Arriva la petizione contro i preti pedofili: “Papa Bergoglio vari misure concrete”

petizione contro preti pedofili

La petizione di firme è nata dopo la pubblicazione di un primo elenco di parroci e vescovi sospettati di abusi sessuali su minori, nonostante Don Poggi – il grande accusatore – sia stato poi arrestato per calunnia. L’obiettivo delle 7.500 firme è quasi raggiunto. Lo scopo è chiedere a Papa Bergoglio di aprire gli archivi vaticani e gridare al mondo intero il suo no ai preti pedofili.

 

L’idea di Francesco Zanardi è nata dopo la pubblicazione dell’elenco dei preti e vescovi pedofili pubblicato anche dalla nostra testata qualche giorno fa. Lo stesso uomo che qualche mese fa, sempre tramite il portale charge.org ha chiesto che il cardinale Domenico Calcagno non intervenisse al conclave che ha eletto papa Francesco ai vertici di Santa Romana Chiesa.

Quella richiesta arrivò a buon fine a metà marzo. Ora invece questa di cui ora andremo a parlare è già in dirittura d’arrivo nonostante sia stata lanciata da pochissimo tempo . E punta a chiedere proprio a Papa Francesco Bergoglio misure concrete anti pedofilia nella Chiesa cattolica. Un’iniziativa non lanciata a caso soprattutto perché ormai è nota la volontà del nuovo Pontefice di fare pulizia degli abusi sessuali avvenuti all’interno dell’istituzione Chiesa ai danni dei bambini.

LA RICHIESTA PARTE DALL’ESEMPIO DELLA DIOCESI DI LOS ANGELES

Il caso della diocesi californiana è avvenuto proprio a ridosso dell’elezione di Papa Bergoglio. Il Cardinale Mahony ha deciso in quei giorni di chiudere 4 casi di abusi perpetrati da un prete locale e ha ordinato il risarcimento danni per le vittime con 10 milioni di dollari.

Nonostante l’avvento del nuovo Papa la stampa cattolica continua però a sostenere che si tratti di casi isolati. Che sono pochi i preti colpevoli scoperti, condannati e costretti a risarcire le vittime. Certo perché la pedofilia resta ancora un crimine odioso e coperto dall’omertà anche quando sono laici a commetterlo. Figuriamoci se poi a farlo sono sacerdoti o addirittura vescovi.

Gli abusatori – si legge nel testo della petizione – sono salvati dall’omertà, dalla prescrizione del reato e del diritto al risarcimento, dalla rimozione del trauma, dalla vergogna, dal senso di colpa causato dall’abusatore, dalla consapevolezza di non essere creduti e anche dalla difficoltà di avere giustizia. Solo e quando una delle vittime ha il coraggio di ribellarsi altre vittime scoprono di non essere sole e di far sapere la verità”.

LE DIRETTIVE DI WOJTILA E RATZINGER: DIVIETO DI DENUNCIARE

Nel passato, come ha fatto notare Francesco Zanardi, non c’era alcuna voglia di far emergere il sommerso. Le direttive dei precedenti Papi (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) erano chiare: sui reati vige il segreto pontificio a pena di scomunica, divieto di denunciare i preti criminali alla giustizia, trasferimento del prete criminale in luoghi in cui le sue malefatte sono sconosciute.

E c’è di più: gli archivi devono essere tenuti sotto chiave, obbligo di reticenza alle autorità civili, campagne diffamatorie contro le vittime e chi le assiste e nessun risarcimento se non per obbligo della magistratura. In rarissimi casi abbiamo potuto constatare le dimissioni del prete pedofilo.

Tutto perché all’interno delle gerarchie ecclesiastiche “ c’è chi da secoli non vuole la verità. L’unico interesse perseguito è soffocare lo scandalo e sottrarre il prete abusatore alla giustizia”. Mentre le vittime restano isolate e rese tali una seconda volta a causa di un effetto diffamatorio che le circonda.

“CHIEDIAMO A PAPA BERGOGLIO DI APRIRE GLI ARCHIVI VATICANI”

Cosa chiede la petizione di firme? Vorrebbe che il nuovo Papa aprisse finalmente gli archivi diocesani e vaticani. Vorrebbe che si imponesse la denuncia della notizia di reato e lasciare che siano esclusivamente i magistrati a valutarne la loro consistenza. Nella volontà c’è anche quella di risarcimento alle diocesi e agli ordini religiosi di appartenenza delle cosiddette “mele marce”. Che in quel caso vanno a infangare anche il buon nome di chi li ha accolti nella propria casa.

Non vuote parole di scuse perché le chiacchiere non sanano le ferite né danno verità e giustizia alle loro vittime e ai loro cari.

Poche decine di pedofili accertati sono stati ridotti allo stato laicale e quindi spretati. Nessuno dei vescovi e de Cardinali che li hanno protetti  è stato rimosso dal proprio incarico.

Per questo motivo nella petizione si chiede che siano spretati tutti coloro per i quali è accertata la responsabilità di abuso e per tutti i loro protettori. Senza verità e giustizia continuerà il massacro di decine di migliaia di bambini”.

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