Expo 2015 e ‘Ndrangheta, arrestato politico del Pd: ma il Governo snobba la lotta alle mafie

luigi addisi expo 2015 mini

Se non ti occupi di mafie e criminalità organizzata saranno loro ad occuparsi di te. E così succede che l’Expo 2015, evento sbandierato da Renzi come vessillo della rinascita italiana, viene travolto dall’ennesima inchiesta sulle infiltrazioni mafiose. E che tra gli arrestati spunta anche un politico del Pd, come riportato da Fanpage. Ecco i nomi di chi è finito dietro le sbarre.

 

Expo e ndrangheta: i nomi degli arrestati

Le indagini dei Ros dei Carabinieri, eseguiti nelle province di Milano, Como, Monza-Brianza, Vibo Valentia e Reggio Calabria, hanno sgominato due gruppi della ‘ndrangheta radicati nel Comasco. Nell’Ordinanza di Custodia Cautelare del Gip Alfonsa Maria Ferraro emergono i ruoli di un agente di polizia penitenziaria, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate e un imprenditore immobiliare che si erano messi a disposizione delle cosche.

Ottocento pagine in cui è descritto il contratto siglato fra esponenti dei clan e il sistema Expo.

Gli arrestati sono Galati Antonio, nato a Mileto (VV), il 6.2.1952, Galati Giuseppe, nato a Castellana Sicula (PA), il 12.5.1971, Galati Giuseppe, nato a Vibo Valentia (VV), il 13.9.1979, Galati Fortunato, nato a Vibo Valentia, il 6.10.1978, Rombolà Matteo, nato a Seregno (MB), il 25.01.1985, Barone Francesco, nato a Vibo Valentia (VV), il 25.10.1973, Bartone Fortunato, nato a Mileto (VV), il1311211973, Sorrentino Saverio, nato a Francica (VV), il 20.05.1961, Denami Antonio, nato a Vibo Valentia (VV), i19 .. 10.l986, Monzini Franco, nato a San Benedetto Po (MN), il 8.6.1948, Vellone Luigi, nato a Serra San Bruno (VV), i114.3.1960, Addisi Luigi Calogero, nato a San Calogero (VV), il 2.2.1959, Muscatello Salvatore, nato a Amato (CZ), il 2.4.1934, Pititto Alberto, nato a Vibo Valentia (VV), il 26.10.1975.

I 13 indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di provenienza illecita, abuso d’ufficio, favoreggiamento, minacce e danneggiamento mediante incendio.

Expo 2015 e ndrangheta: cosa ha svelato l’inchiesta

Nel mirino della magistratura i consigli comunali e i piani di governo del territorio della provincia milanese, in particolare quello di Rho, la cittadina che ospita il cantiere di Expo 2015. Fra gli arrestati spicca infatti il politico Luigi Addisi, un passato tra le file del centro destra, poi consigliere comunale Pd a Rho con il sindaco centro sinistra Pietro Romano.

E’ accusato di ricettazione e di aver intrattenuto rapporti con presunti affiliati grazie a cui avrebbe ottenuto vantaggi economici. Addisi è coniugato con Annunziata Corsaro, la nipote del boss Pantaleone Mancuso detto “l’ingegnere” di Limbadi (Vibo Valentia) condannato tre anni fa a 14 anni e sei mesi per estorsione aggravata dalle modalità mafiose. I suoceri di Addisi sono infatti Francesco Giuseppe Corsaro e Antonia Mancuso, sorella del boss. E non sorprende che quando nel milanese gli uomini dei clan parlano di voti e di candidati prescelti il nome di Addisi figuri puntualmente nelle intercettazioni.

Tanto che ad aprile 2014 è costretto a dimettersi dal consiglio comunale di Rho, cittadina che ospita i cantieri di Expo 2015, per una presunta compravendita: l’operazione è Metastasi e in carcere finiscono dieci persone. «Tu me la dai una mano personale? Serve a me per una persona», gli domanda Ernesto Palermo, consigliere comunale lecchese, arrestato. «Va bene», risponde Addisi. Palermo: «Me la dai? Ci posso contare?». Addisi «Va bene, va bene». Palermo: «Ti dico pure chi è, la Mariolina Moioli». Addisi: «Va beh, non la posso vedere però va bene».

La telefonata è dell’aprile 2011 e la Moioli, già assessore al Welfare della Giunta Moratti, correva per diventare consigliera comunale del centro destra con “Milano al Centro”.

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