Animali come cavie, le multinazionali del tabacco confessano: “Utilizzati nei limiti del possibile.”

cani beagle fumatori

Che le aziende multinazionali del tabacco usassero sperimentare sugli animali era una cosa che si poteva già immaginare. Ma che addirittura ce ne fossero alcune che lo ammettessero questo no. Come nel caso di British American Tobacco e Philips Morris. Le quali candidamente hanno sottolineato di testare gli effetti del fumo su animali dalle caratteristiche fisiche molto simili a quelle dell’uomo tipo l’apparato respiratorio. “Ma nei limiti del possibile”, si affrettano a precisare. Siamo in realtà di fronte a uno scandalo di portata planetaria.

LE CONFESSIONI – I suoi responsabili si limitano a dire che la tortura di topi, criceti, ratti non viene praticata di “ruotine”. Come se farlo sporadicamente non risulti ugualmente grave.

Preferiamo non testare i nostri prodotti sugli animali, e attualmente non lo facciamo di routine – questa la dichiarazione choc della British American Tobacco –  quando non vi è valida alternativa, i test su animali che coinvolgono roditori da laboratorio possono essere necessari occasionalmente … nessuno dei nostri laboratori dispone delle attrezzature per lavorare con animali vivi, pertanto i test su animali vengono affidati ad organizzazioni di ricerca esterne”.

Come si muovono è presto detto. Mantengono l’animale in esame costante con l’obiettivo a lungo termine di essere in grado di eliminare gradualmente.

Abbiamo investito per molti anni nello sviluppo e l’uso di test alternativi – continuano dalla British American Tobacco – la maggior parte della nostra valutazione del prodotto si basa sulla letteratura scientifica, analisi chimiche e test biologici basati su colture cellulari (‘in vitro’ test).La maggior parte delle nostre risorse in questo settore è stato e continua ad essere tesa a sviluppare non animale con sede in test in vitro all’interno dei nostri centri di ricerca e con le organizzazioni di ricerca esterni.Dove non c’è alternativa riconosciuta, la sperimentazione sugli animali coinvolgendo roditori da laboratorio può occasionalmente deve essere fatto per soddisfare i requisiti legali e normativi o le aspettative di salute pubblica, in particolare a sostegno della nuova, di prodotti potenzialmente ridotto danno.Nessuno dei nostri laboratori dispone di strutture per il lavoro animale vivo, in modo che qualsiasi che deve essere fatto è contratto per le organizzazioni di ricerca esterni, autorizzati dalle autorità governative”.

C’È ANCHE LA PHILIPS MORRIS – Oltre a Bat, anche la Philip Morris ha confessato le sue colpe: usare gli animali come cavie da esperimento per vedere quanto possa far male il prodotto che poi vanno a vendere al pubblico.

Anche in questo caso è possibile estrapolare le dichiarazioni dal suo sito internet. Dove si dice che limitano i loro studi sugli animali alle occasioni in cui non ci sono alternative percorribili.

L’azienda sottopone a costante revisione gli standard sugli studi degli animali e dice di impegnarsi nella ricerca di alternative possibili sostituendo i testi fatti in questo modo con metodi alternativi.

La maggior parte della nostra attività di ricerca mediante animali da laboratorio – si sottolinea nel testo della confessione – è mirata all’analisi dei meccanismi tramite i quali si sviluppano le patologie associate al tabacco. Capire tali meccanismi è fondamentale per lo sviluppo e la conferma della validità di prodotti a base di tabacco a rischio potenzialmente ridotto. In rari casi, svolgiamo ricerche su animali anche quando apportiamo modifiche ai prodotti, ad esempio aggiungendo determinati additivi al tabacco, per capire se tali modifiche siano accettabili e non aumentino la tossicità propria del fumo di tabacco. Inoltre, effettuiamo test sugli animali nell’ambito delle nostre ricerche volte a individuare sostanze potenzialmente interessanti dal punto di vista terapeutico nella pianta del tabacco. Tali test sono svolti secondo protocolli farmaceutici standard, per determinare la sicurezza e l’efficacia di tali sostanze. Continueremo a cercare modi per utilizzare alternative ai test sugli animali, quando possibile. Se potessimo fare ricerca senza ricorrere agli studi sugli animali, la faremmo. Allo stato attuale, non ne siamo in grado. In materia di ricerca sugli animali, seguiamo il cosiddetto principio delle “3R”, largamente riconosciuto: Replace, Reduce, and Refine (sostituire, ridurre e perfezionare)”. 

La Philips Morris utilizza propri laboratori per testare le sostanze. I tecnici sono tutti specialisti veterinari e al corrente delle tecniche più all’avanguardia per gestire gli animali e prendersene cura.

Tutte le nostre attività sono svolte in conformità con le leggi e le normative in vigore – hanno continuato–  nonché con le migliori prassi internazionali nel campo della tutela degli animali da laboratorio, per garantire che siano trattati in modo umano e responsabile. È inclusa la conformità con tutte le leggi in materia, inclusa la Direttiva UE sugli esperimenti sugli animali e le normative sul benessere degli animali del ministero dell’agricoltura statunitense. I nostri laboratori si sono anche volontariamente accreditati presso l’Association for the Assessment and Accreditation for Laboratory Animal Care (AAALAC). Quando collaboriamo con partner esterni e agenzie di ricerca o finanziamo la ricerca, chiediamo ai nostri partner di conformarsi ad adeguati standard per il benessere degli animali”.

Tutto questo cercando di eliminare dolore e sofferenza. Ce la faranno? E’ difficile e vi spieghiamo anche il perché.

I SEGRETI DEI TEST SUGLI ANIMALI – Il primo dato da sottolineare è quello che sono in Gran Bretagna sono vietati. Si possono invece eseguire negli Stati Uniti e nell’Unione Europea.

In questi paesi ogni giorno migliaia di cani, gatti, maiali, agnelli, galline scimmie ratti e criceti vengono torturati con congegni e maschere. Vengono legati e immobizzati su sedie di contenzione e rinchiusi in contenitori bare per esperimenti inutili e orrendi.

Il trattamento più disumano è riservato ai cani Beagle e alle scimmie. I primi sono cani da caccia molto allegri, curiosi, intelligenti, mai aggressivi, affettuosi con tutti, in ogni loro  movimento viene espressa la sua “gioia di vivere”. Pur essendo dolcissimi, si possono incontrare molti problemi nell’educarlo. Necessita di disciplina fin da cucciolo, altrimenti ci si ritroverebbe con un cane che non esiterà a rosicchiare l’arredo di casa. Si attaccano molto al padrone, seguendolo continuamente in ogni sua attività tanto da esser definiti “cani-ombra”. Proprio a causa di questo attaccamento quasi morboso al padrone, è una delle razze canine che più soffre di ansia da separazione. Viene utilizzato perché ha un sistema cardiocircolatorio simile a quello dell’uomo.

Come viene usato il suo corpo? Facendo dei buchi alla gola attraverso i quali sono forzati ad inalare fumo da sigarette concentrato che li porta alla morte prematura.

Le scimmie sono anche molto maltrattate con somministrazione di nicotina e additivi misti che vengono inalati ingeriti e spalmati sulla pelle.

Tutti fatti vivere in gabbie strettissime che non prevedono nemmeno la possibilità di una vita dignitosa. Già è gravissimo tutto questo ma se poi si pensa che nelle gabbie ci sono anche gli animali gravidi al solo e unico scopo di studiare l’effetto della nicotina sui feti la cosa diventa addirittura, scusate il gioco di parole, “bestiale”. Tutti comportamenti scoperti da un agente Peta della Virginia che per circa un anno si è infiltrato nei laboratori per scoprire gli orrori.

All’interno dei laboratori Covance è stato inoltre scoperto che lasciavano i cani a soffrire di malattia dentale prevenibili; permettvano alle  scimmie di essere alloggiati all’aperto nella stagione fredda, che ha provocato il congelamento, non riuscendo a notare che la gamba di una scimmia era rimasta intrappolata nella parte posteriore di una gabbia, che ha causato all’animale l’incapacità di mangiare per diversi giorni. Tutti mantenuti i primati in isolamento in palese contrasto con le esigenze psicologiche fondamentali di questi animali altamente sociali ed intelligenti.

I PRODOTTI TESTATI SUGLI ANIMALI – Questi sono i prodotti probabilmente realizzati con la sperimentazione degli animali delle due società che hanno confessato

Philip Morris: Marlboro, L&M, Bond Street, Philip Morris, Chesterfield, Fortune, Parliament, Sampoerna A, Lark, Morven Gold, Dji Sam Soe, Next, Optima, Red & White, Muratti, Diana, Merit, Sampoerna Hijau, Champion, Virginia Slims, Apollo-Soyuz, Hope, Delicados, Benson & Hedges, Longbeach. 

British American Tobacco: Lucky Strike, Pall Mall, MS, Vogue, Dunhill, Alfa, Bis, Brera, Colombo, Cortina, Esportazione, Eura, HB, Kent, Lido, MS Club, Mundial, Nazionale, Nazional, N80, Rothmans, SAX, Musical, St.Moritz, Stop, Super.

L’ALTERNATIVA: SI CHIAMA “CRUDELTY FREE”

Esistono smoking machines ossia macchine elettroniche che fumano le sigarette e che sono testate secondo gli standard internazionali. Congegni che misurano la presenza e i livelli di sostanze maggiormente dannose alla salute di un gran numero di marche di sigarette. Senza che gli animali siano costretti dal diavolo umano a diventare cavie.

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