963 milioni per costruire strade in Libia. Il Governo paga, ma è colpa degli accordi tra B. e Gheddafi

berlusconi gadafi  2008

In base agli accordi firmati nel 2008, l’Italia si impegna a costruire autostrade in Libia per un totale di 963 milioni di euro. Con buona pace degli italiani.

 

Stando a quanto dichiarato da fonti interne il contratto dovrebbe essere firmato a giorni anche se, pare, non ce ne sia bisogno per aspettare a dare l’ufficialità della notizia. La Salini Impregilo , che con il suo 58% di quote guida un consorzio di imprese italiane, tra le quali troviamo anche Condotte  realizzerà il primo lotto della nuova autostrada libica per un valore di circa 963 mil.

Ma il problema principale che l’Italia si farà carico delle spese e la Libia si ritroverà una strada gratis, in base a quanto stipulato dal contratto che prevede una garanzia di buona esecuzione del 2% con anticipo contrattuale del 15% pari a 145 milioni. La realizzazione della strada fa parte degli accordi di amicizia stipulati nel 2008 tra Berlusconi e Gheddafi. Il tratto di autostrada misura circa 400 chilometri e attraverserà tutta la Libia andando dalla città di Al Marj fino ad Emsaad, al confine con l’Egitto, inoltre nel progetto sono previsti anche la costruzione di 12 ponti, otto aree di servizio e sei aree di parcheggio impegnando circa 2000 persone.

Alla notizia, il titolo Impregilo è schizzato in borsa guadagnando oltre il 3%, anche se c’è da dire che questo progetto rafforza ulteriormente la presenza dell’azienda Impregilo in Libia, visto che il gruppo è attualmente impegnato nella ricostruzione dell’aeroporto di Kufra. In una nota emessa dalla società si legge che “sono anche riprese le relazioni commerciali e contrattuali con le amministrazioni committenti per l’avvio delle altre opere in portafoglio. Lo sviluppo infrastrutturale è, infatti, una delle direttrici che le autorità libiche intendono seguire per sviluppare l’economia del Paese”.

Ma oltre alla “stranezza” che l’Italia si impegna a pagare la costruzione, bisogna dire che c’è ne anche un’altra.

Infatti, il concorso in realtà fu indetto oltre due anni fa e fu vinto non dalla Impregilo, ma dalla Saipem in consorzio con Rizzani de Eccher, Tecnimont e Maltauro, che si aggiudicò il bando con un offerta di 835 milioni di euro. Ovviamente l’impresa Impregilo partecipò a quella gara ma l’offerta era risultata inferiore a quella della Saipem. Il contratto con l’azienda vincitrice non fu mai ratificato in seguito ai disordini scoppiati con le rivolte contro il regime di Muammar Gheddafi.

Finita la guerra pare che Saipem abbia richiesto un aumento del prezzo rispetto a quanto concordato due anni fa. Quindi, stando a quanto dichiarato dall’organismo libico che si occupa di gestire il progetto, la Reemp “ha deciso di rinegoziare con tutte le parti e ha stabilito una nuova classifica, che ha visto vincere il consorzio guidato da Salini Impregilo”, decisione presa non in base ad un nuovo concorso ma in seguito a “trattative private” tra i diversi partecipanti e la stessa Reemp. Con buona pace della Saipem e soprattutto degli italiani, che ora dovranno finanziare anche la Libia.

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