storia, che si è trascinata per sedici anni, comincia nell’estate ‘98, racconta Zurlo, “quando la mamma manda Francesca in vacanza in un kinderheim di Lignano Sabbiadoro. Qui entra in azione l’animatore che le mette ripetutamente le mani addosso. Toccamenti e sfregamenti nelle parti intime, approfittando dei momenti dedicati all’igiene. Francesca torna a casa, in Piemonte, e racconta tutto. La violenza viene denunciata subito, non a distanza di mesi o di anni come capita purtroppo in molti casi per la difficoltà delle vittime oppresse dalla vergogna o per un senso di colpa. La giustizia pero ha i suoi tempi, lenti, anzi vergognosi. Risultato: la condanna arriva solo nel 2004. Tre anni e 6 mesi di carcere. In appello, ormai nel 2007, la pena scende e viene quasi dimezzata ricorrendo al patteggiamento: 1 anno e 8 mesi. Insomma, l’animatore che ha abusato di una bambina indifesa va avanti come se niente fosse.”

Resterebbe da pagare la provvisionale destinata alla vittima, circa 20mila euro oltre agli interessi, ma finora il molestatore non ha versato nemmeno un euro. Niente carcere e niente risarcimento. Almeno per la vittima, perchè l’uomo viene premiato dallo Stato con un contratto a tempo indeterminato nel ruolo di professore di matematica in una scuola media di Torino.

Siamo alla follia più totale: la vittima, che oggi è una donna di 22 anni, non ha trovato giustizia nè penale nè civile; il molestatore, invece, non solo non paga per i crimini commessi ma riceve anche un premio dallo Stato.

È per questo – ha spiegato a Il Giornale l’ avvocato dei familiari della vittima Roberto Ponzio – che abbiamo deciso di rendere pubblica la storia. Perché questa è una vergogna durata troppo a lungo ed è scandaloso che questo signore abbia trovato un posto di lavoro a carico del contribuente, per di più nel delicatissimo mondo dell’educazione. Il comportamento dell’imputato è stato inqualificabile dall’inizio alla fine».

«Il trauma subito in quell’estate è stato superato, ma c’è voluto molto tempo e molta fatica – ha continuato Ponzio – e troviamo inaccettabile tutto quello che è successo e tutte le umiliazioni cui la famiglia di Francesca è stata sottoposta. La mamma della ragazza è venuta tante volte nel mio studio di Alba per chiedermi conto dei troppi perché senza risposta che l’hanno mortificata: perché questo signore non abbia fatto un giorno di galera, perché la sentenza sia arrivata così tardi, perché lui non si sia mai occupato del processo e delle nostre richieste».

«La giustizia non ci ha tutelato –ha concluso Ponzio- e allora rompiamo il riserbo per tutelare come possiamo l’opinione pubblica».

Chi è quel professore di matematica? Qual è il suo nome e il suo volto? E come mai nessuno ha ancora deciso di rimuoverlo dal suo incarico?

Chi sa deve parlare e aiutare Francesca, nome di fantasia della vittima, a trovare la giustizia perduta.

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