Corruzione, dati in lieve miglioramento ma siamo ancora lontani

corruzione in lieve migliramento ma ancora lontani

L’ultimo rapporto di Transparency International indica che la corruzione percepita è in calo nella penisola. Un passo positivo, ma piccolo perché restiamo ancora lontani dai campioni come Danimarca e Nuova Zelanda.

 

L’Italia continua ad essere un Paese malato di corruzione, di tangenti per gli appalti e di favori in cambio di voti. Oggi, però, il nostro è un Paese un po’ più virtuoso rispetto a un anno fa.

Che l’Italia sia sulla buona strada ma ancora lontana dalle nazioni meno corrotte del mondo lo dice la ricerca dell’associazione non governativa Transparency International, che anche quest’anno ha misurato l’indice di percezione della corruzione in 177 Paesi. Il Cpi viene costruito mediante sondaggi e interviste a rappresentanti delle istituzioni e del mondo degli affari, da cui si ricava una scala da 0 (Paese molto corrotto) a 100 (Paese pulito).

Rispetto al 2012 l’Italia è salita dal 72esimo al 69esimo posto, con un punteggio di 43/100. È riuscita a raggiungere Romania e Kuwait e a superare la Bosnia Erzegovina e il Brasile. Il merito del piccolo passo in avanti può essere attribuito all’entrata in vigore della legge Severino, che ha almeno dato la percezione che i governi Monti e Letta si siano attivati per contrastare il malcostume nel settore pubblico.

L’Italia, però, resta lontanissima dai migliori Paesi. Lassù in classifica, con 91/100 ci sono Danimarca e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia e Svezia (89/100). Le prime potenze mondiali sono fuori dalla top ten: la Germania è 12esima con 78/100, il Regno Unito 14esimo con 76/100. Una buona ragione per lanciare una nuova campagna anticorruzione come Svegliati, appena inaugurata da Transparency Italia.

Non riescono ad abbandonare il fondo alla graduatoria Afghanistan, Corea del nord e Somalia, con appena 8/100 di valutazione.

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