Amianto nelle scuole, 350mila studenti a rischio: ma Renzi fa solo annunci

Amianto nelle scuole

Amianto nelle scuole

Amianto nelle scuole, secondo la denuncia dell’Osservatorio Nazionale Amianto sono 2.400 le scuole non bonificate e oltre 350.000 gli studenti a rischio tumore. Ma Renzi continua a fare solo annunci.

Sono state rese pubbliche le iniziative che l’ONA assumerà anche in via giudiziaria, oltre alla pubblicazione dei dati epidemiologici sui casi di patologie asbesto correlate che hanno colpito insegnati e personale non docente, per via dell’esposizione ad amianto. Si parla di circa 6000 decessi l’anno solo nel nostro Paese a causa della fibra killer.

Questo trend purtroppo è destinato ad aggravarsi nei prossimi anni e decenni, perché le patologie dell’amianto si manifestano anche dopo 40 anni dalla prima esposizione e perché in Italia ci sono 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto, in 42.000 siti, e 1.000.000 di micrositi contaminati con amianto, con ulteriori esposizioni, per centinaia di migliaia di lavoratori e cittadini: è necessaria dunque la bonifica ma soprattutto la ricerca scientifica.

AMIANTO NELLE SCUOLE – DATI SHOCK

Amianto nelle scuole, ecco una copertura in amianto

Amianto nelle scuole, ecco una copertura in amianto

“In più di 2.400 scuole – afferma l’Ona – ci sono materiali che contengono amianto e che costituiscono una fonte di rischio per la salute di più di 350.000 alunni e di 50.000 dipendenti del Ministero dell’Istruzione, senza considerare gli altri edifici pubblici e alcune università. Indagini epidemiologiche hanno messo in luce decine di casi di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate tra ex docenti e personale non docente, che hanno portato l’Ona ad insistere affinché si avviino le bonifiche. È il caso della scuola ‘Falcone’ di Roma, come quella ‘Da Vinci’ di Firenze“.

“Vietato appendere chiodi, vietato graffiare le pareti, vietato chiudere violentemente porte e finestre, vietato persino correre nei corridoi e spostare banchi, sedie e cattedre: dai muri potrebbero fuoriuscire fibre di amianto’. E’ questo l’elenco – rivela l’Ona – delle ‘norme di comportamento’ affisse in tutte le 16 classi dell’Istituto tecnico Leonardo da Vinci di Firenze, che hanno portato la coordinatrice del Comitato delle mamme degli alunni esposti ad amianto, Antonella Franchi, a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze, che ha già avviato le indagini”.

Il procedimento è seguito con particolare attenzione, oltre che dall’Avv. Ezio Bonanni, anche dall’Avv. Saverio Rossi, che stanno già compiendo indagini difensive.

AMIANTO NELLE SCUOLE – LE INDAGINI

“La prima denuncia sulla presenza del materiale cancerogeno all’interno del plesso scolastico – ricorda l’Ona – risale al 1997: all’epoca il sopralluogo e le analisi svolte dal Dipartimento provinciale dell’Arpat e recepite dalla Usl competente, in particolare sull’edificio del Biennio, appurarono che ‘il manufatto, realizzato con pannelli di tipo sandwich, è costituito per le due parti esterne in fibro cemento con presenza di amianto crisotilo, per la parte interna in cartone amianto con presenza di amianto crisotilo’. In quell’occasione l’Arpat, che inviò anche un’informativa alla Procura della Repubblica di Firenze per inosservanza della norme in materia di prevenzione degli infortuni e igiene sul lavoro, indicò una direttiva chiara: demolire l’edificio e ricostruirlo. ‘Ci preme osservare – si legge ancora nel documento dell’Arpat – che sebbene siano state predisposte misure atte a contenere il rischio amianto nell’edificio, indubbiamente tale attività risulta assai onerosa sia per le risorse da impiegare sia per il livello di attenzione necessario alla sorveglianza, oneri peraltro destinati a crescere nel corso degli anni. Si rende quindi opportuna la richiesta della sostituzione dell’immobile con un altro più adatto”.

“A distanza di 18 anni – sottolinea l’Ona – la struttura del Biennio, ancora oggi di proprietà di Palazzo Vecchio come tutto il gigantesco complesso, è ancora lì, con il suo scheletro di amianto, invisibile e pauroso come un fantasma. Nel frattempo, alcune opere di bonifica sono state fatte: il Comune è intervenuto, l’ultima volta l’anno scorso, per rimuovere il tetto e il controsoffitto, come spiegato dal vicesindaco Cristina Giachi durante il Consiglio comunale dello scorso 23 febbraio”.

Ciò non è sufficiente – afferma l’avvocato Ezio Bonanni, presidente Ona e che con l’avvocato Saverio Rossi assiste la Franchi nel procedimento giudiziario -, perché è necessario che ci sia la bonifica a che si accertino le eventuali responsabilità. L’Ona chiederà che si istituiscano controlli sanitari su tutti coloro i quali hanno frequentato l’istituto Leonardo Da Vinci e gli altri contaminati”.

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