UE shock: “Nel 2015 in Italia più disoccupazione”. Ma per Renzi va tutto bene.

Tutto va ben, madama la marchesa, continua a ripetere Renzi agli italiani. “Stanno arrivando i primi segnali della ripresa. L’Italia sta ripartendo, finalmente”, ha dichiarato ieri il Premier all’Ansa. Ma a riportare tutti con i piedi per terra ci pensa l’Unione Europea, che tramite un report scioccante afferma: “Nel 2015 in Italia aumenterà la disoccupazione”. Tutto va ben, madama la marchesa…

L’agenzia Reuters ha riportato le parole pronunciate il 5 febbraio scorso dal commissario Ue per gli Affari economici Pierre Moscovici in conferenza stampa a Bruxelles.

Parole non certo incoraggianti per l’Italia: “Il debito pubblico è atteso in calo a partire solo dal 2016, con una stima al 133,0% del Pil per quest’anno e al 131,9% per il prossimo”.

Secondo gli analisti della Commissione Europea nel 2015 l’Italia andrà in deflazione, con una stima di -0,3%, “sotto il peso del calo dei prezzi dell’energia, anche se dall’anno successivo si dovrebbe tornare su un più solido +1,5%”.

Senza una vera ripresa economica, ovviamente, il mercato del lavoro contiuerà a soffrire “con la stima sul tasso di disoccupazione 2015 al 12,8%. Il numero degli occupati dovrebbe salire limitatamente nel 2015 e rafforzarsi solo nel momento in cui la ripresa prende forza nel 2016” scrive la Commissione, sottolineando però “che l’ingrossamento della forza lavoro lascerà probabilmente il tasso di disoccupazione su livelli storicamente alti“.

La principale sfida che ha davanti l’economia italiana è ancora il livello molto alto di debito pubblico, insieme a una crescita nominale deboleha affermato Moscovici.

Continuiamo a incoraggiare il governo italiano a fare le riforme che ancora ci aspettiamo. Ci attendiamo che (il governo) specifichi ulteriormente l’agenda di riforme economiche e che rispetti gli impegni di bilancio per il 2015ha aggiunto, presentando le stime di inverno della Commissione.

Ricapitolando: la Commissione Europea sta ancoa aspettando le famose riforme promesse da Renzi, riforme che evidentemente – nonostante quanto vada blaterando nei talk – sono lontanissime dall’essere realizzate; il debito pubblico “è atteso in calo a partire solo dal 2016, con una stima al 133,0% del Pil per quest’anno e al 131,9% per il prossimo” e la disoccupazione resterà su “livelli storicamente alti”.

C’è chi potrebbe vedere il bicchiere mezzo pieno e guardare al 2016 e chi, invece, ragionare lucidamente e capire che la ripresa viene di anno in anno posticipata. L’aspetto più paradossale riguarda però la continua e mielosa propaganda che i giornaloni nostrani fanno del premier e il premier fa di sè stesso: “Stanno arrivando i primi segnali della ripresa. L’Italia sta ripartendo, finalmente”, ha dichiarato all’Ansa.

Se lo dice lui…

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.