Berlusconi, Previti e la stangata, la vera storia della villa di Arcore: “È stata una doppia rapina”.

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Il Cav-non-Cav sta trascorrendo i “domiciliari” proprio nella Villa di Arcore, oggetto in passato di una storia misteriosa e dai contorni inquietanti. Ancora oggi il passaggio di consegne a Berlusconi dell’ex residenza Casati è oggetto di numerose polemiche, con l’ex proprietaria che minaccia ulteriori azioni legali. “È stata una doppia rapina”, l’accusa più grave lanciato contro l’ex Premier. Come stanno davvero le cose?

 

Beatrice Rangoni Macchiavelli, ex deputato europeo, donna impegnata nel sociale e nobile nel sangue si sofferma sulla vicenda della villa di Arcore e dice:Consumata alle spalle di una ragazzina minorenne, choccata dalla morte del padre, fuggita dall’Italia per sfuggire alla curiosità di giornalisti e paparazzi e raggirata da quel professionista che si chiama Cesare Previti al servizio di Silvio Berlusconi”.

La ragazza di cui si parla è Anna Maria Casati Stampa di Soncino ragazza che nel 1970 resta tragicamente orfana ed allo stesso tempo ereditaria di una fortuna tra cui anche la villa in questione. Leonardo Sciascia diceva “se mi dicessero che la tratta delle bianche passa attraverso le sue mani, ci crederei”. Ovviamente il lui in questione è Silvio Berlusconi, che all’epoca dei fatti stava costruendo la sua fama di re del mattone e che sarebbe diventato, qualche tempo dopo, signore indiscusso delle tv.

Ma veniamo al “mistero” della villa, che sembra quasi un remake reale del film “la stangata”. Il fido Cicchitto, interrogato sulla questione, ha deciso di sorvolare “sono storie vecchie”, vuoi mai far arrabbiare il Cavaliere, soprattutto in questo periodo? Non si può. La storia della Villa di Arcore non è un mistero. Sino al quattrocento la villa di Arcore fu un monastero di suore Benedettine, si chiamava San Martino, per poi diventare, in seguito, l’abitazione dei marchesi Casati Stampa di Soncino. Il 30 agosto del 1970,a Roma, in un attico di via Puccini il Marchese Camillo Casati Stampa uccide con il fucile la moglie Anna Fallarino e il suo giovane amante Massimo Minorati per quello che passò alla storia come il delitto di Via Puccini.

Per la distribuzione dell’eredità bisognava prima capire che fosse morto per ultimo visto che il valore delle cose da lasciare si aggirava sui 3-400 miliardi dell’epoca. E qui entra in gioco Berlusconi, che inizia a tessere la sua rete. La famiglia Fallarino incarica l’avvocato Cesare Previti di appurare la verità e grazie alle perizie medico legali si stabilisce che l’ultimo a morire è stato il Marchese,. dunque, tutti i beni andranno alla figlia.

Nonostante Previti sia stato da sempre al servizio della famiglia Fallarino, accetta di curare gli interessi della giovane ereditiera, la quale nel frattempo decide di lasciare l’Italia e trasferirsi in Brasile ordinando, tra le altre cose, la vendita della Villa di Arcore con rigorosa esclusione della pinacoteca, degli arredi e delle circostanti proprietà terriere.

Previti non fatica a trovare il compratore e chiama quindi la giovane nobile annunciando il nome dell’interessato: si tratta di Silvio Berlusconi. Il quale compra la villa per poco meno di 500 milioni, più o meno il valore di un appartamento nel centro di Milano. Somma rateizzata negli anni nonostante le tasse continui a pagarle la giovane marchesa, visto che Previti le aveva suggerito di posticipare il rogito catastale, che verrà ultimato solo nel 1980 davanti ad un notaio che registra la casa come “Casa di abitazione con circostanti fabbricati rurali e terreni a varia destinazione”.

Oltre il danno c’è la beffa. I 500 milioni furono corrisposti alla marchesa sotto forma di azioni di società non quotate in borsa e quindi la giovane ereditiera non riuscirà mai a monetizzare la vendita. Le azioni in questione furono poi riacquistate da Berlusconi per circa 250 milioni, praticamente la metà. Alla fine del 1974 Berlusconi si insedia a villa San Martino, tra quadri del Tiepolo e Tintoretto.

Nell’immediato, la ‘casa d’abitazione’ sarà ritenuta dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, sufficiente garanzia per un finanziamento di 7 miliardi e 300 milioni in favore della Cantieri Riuniti, ed otterrà dal Monte dei Paschi di Siena (…) un ulteriore prestito di 600 milioni.

Anna Maria Casati Stampa revoca il mandato a Previti e affida le cure legali a Ferdinando Barabba che attacca a testa bassa l’operato del suo collega la cui risposta non si fa attendere “Non c’è nessuna truffa, quando Silvio comprò, Arcore era poco più di una cascina di caccia. Difenderò la mia professionalità con querele miliardarie”.

L’unica cosa che si sta ancora attendendo sono le famose querele visto che come scritto da Corrado Augias “Previti ha annunciato azioni legali a propria tutela. Sarebbe utile che le concretizzasse, in modo da accertare come sono avvenuti realmente i fatti. Se si è veramente trattato diuna delle operazioni immobiliari più sinistre del dopoguerra”.

Ora Arcore è diventata una villa con piscine con tv, saune centri idromassaggi enormi saloni cappelle private, porte e maniglie in oro, il tutto circondato da campi da tennis e calcetto e l’eliporto.  Di tutta questa storia scrisse Giovanni Ruggeri “Arrivò a Berlusconi per un grande imbroglio, un raggiro miliardario”.

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