Expo 2015, dalle intercettazioni spuntano i nomi di Lupi e Alfano

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Al di là di un berlusconiano e un esponente del Pd tutti gli altri coinvolti nello scandalo Expo sembrano appartenere al Nuovo Centrodestra di Alfano. Che negli ultimi giorni, dopo l’arresto del Presidente del Consiglio Regionale della Campania Paolo Romano (candidato alle europee con il Ncd), sta mostrando il suo vero volto. Ecco tutti i nomi targati Alfano che spuntano dalle intercettazioni dello scandalo Expo, come scrive Enrico Lagattolla sul Giornale.

 

Se la sintesi meritasse un premio, all’ex democristiano Gianstefano Frigerio spetterebbe il Nobel. «Va bene, piazzarne uno per ogni angolo va bene». Ecco come si fa. Piazzarne uno per ogni angolo per controllare appalti milionari. Ogni angolo, ovvero ciascuna delle stanze che contano. E a dispetto di un consenso elettorale tutt’altro che lusinghiero, anche quelle del Nuovo centrodestra avrebbero meritato le attenzioni della «cupola» di Expo. Di cosa parla, Frigerio?

Di «Gigi», ovvero di Luigi Grillo, il senatore ex Pdl passato all’Ncd. E ne parla con Sergio Cattozzo, già esponente ligure dell’Udc, passato alla sponda alfaniana, e «graziato» dal Consiglio nazionale del partito che non lo ha sospeso nonostante l’arresto. «Gigi è dall’altra parte»?, domanda Frigerio. «Sì, è rimasto con Alfano», risponde Cattozzo. «Va bene – conclude allora l’ex Dc – piazzarne uno ogni angolo va bene». L’altra parte, dunque, è quella di Angelino Alfano.

Fatta la tara alle (moltissime) chiacchiere contenute nelle intercettazioni dell’inchiesta milanese, il nome del leader Ndc compare diverse volte. Per avere più coperture possibili, la cricca avrebbe «pescato» anche nel partito del ministro degli Interni. E così, dice Frigerio all’ex dg di Infrastrutture lombarde Antonio Rognoni (arrestato un mese fa) che «Gigi… la tesi che abbiamo noi è di portarlo a fare il sottosegretario della presidenza del Consiglio con Alfano… in modo che possa monitorare tutte le nomine».

Decine di volte, invece, gli arrestati tirano in ballo il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Sembrerebbe l’uomo giusto. «Lupi e Gigi si vedono in continuazione perché lui gli fa praticamente da sottosegretario», dice Frigerio all’imprenditore Enrico Maltauro, quello che nei giorni scorsi ha ammesso il sistema delle tangenti.

A Lupi, Frigerio avrebbe mandato una lettera per «raccomandare» l’ex manager di Expo Angelo Paris, e sempre il ministro sarebbe stato «amico di quelli di Manutencoop», che «insieme ai ciellini» avrebbe messo le mani sulle commesse della Città della salute. Circostanze che Lupi ha già bollato come fantasie. «La circostanza più spiacevole è doversi giustificare per cose che non sono minimamente accadute», ha spiegato nei giorni scorsi in un’intervista al quotidiano la Repubblica.

Ma scendendo nelle gerarchie dell’Ncd il discorso non cambia. C’è «Vituccio», al secolo Vito Bonsignore, professione europarlamente, il quale – spiega Cattozzo a Grillo in una telefonata del dicembre 2013 – «mi ha detto che ha riparlato con Alfano… “Sto lavorando”, mi ha detto… speriamo bene». E sempre Frigerio, al telefono con Grillo, osserva: «Mi sa che dobbiamo fare campagna elettorale assieme. Io e te con Vito Bonsignore». C’è poi Roberto Formigoni, per diciotto anni alla guida della Regione Lombardia sotto le bandiere del Pdl, ora senatore con l’Ncd.

E sempre secondo Frigerio, con Formigoni le cooperative rosse avrebbero «già ottenuto importanti lavori». E uomo del «Celeste», ai tempi del Pirellone, era Paolo Alli. Alli, come Formigoni, è approdato al Nuovo centrodestra, nelle cui fila è stato eletto alla Camera. Il suo nome compare in una conversazione tra Frigerio e Daniela Troiano, manager della Asl di Pavia. L’annotazione della polizia giudiziaria è scarna. I due parlano «genericamente di rapporti politici a livello regionale (Alli, Maullu)». Molto poco.

Ma Alli compare in un’altra inchiesta, quella che due mesi fa portò all’arresto di Rognoni. Chi si sarebbe adoperato per pilotare l’appalto della cosiddetta «Piastra», opera fondamentale per il 2015? «Gli elementi indiziari – annotavano gli investigatori – convergono univocamente nell’intervento su Rognoni del sottosegretario alla Regione Paolo Alli». Che all’epoca aveva la delega proprio su Expo.

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