Colosseo, via al restauro con “sponsor”. Firmato Tod’s.

colosseo tods

I lavori sarebbero dovuti già iniziare, ma il ricorso della Codacons ha fatto slittare l’inizio.  Ora che il consiglio di Stato si è espresso può cominciare l’opera con griffe.

 

Il tanto atteso restauro del Colosseo, oltre 70 anni, può cominciare. Dopo che il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso del Codacons contro l’offerta di lavoro di restauro di una delle più grandi bellezze mondiali, firmata Della Valle. Eh già, perché la Tod’s, azienda di proprietà dello stesso imprenditore si era fatta avanti per farsi carico dei lavori di ristrutturazione del Colosseo. Costo dell’operazione stimato in 20-25 milioni di euro.

Ma in cambio i Della Valle otterranno l’uso esclusivo per 15 anni del logo di uno dei monumenti più visitati al mondo. In totale i cantieri da aprire sono 6, visto che i lavori da fare riguardano la sostituzione dell’ attuale sistema di chiusura delle arcate perimetrali (fornici), del restauro dei prospetti settentrionale e meridionale e del restauro degli ambulacri, nonché un ampliamento del centro servizi portato fino a 1600 mq, che consentirà attività di accoglienza, biglietteria, bookshop e servizi igienici.

Tre cantieri partiranno contemporaneamente e per ognuno di essi e prevista una durata dei lavori di 24-36 mesi. All’interno del Colosseo, per tutta la durata dei lavori verranno esposti dei cartelloni pubblicitari, mentre per quanto riguarda l’eventualità di organizzare all’interno del monumento concerti o film, l’ultima parola spetterà alla soprintendenza  delle attività culturali del Comune di Roma. Nonostante il parere del Consiglio di Stato, le polemiche attorno al Colosseo non accennano a placarsi.

Il Codacons continua nella sua battaglia e nel comunicato seguito alla decisione sui lavori si legge:”“Nessuno sembra voler giudicare il contratto di sponsorizzazione del Colosseo e i giudici scappano sostenendo l’assenza di legittimazione della nostra associazione ad impugnare gli atti, perché il monumento Colosseo non rientra nella materia ambientale. Questa decisione assurda offende il Colosseo prima ancora che il Codacons, e sarà impugnata in revocazione e in Cassazione per rifiuto di giurisdizione”.

Nel frattempo la procura di Roma ha già aperto un altra inchiesta che verte sulla sponsorizzazione, visto che i diritti d’uso sul monumento sono passati dai previsti due anni, oltre il termine dei lavori, agli attuali 20 anni. Inchiesta partita dopo una segnalazione fatta dalla stessa Codacons.

Ma non finisce qui. Infatti, secondo il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “i lavori ancora non possono partire, visto che prima di iniziare occorre attendere la decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sul ricorso promosso dalla ditta Lucci giunta seconda dietro la società Gherardi nella gara d’appalto per il restauro del Colosseo finanziato dai Della Valle. Si dovrà inoltre attendere la decisione della Corte di Cassazione, cui il Codacons presenterà appello come annunciato oggi. Qualora i lavori dovessero iniziare anche senza queste due importanti pronunce, l’amministrazione del Comune di Roma dovrà assumersi le sue responsabilità”.  E inoltre il Codacons ricorda come il Consiglio di Stato “non ha respinto il ricorso dell’associazione, ma ne ha dichiarato l’inammissibilità. Di conseguenza i giudici non si sono espressi sulla legittimità del contratto di sponsorizzazione e sulla sua congruità”. Si preannunciano nuove battaglie, nel frattempo il Colosseo continua a cadere a pezzi.

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