Coca, ostriche, champagne e orge gay: la folle vita dell’ex abate di Montecassino

Don Pietro Vittorelli, ex abate di Montecassino

Don Pietro Vittorelli, ex abate di Montecassino

Coca, ecstasy, cene di lusso viaggi e ostriche. Champagne, shopping sfrenato e festini. Ecco la folle vita dell’ex abate di Montecassino, Don Pietro Vittorelli.

Droghe, appartamenti e hotel di lusso, ostriche e champagne, viaggi in Sudamerica e notti di gloria a Londra. E ancora: coca, ecstasy, festini e orge. Pagati come? Con i soldi della Chiesa, quelli dell’8 per mille. Quanto emerge dall’inchiesta della Guardia di Finanza è sconvolgente: Don Pietro Vittorelli, l’ex abate di Montecassino, una delle più importanti Abbazie italiane, per anni avrebbe dilapidato i soldi dei fedeli per fare la bella vita e arricchirsi senza freni.

Alberto Dandolo su Dagospia aggiunge il carico da 90.

Alberto Dandolo in compagnia di Cristiano Malgioglio

Alberto Dandolo in compagnia di Cristiano Malgioglio

Ebbene si” – scrive Dandolo – “perché l’alto prelato, in realtà , il sottoscritto, come buona parte del mondo gayo meneghino e capitolino, lo conosce assai bene …ma con il falso nome di  Marco Venturi. Si…Marco Venturi (c’è anche il suo account sulla chat gay grinder)  un simpatico signore  che vive in una spartana casetta sulla Casilina!  E’ qui che riceveva i suoi intimi amici ed è qui che, si dice, si lasciasse andare ai piaceri più estremi e dissoluti“.

E via con i particolari più sconvolgenti: “Il Vittorelli che hanno arrestato qualche mese fa scriveva ( firmandosi Marco) :  “stasera ho ordinato dei bicchieri di cristallo per te…li useremo per bere piscio…”. Un signore! Al di là della metafora diuretica c’è da dire che quello che noi conoscevamo come Venturi, amante del sadomaso e delle dark room di Berlino e di Milano, era in realtà un uomo assai generoso“.

Si parla anche di cene memorabili, come quelle al ristorante “Ottavio” a Santa Maria Maggiore a Roma: “Per “l’ultima cena” ( tutta a base di pesce e champagne)  spese per due persone la bellezza di 500 euro. E molti furono i “danè” che pare poi, nella stessa sera, avesse elargito a dei ragazzotti arabi amanti della “buona cucina”“.

L’eroico Don Pietro, alias Marco, aveva anche una fissa, racconta Dandolo: “inviare ai suoi “cari” amici immagini della sua bocca (vedi foto) e del suo corpicino. A chi vi scrive e alla comunità gaya di mezza Europa, “Marco-Pietro” mancherà come un flute di champagne nei pomeriggi d’estate sulla Casilina“!

P.S. Giusto per la cronaca, è stato nominato  191esimo abate del convento da Papa Ratzinger, il tedesco.

Don Pietro Vittorelli con Papa Ratzinger

Don Pietro Vittorelli con Papa Ratzinger

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