Caso Marò, l’India disposta a trattare: ecco l’apertura del Ministro degli Esteri indiano

latorre-girone polizia indiana

Antefatto: la Corte Suprema indiana respinge le istanze dei due Marò: Latorre chiedeva di prolungare la convalescenza in patria dopo l’ictus, Girone di rientrare per le feste natalizie. Il fatto: il Governo italiano, per la prima volta, reagisce con durezza, richiamando l’ambasciatore italiano in India e minacciando la rottura dei rapporti diplomatici e commerciali. Conseguenza: il Ministro degli Esteri indiano si dice, per la prima volta, disposto a trattare. Ecco gli ultimi sviluppi del caso Marò.

 

A volte fare la voce grossa serve eccome. Almeno stando a vedere l’immediata reazione indiana alla strategia italiana per riportare a casa i due Marò.

Partiamo dall’antefatto: il 16 dicembre la Corte Suprema non ha accolto le istanze presentate dai Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: Latorre chiedeva un prolungamento della permanenza in Italia, per curare i postumi dell’ictus subito a settembre; Girone chiedeva il permesso per un rientro in Puglia per le festività natalizie. Nonostante la normalità delle istanze presentate, il presidente della Corte H.L.Dattu ha assunto un atteggiamento visibilmente in disaccordo con le richieste, formulando nei loro confronti numerose e incredibili obiezioni.

In reazione a questo comportamento della Corte Suprema francamente inaccettabile, una mancanza di rispetto nei confronti di un’intera nazione, il Governo ha deciso di richiamare l’ambasciatore italiano in India e persino il Presidente della Repubblica si è detto “fortemente contrariato della notizia.”

Il polverone alzato in Italia ha avuto un’immediata conseguenza sull’India: il ministro degli Esteri Sushma Swaraj ha inviato una lettera al parlamento indiano, come rivela un’interrogazione presentata al governo da ue membri del Partito comunista indiano (Cpi) del Rajya Sabha (la Camera alta del Parlamento), M.P.Achuthan del Kerala e D.Raja del Tamil Nadu.

I due hanno chiesto “se è un fatto che il governo italiano ha cercato una soluzione consensuale alla vicenda da tempo in sospeso dei due militari italiani accusati di omicidio di due pescatori indiani nel 2012 al largo delle coste del Kerala” e “a che punto è il caso oggi e quale è la reazione del governo indiano alla proposta del governo italiano su di esso“. Nella risposta scritta inviata ieri sera al Parlamento, il ministro Swaraj ha risposto sinteticamente “” alla prima domanda e sostenuto, riguardo alla seconda, che “la questione è attualmente all’esame della Corte suprema dell’India” e “la proposta del governo italiano è all’esame di quello indiano“.

Sarà un caso che, appena si è reagito in modo consono e adeguato alla situazione, il Governo indiano si sia detto disposto a trattare? E perchè si è aspettato tutto questo tempo per tirare fendenti diplomatici?

Perchè sia chiaro a tutti che questa non è una faccenda giudiziaria, come vanno sbandierando i puristi di turno ma si tratta di una querelle meramente politica dove bisogna far valere il proprio peso internazionale. Piaccia o meno, è così.

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