Charlie Hebdo, uccisi i fratelli Kouachi e liberato l’ostaggio: restano 17 morti. Il video dell’assalto

Alle 17 di ieri è scattato il blitz delle teste di cuoio francesi, che hanno ucciso i due fratelli terroristi e sono riusciti a liberare l’unico ostaggio nelle mani dei Kouachi. Ecco le immagini dell’assalto.

 

Come riportano le agenzie di tutto il mondo “sono stati uccisi i fratelli Kouachi, gli autori dell’attentato a Charlie Hebdo. Le teste di cuoio sono intervenute con un blitz nella tipografia di Dammartin-en-Goële dove si erano barricati assieme a un ostaggio, che è riuscito a salvarsi. Ucciso anche il terzo terrorista, Amedy Coulibaly, l’uomo che aveva sequestrato almeno 12 persone in un negozio kosher di Porte de Vincennes, a Parigi. Gran parte degli ostaggi, riferiscono i media francesi, sarebbero stati liberati. Sul campo restano 17 morti: 12 nella strage presso la redazione di Charlie Hebdo, 4 tra gli ostaggi uccisi da Amedy Coulibaly, che due giorni fa – prima di barricarsi nel negozio di alimentari ebreo – ha spedito al Creatore anche una poliziotta francese.”

Nonostante le polemiche di una fetta dell’opinione pubblica, che non crede minimanente alla versione ufficiale del Ministero dell’Interno francese e parla di “complotto”, la situazione sembra oramai essersi stabilizzata, per quanto possa definirsi tale dopo 17 morti e diversi feriti molto gravi.

Uccisi i fratelli Kouachi; ucciso Amedy Coulibaly, l’uomo che era in contatto con i due franco-algerini, chi mai potrà raccontare davvero come sono andate le cose?

Anche perchè le accuse rivolte all’intelligence francese sono tantissime, dettagliate e assolutamente fondate. I due ricercati erano “da anni” sulla lista nera degli Stati Uniti, come riferito una fonte delle forze di sicurezza statunitensi: “I fratelli Cherif e Said Kouachi, 32 e 34 anni, sono nella nostra lista di controllo da anni, perché sospettati di terrorismo”.

Inoltre, come vi abbiamo raccontato, uno dei tre sospettati dell’attentato di ieri contro “Charlie Hebdo”, Chérif Kouachi, è apparso nel settembre 2005 in televisione, durante la trasmissione «Pièces à conviction», docu-film sul terrorismo andato in onda su France 3.

E nel 2008 lo stesso Chérif era stato arrestato e condannato a 3 anni di prigione, di cui 18 mesi con la condizionale, in quanto componente di un gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq, basata nel 19/o arrondissement di Parigi.

Il Governo francese sapeva, l’Intelligence sapeva: perchè hanno lasciato che accadesse tutto ciò? Sono queste le condizioni ideali per far attecchire teorie complottistiche. E, come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci s’azzecca. Resta un dato di fatto, confermato anche nella serata di ieri dal Ministro dell’Interno francese: quando sul campo lasci 17 morti e diversi feriti gravi gli errori commessi sono stati troppi.

E, addirittura, nelle ultime ore è venuto fuori anche un agghiacciante retroscena: qualche giorno prima della strage i servizi segreti algerini avevano inviato un’informativa dettagliata su un “imminente clamoroso attentato in programma a Parigi“, allarme totalmente sottovalutato dall’intelligence francese. Qualcuno dovrà pagare per la lunga sequela di macroscopici errori che ha prodotto 17 morti e diversi feriti gravi.

Guarda il foto-reportage dell’assalto delle teste di cuoio francesi.

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Guarda il video-assalto delle teste di cuoio francesi. 

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