F35 acquistati “sottobanco” e senza avvisare il Parlamento. Un dossier incastra la difesa

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Il ministro della Difesa uscente, Mario Mauro, è andato contro al volere del Parlamento -e del popolo- procedendo alla conferma dell’acquisto di 14 F-35, i supercaccia americani che, fino a questo momento, hanno dimostrato di essere un buco nell’acqua?

 

Sembrerebbe di sì, almeno stando a quanto riportato in un dossier presentato martedì scorso dai sostenitori della campagna Taglia le ali alle armi, secondo cui il titolare del dicastero avrebbe aggirato le mozioni votate nell’estate del 2013, che imponevano la sospensione degli ordini d’acquisto dei cacciabombardieri.

Se confermato, si tratterebbe di un vero e proprio colpo di mano, che rischia “di compromettere qualsiasi controllo parlamentare sul programma F35 e un meccanismo che forse si cercherà di mettere in moto anche nelle prossime settimane”. Secondo i sostenitori della campagna -Rete disarmo, Sbilanciamoci e Tavola della Pace-, il 18 luglio 2013, poco dopo l’approvazione delle mozioni, il ministero avviò “anche una nuova tornata di ordini, sfruttando la la pratica dei pre-accordi non vincolanti“, di fatto bypassando il parere dei politici. Successivamente, Mauro avrebbe dato conferma per gli ordini di altri tre F-35, senza, ovviamente “informare correttamente il Parlamento”.

Ora, qualora tutto risulti veritiero, la palla passerà al nascente governo Renzi, che dovrà fronteggiare anche questo scandalo. L’ex sindaco fiorentino, infatti, s’era detto contrario all’acquisto degli F-35 e favorevole al loro “dimezzamento”.

Considerato anche che per l’acquisto dei micidiali velivoli da guerra il nostro paese ha gi speso 3,4 miliardi di euro, mentre altri 2 miliardi sono pronti per essere impegnati in altri mezzi.

E non basta: i sostenitori della campagna denunciano ancora come, solo dall’esame delle carte del dipartimento di Stato Usa, “si può a questo punto della partecipazione italiana del programma definire già un primo consuntivo di costi per gli aerei acquisiti:

nel triennio 2011-2013, ovvero nella fase più acuta della crisi, l’Italia ha sottoscritto contratti di acquisto relativi a velivoli F-35 per complessivi 735 milioni di euro.”

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