Crollo Scuola Pessina di Ostuni, ecco chi ha effettuato la ristrutturazione

Crollo Scuola Pessina di Ostuni, foto Ansa

Crollo Scuola Pessina di Ostuni, foto Ansa

Crollo Scuola Pessina di Ostuni, tutti chiedono di indagare sui lavori di ristrutturazione: ma chi se n’è occupato? Ecco la risposta.

“Sono anni che denunciamo il degrado delle scuole italiane, che come dimostrano i frequenti crolli di soffitti e intonaci, cadono letteralmente a pezzi, ma nessuno interviene – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Una situazione che rappresenta un potenziale pericolo per studenti, insegnanti e personale scolastico. Ci chiediamo che fine abbiano fatto il Piano generale di edilizia scolastica che obbligava il Ministero dell’Istruzione ad adottare precisi provvedimenti in materia, e il famoso piano sulle “scuole sicure” annunciato dal premier Renzi che prevedeva 400 milioni di euro per 2400 interventi a partire dal 2015”.

Intanto gli istituti scolastici continuano a perdere pezzi, e speriamo non si debba arrivare – come sempre accade in Italia – ad una vera e propria tragedia per vedere finalmente ascoltate le nostre richieste in fatto di sicurezza” – conclude Rienzi.

Cui fa eco il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, che su twitter accende la polemica politica: “Sul crollo al ‘Pessina’ di Ostuni, invece di insultare si indaghi su come sono stati fatti i lavori di ristrutturazione. La scuola è stata appena inaugurata!”.

CROLLO SCUOLA PESSINA DI OSTUNI, LE REAZIONI DEI GENITORI

E sì, perché parliamo di una scuola riaperta a gennaio il cui crollo ha provocato due feriti tra gli alunni e un ferito tra gli insegnanti. Per fortuna nessuno ci ha lasciato le penne altrimenti saremmo qui a piangere altri morti dopo quelli di San Giuliano. Evidentemente quella lezione molisana e quegli angeli che ancora ci ricordano quanto malvagio sia l’essere umano non bastano per cambiare le cose. Ci vogliono altri morti.

Siamo allibiti”, dice Patrizia, la mamma del piccolo Luca, uno dei due alunni feriti a Sky Tg 24.

Ci ha chiamato la scuola – racconta ancora la madre – e poi siamo corsi qui in ospedale. E’ stato uno spavento terribile. Sono cose che non dovrebbero accadere a scuola, specie in un edificio che è stato appena ristrutturato e inaugurato”.

CROLLO SCUOLA PESSINA DI OSTUNI, CHI HA RISTRUTTURATO?

A rispondere a questa domanda ci ha pensato il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici di Pessina, Antonio Blasi, che l’11 aprile scorso – quindi qualche giorno fa – inviava un comunicato stampa trionfale in cui annunciava, urbi et orbi, che “proseguono alacremente i lavori di ristrutturazione dell’edificio scolastico “Pessina” (sito in piazza Italia) e, dopo aver completato le opere edili sul plesso principale, ora l’intervento è concentrato sul rifacimento del tetto della grande palestra”.

Blasi parla anche del costo dei lavori, che “complessivamente ammonta a circa 2 milioni e 30 mila euro”.

Quasi 5 miliardi di vecchie lire per una scuola che crolla dopo pochi giorni dal comunicato di Blasi. Siamo alla follia più totale, a politici che scrivono parole senza senso, distaccati completamente dalla realtà dei fatti che, probabilmente, nemmeno conoscono fino in fondo.

Ed è ancora Blasi a svelare l’arcano: chi ha ristrutturato?

L’appalto dell’istituto Pessina, ha preso il via verso la fine del 2010 con una previsione di spesa di circa 1 milione e 360 mila euro. L’opera appaltata”, si legge ancora nel comunicato, “veniva affidata alla ditta Palmiro Brocca di Lecce e non prevedeva la ristrutturazione della zona della palestra. Gli interventi hanno comportato la sostituzione completa dei solai dell’ultimo piano mentre, per quelli intermedi, si è proceduto al risanamento statico; la spesa complessiva per detti lavori a rustico, è stata di circa 800 mila euro”.

Ditta Palmiro Brocca di Lecce, responsabile dei lavori di consolidamento della struttura, che però – interpellata dal Fatto Quotidiano – ha negato la responsabilità sugli intonaci. Così come la Messapica Intonaci, che ha compiuto l’ultima parte degli interventi.

La Palmiro Brocca di Lecce, che si è occupata anche della costruzione di un edificio dell’Università di Lecce, ha seccamente smentito, come riporta il Fatto, che “quel lavoro sia stato un da noi eseguito, era fuori dalla nostra gara d’appalto”. Tra i lavori svolti dalla ditta salentina, come risulta dal loro sito, ci sono il “getto del solaio con autocompattante”, “rifacimento solaio”, “rinforzo strutturale”, “impermeabilizzazione” e la “ricostruzione dei muri”. L’ultima parte della ristrutturazione, invece, è stata compiuta dalla ditta Messapica Intonaci di Ceglie Messapica che però spiega passo per passo come, a loro modo di vedere, sono andati i lavori: “La nostra è una semplice opera di finitura. L’ultima mano di stucco, per dirla volgarmente. Parliamo di 2 millimetri di spessore. Se fosse venuto giù quello non si sarebbe fatto male nessuno – racconta il capo-operaio Tony Barletta – Gli intonaci erano già stati posati anni prima. A quanto mi risulta la trave strutturale del solaio era asciutta. Questo può voler dire che non hanno messo l’aggrappante adatto nella fase che tecnicamente viene definita di rinzaffo”.

Quindi, di chi è la colpa del crollo?

Le indagini faranno il loro corso ma intanto par di capire che tutti se ne stiano lavando le mani. Qualcuno però dovrà pagare. O almeno si spera.

CROLLO SCUOLA PESSINA DI OSTUNI – GUARDA LE FOTO

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