La terribile verità sull’omicidio, in diretta tv, della reporter americana

La morte in diretta

La morte in diretta

Questa tragedia era “orribilmente prevedibile”: ecco perché e cosa è davvero successo, secondo quanto raccontato dai media americani di controinformazione.

Alex Jones, il più agguerrito giornalista americano di controinformazione, lancia accuse pesantissime e parla di “guerra di razza artificiale alimentata dai media democratici e dall’amministrazione Obama” che avrebbe prodotto “ancora più vittime”. Quel che è certo è che anche questa volta c’è di mezzo il razzismo: Vester Lee Flanagan, l’assassino, aveva accusato Alison Parker, una delle due vittime (l’altra è il cameraman Adam Ward), di essere razzista.

Il killer, afroamericano, ha lavorato per un anno nella stessa emittente delle vittime e ha spiegato il suo gesto su Twitter, prima di suicidarsi: “Alison ha fatto commenti razzisti. L’hanno assunta dopo questo?“, ha postato sul social media riferendosi alla reporter uccisa.

Quando si legittima la violenza come risposta giustificata al razzismo istituzionalizzato questo è quello che succede”, ha sentenziato Alex Jones, cui ha dato manforte un altro noto esponente della controinformazione americana, Paul Joseph Watson, di cui riportiamo il video editoriale sul caso Parker-Flanagan.

Del resto il primo comunicato battuto dall’Ansa è stato scioccante e non lasciava spazio a interpretazioni.

Sono le 9.30 del mattino. Una tv locale della Virginia manda in diretta un live da uno shopping center. La sequenza si apre con una panoramica su Bridgewater Plaza a Franklin County, nei pressi di Moneta. Sullo sfondo si vede un lago, probabilmente lo Smith Mountain Lake che domina la cittadina. La panoramica si chiude su una donna che viene intervistata. Sta parlando di turismo, “vogliamo che le persone che vengono qui dicano” che si sta bene. Viene inquadrata anche la giornalista, Alison Parker, che si prepara a una seconda domanda. Si sente un colpo di arma da fuoco, la reporter urla, e cerca di fuggire. Arrivano altri colpi in sequenza ravvicinata, forse sei.

Alison continua a gridare. L’operatore Adam Ward la segue. I colpi sembrano arrivare dalla loro sinistra. Il 27enne viene colpito, la telecamera vacilla, poi cade. Inquadra il pavimento, l’immagine è fissa. Si intravede un uomo in abito scuro: insegue la giornalista, che ancora urla terrorizzata. I fermi immagine postati sui social network – che mostrano la sequenza intera – lasciano intravedere anche un’arma.

La regia taglia la diretta: torna in video la conduttrice della WDBJ-TV è sotto shock, senza parole. Riprende fiato, “non siamo sicuri di cosa sia successo lì”, dice: “Cercheremo di capire cosa fossero quei suoni”. Poi arriva l’annuncio della morte della reporter di 24 anni e del suo collega.

P.S. Abbiamo deciso di non pubblicare il video dell’esecuzione per evitare di alimentare la curiosità morbosa e “malata” di quanti non cercano informazione ma solo scandalo e gossip fine a sé stesso.

Siamo comunque in ottima compagnia visto che la nostra scelta di non mostrare quelle luride immagini è stata condivisa anche da grandi media quali BBC, Le Monde, Guardian, NYT, Washington Post, El Pais, Huffington Post, DailyBeast, Buzzfeed e altri (non italiani, ovviamente…).

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