Tsipras come Leonida distrugge Serse-Merkel: la Grecia è ancora la culla della democrazia

Tsipras come Leonida

Tsipras come Leonida

Come Leonida alle Termopili, Alexis Tsipras guida i suoi 300 di Syriza contro la prepotenza di Serse-Merkel, sbaragliato con un “no” secco al referendum di ieri. La Grecia è ancora (e sempre) la culla della democrazia europea. God save The Greeks, così può essere sintetizzato il commento del giornalista Grigoriou Panagiotis su Greekcrisis.fr, tradotto in italiano dalla redazione di Comedonchisciotte.

Sette giorni che hanno scosso il loro mondo. L’ampia vittoria del NO, attorno al 60%, è offerta su un piatto agli altri popoli europei, e non solo. Ad Atene i partiti del sistema, ovviamente europeisti, si perdono nel bicchier d’acqua delle loro televisioni… salvo poi complottare come possono, adesso come prima. Per noi invece una battaglia è vinta, e la guerra sarà lunga. “Le generazioni future non si vergogneranno di noi”, si sente dire sulla radio di SYRIZA.

VENCEREMOS

Questa sera il vice ministro della difesa di SYRIZA, Kòstas Isichos, nato a Buenos Aires, cantava “Venceremos” alla radio 105,5 (SYRIZA). In centro ad Atene è già festa popolare. Allegria, dignità e fierezza. “E’ allo stesso tempo una vittoria popolare, sociale e nazionale, la vittoria della dignità e della giustizia, la Grecia non sarà una loro colonia”, ha precisato Kòstas Isichos.

Per Panagiòtis Lafazànis, leader della corrente di sinistra di SYRIZA e ministro della Ristrutturazione e della Produzione Energetica, “bisogna dare inizio a un nuovo corso, con una maggiore radicalizzazione delle nostre posizioni e nelle nostre azioni di governo. Ce lo suggerisce il nostro popolo, che ci supera a sinistra, perché bisogna dirlo: bisogna ricominciare da zero. E bisogna anche finirla con la schiacciante e insultante piazza mediatica di cui usufruiscono i partiti del vecchio sistema, soprattutto sui loro media. Bisogna correggere questo, e rinforzare lo spazio pubblico democratico. Il nostro popolo si è espresso, ed è stato come un detonatore.” Radio 105,5, alla sera del 5 luglio (vado a memoria).

MARIONETTE ALLO SBANDO

Domenica sera la marionetta Antonis Samaras ha rassegnato le dimissioni, la sua Nuova Democrazia… avariata deve ora trovare in fretta un altro leader. È inoltre una cocente sconfitta per i media mainstream, vale a dire l’insieme delle televisioni e delle radio private, che com’è noto riescono a sfuggire imposte e tasse… da sempre, e questo sotto il regno incontestabile del nepotismo del vecchio bipartitismo greco, sostenuto in via prioritaria dall’europeismo e dai fondi strutturali UE. Pietrificati, questi media hanno giocato la carta della propaganda, della menzogna e del terrore contro il popolo, facendo carta straccia della deontologia e della democrazia in perfetto coordinamento con i golpisti antidemocratici di Bruxelles, Martin Schulz in testa. Sarà la loro ultima carta?

Sabato 4 luglio avevo riferito di una manifestazione spontanea, non organizzata dai partiti, davanti alla sede del canale televisivo MEGA. I tempi della tolleranza… e della menzogna stanno terminando. Una parte della popolazione già non intende più lasciarsi prendere in giro. Si sa che in Grecia i giornalisti… vedette della Troika non sono più ben accolti nei luoghi pubblici.

PARTIGIANI ALLA RISCOSSA

Nella giornata di domenica 5 luglio non ho visto molti partigiani del SI gironzolare attorno ai seggi, contrariamente a quelli del NO. Era già un segno. In realtà, la maggioranza silenziosa e coloro che avevano deciso di impegnarsi pur non esprimendolo pubblicamente erano già dalla parte del NO e della dignità.

Oltre centomila giovanissimi neo-elettori, illegalmente privati del loro diritto di voto nel gennaio 2015 dal governo Samaras, hanno potuto votare per la prima volta domenica ed hanno massicciamente castigato le forze del memorandum e del SI.

LA CULLA DELLA DEMOCRAZIA

Ora comunque resta tutto da fare. Vale a dire: resistere e tener duro. Alexis Tsipras ha insistito questa sera [ieri, N.d.T.] sulla vittoria della democrazia sulla paura. “Non si può ricattare la Democrazia” ha ricordato. Le banche greche, chiuse da Francoforte e da Bruxelles, la penuria di alcuni prodotti alimentari dai banchi dei negozi, tutto ciò non ha comunque modificato la risposta dei Greci.

Per Alexis Tsipras e per SYRIZA è la fine dell’austerità e rappresenta, in fin dei conti, la possibilità di governare dopo un futuro accordo “equo che non soffocherà più la società greca, certamente dentro l’euro, ma senza fare dell’euro la prigione dei popoli” (dichiarazione di Yanis Varoufakis del 5 luglio).

Personalmente non credo che la truppa europeista cambierà davvero. L’euro è un’arma di distruzione di massa, contro i popoli, contro le sovranità e contro la democrazia. Gli scenari di questo mese di luglio sono quindi aperti… alle ostilità! Nell’attesa, il nostro mondo visto dal basso festeggia la sua vittoria per questi sette giorni che hanno scosso l’altro mondo. Europa vista dal basso… ed Europa vista dall’alto. “Venceremos!”

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