Fca (ex Fiat), sede legale in Olanda è solo un trucco avallato dall’Ue. Ecco perché

fca la sede legale in olanda è solo una furbata concessa dallue

Fa male chiunque si appassioni più che per il tempo di un caffè alle diatribe periodiche che s’intrecciano sui mercati finanziari in merito alle regole, ai costumi, ai diritti dei soci minori…

 

O sono puri esercizi di facciata sostenuti dai “soliti noti” per fingere una trasparenza ed una democraticità che non c’è; o sono semplici scemenze ideologiche, armate dai più periferici e irrilevanti degli operatori e degli osservatori. Questa è l’amara conclusione cui si giunge rileggendo in prospettiva praticamente tutti i dibattiti sulla trasparenza borsistica, il governo delle imprese, i diritti dei soci minori che si sono svolti negli ultimi anni. L’importante è monitorare questi dibattiti per comprenderne le vere dinamiche e smontarle…almeno non si è “sudditi” ma, se non altro, si rimane indocili controparti….

Lo conferma questo irresistibile fenomeno europeo del “voto plurimo”, assurto agli onori della cronaca con il caso Fiat-Chrysler. Perché mai, infatti, la Fiat ha deciso di assumere la propria sede legale in Olanda? Semplice, perché lassù vige il criterio del “voto plurimo”, in base al quale i soci “storici” che detengono il controllo di una società possono decidere che in essa i propri voti in assemblea sociale non saranno uno per azione ma due, tre, fino a un massimo di 10. Per cui, chi ha il 30% dei voti (come la famiglia Agnelli dentro Fiat) può far valere questo suo pacchetto come se fosse grande il doppio o il triplo; e tale valore moltiplicato resiste anche in caso di un’Opa ostile.

Insomma, con queste normativa olandese ha trovato plastica attuazione il vecchio detto del banchiere Enrico Cuccia secondo cui “le azioni si pesano e non si contano”, un concetto per il quale Cuccia venne sempre biasimato e dileggiato dalla componente più filo-anglosassone del mercato finanziario e che oggi trova concretizzazione legale in una società a forte prevalenza di interessi statunitensi

Insomma: quando questi principi li evocava e rivendicava Cuccia, tutti a scandalizzarsi; ora che diventano legge e che John Elkann ne approfitta, nessuno che si chieda se non ci sia qualche eccesso, in questo atteggiamento. Già, perché il voto plurimo altro non è se non una reincarnazione di quello strumento ormai declinato – la scatola cinese unita ai patti di sindacato – in virtù del quale con piccolissime quote azionarie (e pochi soldi) si poteva comandare su grandi aziende. Niente di nuovo sotto il sole, semplicemente un’altra furbata dei padroni del vapore.

Oggi, per capirci, chi abbia il 25% di una società quotata, in Italia, e ne sia perciò il primo azionista, ne ha il controllo ma deve stare sul chi vive, col fucile in spalla sul muro di cinta, perché i “raider” possono facilmente approfittare di una distrazione e scalarla; se invece ne trasferisse la sede in Olanda, in assemblea dei soci quel 25% varrebbe il doppio, quindi “peserebbe” per il 50% circa e la “contendibilità” dell’azienda andrebbe a farsi benedire.

Ecco perché le aziende familiari di tutta Europa stanno correndo a frotte a trasferire la sede lì, in Olanda. Ponendo le premesse – tra l’altro – per un “problema nel problema”: questa che viene sfoggiata dall’Aja non è competitività economica sana, come quando l’Irlanda aveva i conti in ordine e stracciava le aliquote fiscali (poi è andata in default e continua a stracciarle, ma questo è un altro tema). 

No, quel che ha fatto l’Olanda varando questa sua legge (avallata dall’Europa) è stato un vero e proprio “legal dumping”, perché l’Unione europea ha permesso a uno stato membro di creare le condizioni per attrarre investimenti con un tratto di penna, una norma di legge teoricamente replicabile ovunque…ma intanto Amsterdam accumula vantaggio. Insomma, o tempora o mores.

Dieci anni fa, una legge del genere e una mossa come quella della Fiat sarebbero state subissate di critiche.

Oggi passano in cavalleria. Anche se i soci di minoranza della Fca possono fin d’ora mettersi l’anima in pace: in quell’azienda, non conteranno assolutamente niente.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.