Caso Marò, notizia clamorosa: Latorre non torna in India. Ora tocca rimpatriare Girone: ecco il piano

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1 a 0 per l’Italia. Finalmente. Era ora che il nostro Paese segnasse un punto, clamoroso e di non ritorno, nella sfiancante partita contro l’India per riportare a casa i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il primo, che è già in Italia per curare i postumi dell’ictus subito nell’agosto 2013, resterà – per sempre: ecco la notizia clamorosa – nel Belpaese e non dovrà mai più tornare in India. E uno l’abbiamo rimpatriato. Per il secondo, Girone, si sta lavorando secondo un piano ben preciso: ecco tutti i dettagli.

 

Finalmente l’Italia ha deciso di dare l’accelerata decisiva per la risoluzione definitiva del caso Marò.

Massimiliano Latorre, che sarebbe dovuto rientrare in India il 12 gennaio, è autorizzato a non rispettare la scadenza: ufficialmente per ragioni mediche, in realtà si tratta di una decisione politica che permetterà a Massimiliano di restare per sempre in Italia ed evitare guai futuri con Nuova Delhi.

E il primo Marò, ora possiamo dirlo con assoluta certezza, lo abbiamo rimpatriato. Certo, c’è voluto fin troppo tempo e si è sfruttata la malattia di Massimiliano, perchè altrimenti chissà come sarebbe andata a finire.

Ma tutto è bene quel che finisce bene e, nonostante l’ennesimo ricovero cui Latorre dovrà sottoporsi, per l’intervento al cuore subito ieri mattina, il futuro è roseo.

L’operazione, guidata dall’equipe del Dottor Mario Carminati, è avvenuta ieri mattina alle alle 8,30 al Policlinico San Donato e “ha avuto esito positivo”: “Massimiliano dovrà recuperare e avrà bisogno di tranquillità e di riprendersi, l’intervento al cuore non è uno scherzo”, ha ricordato la compagna Paola Moschetti.

Ora, l’attenzione si sposta su Salvatore Girone, che è ancora trattenuto in India e viene utilizzato dal governo di Nuova Delhi come garante, affinchè l’Italia eviti di forzare troppo la mano. La soluzione da trovare per chiudere il caso Marò deve essere consensuale.

Il Ministro degli Esteri indiano ha ammesso che sta “valutando con spirito positivo una proposta italiana”, fatta di risarcimenti, scuse ufficiali e promesse di un processo serio in Italia.

Il nostro Governo ha risposto accettando i termini generali di questa apertura indiana e lasciando intendere che nella trattativa bisogna considerare anche il nuovo ruolo di Roma in Europa: Federica Mogherini, eletta nel 2014 “lady Pesc” dell’UE, vedrebbe di buon occhio il ritorno a casa dei fucilieri di Marina. Ed è sempre meglio avere un alleato in Europa anzichè un nemico: questa regola d’oro vale anche per un colosso economico come l’India.

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