Berlusconi ancora contro i giudici: ma dal ’94 ad oggi una sfilza di leggi ad personam. Ecco l’elenco

berlusconi contro i giudici

Silvio Berlusconi proprio non ce la fa a chiudere quella boccaccia. Tanto è vero che continua a sparare balle contro presunti “giudici comunisti”, alias “toghe rosse”, che gli avrebbero rovinato la vita. Ancora oggi, dopo la ridicola condanna a 4 ore settimanali di servizi sociali per scontare un’evasione fiscale da milioni di euro. Se la magistratura cattiva fosse questa… Ma come non ricordare, allora, la sfilza di leggi ad personam – tutte passate e mai contestate dai “comunisti della Corte Costituzionale” – grazie alle quali Berlusconi è ancora libero di raccontare frottole e raccogliere quei 4 voti che gli restano? L’elenco è davvero lungo: prendetevi qualche minuto per leggerlo.

 

1994, DECRETO BIONDI – Si tratta di un provvedimento che fu approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi I. Che prese il nome dell’allora ministro della Giustizia Alfredo Biondi. Nel testo di legge si vietava la custodia cautelare in carcere (trasformata negli arresti domiciliari) per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione. Avveniva mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+) e sono pronte le richieste di arresto per i manager che hanno pagato le tangenti. Il decreto impedisce cioè di arrestare i responsabili e provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Pierr Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina).

1994, LEGGE TREMONTI – Il decreto n.357 approvato dal Berlusconi I il 10 giugno 1994 detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”. Il tutto per avvantaggiare la neonata società Mediaset (che contiene le tv Fininvest scorporate dal resto del gruppo in vista della quotazione in Borsa).  Con questa  legge furono risparmiati 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. L’illegalità fu sanata  il 27 ottobre 1994 con una circolare “interpretativa” in cui si  , estendeva  il concetto di beni strumentali a quelli immateriali.

1997, LEGGE MACCANICO – La legge Mammì del 1994 viene dichiarata incostituzionale. Non si possono tenere più di due reti tv sull’analogico terrestre e Rete 4 dovrebbe passare sul satellite.Grazie però alla legge del ministro delle poste e delle telecomunicazioni Antonio Maccanico, in forza al Governo Prodi I l’ostacolo venne aggirato. Secondo questa legge gli editori di tv, come stabilito dalla Consulta, non potranno detenere più del 20% delle frequenze nazionali disponibili, dunque una rete Mediaset è di troppo. Ma a far rispettare il tetto dovrà provvedere la nuova Authority per le comunicazioni (Agcom), che potrà entrare in azione solo quando esisterà in Italia “un congruo sviluppo dell’utenza dei programmi televisivi via satellite o via cavo”.  E Rete 4 si salva in barba alla consulta.

1999, LEGGE D’ALEMA – L’Agcom si mette in opera solo nel 1998. Presenta il nuovo piano per le frequenze tv e bandisce la gara per rilasciare le 8 concessioni televisive nazionali. Rete 4 perde la concessione e la vince Europa 7. Che fa il governo D’Alema? Concede un’abilitazione provvisoria a Mediaset per seguitare a trasmettere senza concessione e la tv di Francesco Di Stefano per dieci anni si vede negare le frequenze tv alle quali aveva diritto per legge.

1999, LEGGE PREVITI – Berlusconi e Cesare Previti erano imputati per corruzione nell’ambito dei processi Mondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir. Entrambi  vogliono liberarsi del gip milanese Alessandro Rossato, che ha firmato gli arresti dei magistrati corrotti e degli avvocati Fininvest Pacifico e Acampora e che ha pure disposto l’arresto di Previti (arresto bloccato dalla Camera, a maggioranza Ulivo). Rossato in veste di gup doveva svolgere le udienze preliminari dal 1999. Ed ecco che su proposta dell’avvocato Guido Calvi, legale di Massimo D’Alema, il centrosinistra approva una legge che rende incompatibile la figura del gip con quella del gup: il giudice che ha seguito le indagini preliminari non potrà più seguire l’udienza preliminare e dovrà passarla a un collega. Fu così le udienze preliminari Imi-Sir e Sme, già iniziate dinanzi a Rossato, proseguono sotto la sua gestione e si chiuderanno a fine anno con i rinvii a giudizio degli imputati. Invece quella per Mondadori, non ancora iniziata, passa subito a un altro giudice, Rosario Lupo, che proscioglie tutti gli imputati per insufficienza di prove. Su ricorso della Procura, la Corte d’appello li rinvierà a giudizio tutti, tranne uno: Silvio Berlusconi, dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche.

2001, LEGGE ROGATORIA – Siamo nel 2001 quando Berlusconi torna ufficialmente al governo. Anche se grazie a Massimo D’Alema sembra che non sia mai uscito da Palazzo Chigi. Il suo  però è un ritorno in grande spolvero. Infatti non appena rientra fa subito approvare una legge che cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani. Comprese quelle che provano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti e company. Erano ormai mesi che si chiedeva al Tribunale di Milano di cestinare i bonifici bancari svizzeri a causa di errori di forma. Il tribunale ha sempre respinto le loro istanze che magicamente però diventano legge. E tutto questo avviene con la scusa di  ratificare la convenzione italo-svizzera del 1998 per la reciproca assistenza giudiziaria (dimenticata dal centrosinistra per tre anni).  E’ il 3 ottobre 2001  quando la Cdl vara la legge 367 che stabilisce l’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non siano “in originale” o “autenticati” con apposito timbro, che siano giunti via fax, o via mail o brevi manu o in fotocopia o con qualche vizio di forma.

2001, MANDATO DI CATTURA EUROPEO – Il Governo Berlusconi, unico in Europa, si rifiuta di ratificare il mandato di cattura europeo solo relativamente ai reati finanziari. Il tutto per sfuggire all’arresto per l’inchiesta spagnola su Telecinco. L’Italia recepirà la norma nel 2004.

2001, IL GOVERNO SPOSTA IL GIUDICE – Un provvedimento che arriva il 31 dicembre in piena distrazione dal Capodanno. Fu allora che il ministro della Giustizia Roberto Castelli su istanza dei difensori di Cesare Previti nega, contro ogni legge, la proroga in Tribunale al giudice Guido Brambilla che è membro del collegio che conduce il processo Sme- Ariosto. Il magistrato viene trasferito al tribunale di sorveglianze e i processi avviati devono ripartire da zero davanti a un nuovo collegio. E’ la Corte d’appello a evitare il tracollo rispedendo Brambilla in tribunale fino alla fine dell’anno.

2001, LA TASSA DI SUCCESSIONE – Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire.  Guarda caso il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi di lire.

2002, LA LEGGE SUL FALSO IN BILANCIO – Siamo al 2002 e Silvio Berlusconi ha cinque processi per falso in bilancio. Cosa si pensa di fare per evitare guai? La sua maggioranza già il 28 settembre 2001 pensa a come far approvare la legge delega numero 61 che chieda al governo la riforma dei reati societari.Che nel 2002 diventa realtà. Ecco le conseguenze dello scempio made in Berlusconi: pene abbassate da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione più breve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodia cautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela del socio o del creditore; depenalizzano alcune fattispecie di reato (come il falso nel bilancio presentato alle banche); fissano amplissime soglie di non punibilità (per essere reato, il falso in bilancio dovrà superare il 5% del risultato d’esercizio, l’1% del patrimonio netto, il 10% delle valutazioni. Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati.

2002, LEGGE CIRAMI – Spostare i processi a Brescia è una fissazione di Berlusconi e Previti. La prima richiesta arriva nel 2002. Già allora sostenevano che a Milano i giudici fossero prevenuti. Per farlo al meglio introducono il concetto di legittima suspicione.Che consiste nel traghettare i processi nei cosiddetti “porti delle nebbie” per motivi di ordine pubblico.  E’ la legge Cirami n. 248, approvata definitivamente il 5 novembre 2002. Ma nemmeno questa funziona: la Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale

2002, CONDONO FISCALE – La finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il condono tombale. Berlusconi sostiene che non ne farà uso ma tutto questo risulta essere falso. Mediaset ne approfitta per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle entrate pagandone appena 35.  Berlusconi usa il condono per cancellare con appena 1800 euro. un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.

2002, LEGGE SALVA MILAN – Con il decreto 282/ 2002 convertito in legge il 18 febbraio il governo Berlusconi ha consentito alle società di calcio , quasi tutte indebitatissime di ammortizzare sui bilanci del 2002. Il Milan così risparmia 242 milioni di euro.

2002, LEGGE FRATTINI – Il 28 febbraio 2002 la Casa della Libertà approva la legge Frattini sul conflitto di interessi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier è quella che deve lasciare la presidenza del Milan

2003, CONDONO – Col decreto 143 del 24 giugno 2003, presunta “interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso a commettere i reati”, anche se non hanno firmato la dichiarazione fraudolenta. Cioè il governo Berlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutato a evadere con fatture false o gonfiate.

2003, LODO MACCANICO SCHIFANI – Ancora una volta è il tema giustizia a farla da padrone. Mentre le sentenze Sme e Mondadori si avvicinano, su proposta del senatore della Margherita Antonio Maccanico il 18 giugno 2003 la Casa della Libertà approva la cosiddetta legge Schifani che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. Ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia la legge.

2003, LEGGE GASPARRI – Arriva nel 2003 la terza legge salva Rete 4 ed ha la firma del ministro delle telecomunicazioni Maurizio Gasparri. Rete 4 deve essere spenta e passare sul satellite. Sappiamo bene che non avvenne. Cosa si inventarono?  Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se non ha più la concessione dal 1999. Il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolato sulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le sue tre tv.

2003, SALVA RETE 4 – Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Alla vigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesima proroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri.

2003, PLUSVALENZE ESENTASSE – E’ il 2003 quando Tremonti ha varato una riforma fiscale che detassa le plus valenze da partecipazione. La riforma viene subito utilizzata dal premier nell’aprile 2005 quando cede il 16,88% di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando 340 milioni di tasse.

2004, LEGGE GASPARRI 2 – La nuova legge approvata il 29 aprile 2004 è molto simile a quella bocciata dal Quirinale. Assicura che Rete 4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile 2004 il 50% degli italiani capteranno il segnale del digitale terrestre che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poi però si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poi l’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnale digitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva, Europa 7 è ancora senza frequenze.

2004, DECODER DI STATO – Il tutto nasce per gonfiare l’area del digitale terrestre. La finanziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004  prevede un contributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuova tecnologia televisiva. Fra i principali distributori di decoder c’è Paolo Berlusconi, fratello di Silvio titolare di Solaris (che commercializza decoder Amstrad). Anche nell’anno precedente c’è una nuova legge che per Mediaset si rivela un vero e proprio affarone. Mediaset trasmette partite di calcio a pagamento ma allo stesso tempo teme il mercato nero delle tessere taroccate. Il 15 gennaio 2003, il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milioni di multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.

2004, AUTORIDUZIONE FISCALE – Nel 2003 Berlusconi risulta il 45esimo uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale di 5,9 miliardi di dollari.  Nel 2005 balza al 25° posto con 12 miliardi. Così, quando a fine 2004 il suo governo abbassa le aliquote fiscali per i redditi dei più abbienti, “L’espresso” calcola che Berlusconi risparmierà 764.154 euro all’anno.

2004, VILLA ABUSIVA CON CONDONO – Mentre il 6 maggio 2004 la Nuova Sardegna svela gli abusi edilizia a Villa Certosa Berlusconi fa approvare due decreti.  Con il primo stabilisce l’approvazione del piano nazionale anti-terrorismo e contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa La Certosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come “sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione di governo”. Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse per l’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. E’ il 2008 quando il tribunale di Tempio Pausania chiude il procedimento per gli abusi edilizi perchè in gran parte condonati grazie a un decreto voluto dal mero proprietario della villa.

2005, AD MEDIOLANUM – Forza Italia nonostante l’opposizione del ministro del welfare Roberto Maroni ha imposto una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa. Fra le quali lo  spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris. Tra queste anche  lo slittamento della normativa al 2008 per assecondare gli interessi della potente lobby degli assicuratori (di cui Mediolanum è una delle capofila).

2005, AD MONDADORI 1 – E’ il 9 giugno 2005 quando il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti ha stipulato un accordo con le poste per il servizio Poste Scuola. A beneficiarne la Mondolibri Bol che per il 50% è posseduta da Arnoldo Mondadori Editore di cui è mero editore.

2005, AD MONDADORI 2 – E’ l’otto febbraio quando scatta l’operazione E book per cui il governo stanzia 3 milioni di euro. I ministri Moratti e Stanca affideranno la sperimentazione proprio a Mondadori e Ibm: la prima è di Berlusconi, la seconda ha avuto come vicepresidente Stanca fino al 2001.

2005, LEGGE EX CIRIELLI – Il 29 novembre 2005 la Casa della libertà vara la legge ex Cirielli. A che serve? A niente altro che a ridurre la prescrizione per gli incensutati e a trasformare la detenzione in arresti domiciliari per gli ultrasettantenni quindi ad hoc per Berlusconi e Previti.  La legge porta i reati prescritti da 100 a 150 mila all’anno, decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e annienta il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).

2006, LEGGE PECORELLA – Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi teme che in appello gli vengano revocate, con conseguente condanna. Per questo motivo il suo avvocato Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, fa approvare la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni. In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale.

2006, SALVA DIRITTI TV – Siamo ai diritti del calcio. E’ qui che Forza Italia blocca il ddl appoggiato da tutti gli altri partiti di destra e di sinistra per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio. Tutto questo con la scusa di non penalizzare le società minori ma con un sistema tutto a vantaggio di Juventus, Milan e Inter.

2006, L’INDULTO – Era il luglio 2006 quando centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella con il voto contrario di Idv, An, Lega, astenuto il Pdci. Si tratta di una norma che prevede  3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del 2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sul sovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria. Ne beneficia  Previti  che altrimenti resterebbe agli arresti domiciliari. Una nuova legge ad personam che regala anche al Cavaliere un “bonus” di tre anni da spendere nel caso in cui fosse condannato in via definitiva come è avvenuto ora per il processo Mediaset.

2008, LODO ALFANO – Siamo nel 2008 alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi Mills. Il pdl tornato al Governo e approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale.

2008, PIU’ IVA PER SKY – Siamo al 28 novembre 2008 quando  il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%. L’anno successivo nel 2009 sempre il Governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot.

2009, PIU’ AZIONI PROPRIE – Era nel 2009 quando il Governo aumentò dal 10 al 20% la quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La norma viene subito utilizzata dalla Finivest per aumentare il controllo su Mediaset.

2010, AD LISTAM – Le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nella regione Lazio  e senza timbri di autenticazione a Milano. E’ così che il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa.

2010, LEGITTIMO IMPEDIMENTO – Berlusconi non sapeva  più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Per questo fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo.

2011, LEGGE CONTRO VERONICA – Tua moglie ti lascia perché non sopporta più il tuo stile di vita? Ebbene pagano i suoi figli. Con una modifica della norma sulla quota legittima che regola la gestione delle eredità, inserita nel decreto sviluppo. La misura voluta da Berlusconi, e non ancora approvata, prevede, che la metà della quota di 2/3 destinata ai figli dovrà essere divisa in parti uguali e l’altra metà potrà invece essere destinata dal genitore a uno o più figli a scelta. L’obiettivo di Berlusconi è quello di evitare che, ripartendo in quote uguali le azioni Fininvest tra Barbara, Eleonora e Luigi, pargoli di Veronica, possano unirsi e mettere in minoranza Marina e Piersilvio i figli di primo letto considerati i prediletti di papà. 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.