Ecco come le multinazionali del tabacco tengono sotto minaccia i Governi

le multinazionale del tbacco tengoo sotto scacco i governi poveri

Le multinazionali del tabacco impediscono ai governi dei paesi sotto-sviluppati di applicare leggi anti-fumo, attraverso intimidazioni e minacce.

 

I danni provocati dal tabacco sono noti a tutti. Tanto più che, attraverso una serie di leggi anti-fumo, nel mondo occidentale, le multinazionali del tabacco stanno perdendo progressivamente potere. Un fenomeno che se dal punto di vista della salute fa esultare tutti, dall’altra infastidisce non poco le grandi aziende che producono e distribuiscono sigarette.

E’ per questo che le stesse hanno cominciato a puntar lo sguardo verso i paesi più poveri, laddove le campagne antifumo non sono state sufficientemente proposte. Paesi dell’Africa, soprattutto, laddove vi è un vero e proprio ostruzionismo nei confronti dei governi che vorrebbero applicare leggi in grado di ridurre drasticamente il numero dei fumatori, al fine di preservare la salute dei cittadini.

Un passo importante che, però, si scontra con la volontà delle multinazionali, le quali, come racconta il New York Times, avrebbero minacciato i governi, al fine di evitare le approvazioni delle norme che ne ostacolerebbero i profitti.

Una lotta, questa, che si sta combattendo nel silenzio, tra intimidazioni e tribunali: sono molti i casi registrati in cui le società, infatti, “avvertono” i Paesi che le loro leggi antifumo violerebbero i trattati commerciali internazionali e dunque, se approvate, li condurrebbero direttamente in lunghe e costosissime battaglie legali. Che le autorità, ovviamente, non possono permettersi. Così che, a risentirne, sono i cittadini che continuano a morire per i danni causati dal fumo, anche passivo, in nome della “sacra” economia.

Di fatto, il comportamento delle multinazionali, viola il più ampio trattato per la difesa della salute pubblica, ovvero il “Who Framework Convention on Tobacco Control”, che venne firmato da più di 170 Paesi. Un documento che era nato per contrastare l’aumento dei fumatori, considerato anche che il tabagismo miete ogni anno un numero di vittime più alto di quello delle morti di malaria, Aids e tubercolosi messe assieme.

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