Attentato a Charlie Hebdo: quando Chérif Kouachi rivelava i suoi piani in televisione. Ecco le prove

Chérif Kouachi rivelava i suoi piani in televisione mini

Infiltrato.it ha fatto una clamorosa scoperta riguardo a Chérif Kouachi, uno dei terroristi che ieri ha partecipato all’attentato contro il giornale Charlie Hebdo: nel 2005 è stato ripreso dall’emittente televisiva France 3, durante la trasmissione «Pièces à conviction», docu-film sul terrorismo. Ecco le sconcertanti immagini che dimostrano come il Governo francese poteva prevenire la strage.

 

Uno dei tre sospettati dell’attentato di ieri contro “Charlie Hebdo”, Chérif Kouachi, è apparso nel settembre 2005 in televisione, durante la trasmissione «Pièces à conviction», docu-film sul terrorismo andato in onda su France 3. E nel 2008 lo stesso Chérif era stato arrestato e condannato a 3 anni di prigione, di cui 18 mesi con la condizionale, in quanto componente di un gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq, basata nel 19/o arrondissement di Parigi.

IL GOVERNO FRANCESE SAPEVA TUTTO

Il Governo sapeva, quindi, dell’esistenza di Chérif Kouachi e lo conosceva come persona legata al terrorismo islamico: com’è stato possibile permettergli di compiere questa strage maledetta?

Riguardando quelle immagini televisive del 2005 vengono i brividi: nel docu-film, che racconta l’indottrinamento di un giovane di 32 anni che si prepara a partire per la guerra santa in Iraq, spunta anche Chérif Kouachi che si mostra senza nessuna paura e fa capire, senza mezzi termini, come anche lui sia disposto a morire da martire.

L’ALLIEVO DI FARID, IL PREDICATORE

Chérif Kouachi si presenta come allievo di Farid Benyettou, un predicatore del XIX° arrondissement di Parigi, che stava preparando i volontari da mandare a combattere in Iraq. Sospettato di “reclutamento” e “invio” di “soldati” in Iraq, e fedele alla Jihad, Farid Benyettou viene arrestato a Parigi nel febbraio 2005: perchè i suoi allievi vengono lasciati a piede libero?

Perchè uno come Chérif Kouachi, che si rifà proprio ai testi di Farid Benyettou, viene lasciato a piede libero?

È incredibile che nessuno abbia arrestato Chérif Kouachi, dopo che – durante lo speciale televisivo – dichiarò: “I testi mi hanno dato prova del beneficio degli attentati suicidi. Nei testi è scritto che è buona cosa morire come un martire.”

LA PREPARAZIONE CON IL KALASHNIKOV

La sua preparazione, osservano i giornalisti durante la messa in onda di «Pièces à conviction» – lo ricordiamo: siamo nel 2005 – viene svolta per più puro “dilettantismo“: un pò di corsetta nel parco Buttes-Chaumont; un fugace incontro con un presunto specialista di armi che spiega la manipolazione di un Kalashnikov, arma poi utilizzata nell’attentato a Charlie Hebdo.

LA MIA PROSSIMA MORTE

Grazie ai consigli di Farid, i miei dubbi sono sbiaditi. È ovvio che Farid mi ha influenzato nella mia partenza, nel senso che egli ha dato una giustificazione alla mia prossima morte “raccontava ancora Chérif Kouachi. Parole sconcertanti, che avrebbero dovuto far sobbalzare sulla sedia l’antiterrorismo francese e che invece non hanno portato a nessuna azione punitiva nei confronti di Chérif.

Che, 10 anni dopo, ha ucciso 12 persone nella redazione di Charlie Hebdo.

Di chi è la colpa?

Guarda il docu-film, andato in onda nel 2005, dove il terrorista rivela i suoi piani.

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