Standard & Poor’s declassa ancora l’Italia: da BBB+ a BBB. Ma si parla continua a parlare solo di B.

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Come uno specchietto per le allodole, così il caos mediatico su Berlusconi: serve a non guardare altrove. In questo caso all’ennesimo declassamento del rating italiano da parte di Standard & Poor’s. Cosa significa? Mazzate economiche e fiscali per tutti. E, forse, l’autunno caldo di cui parlava Grillo si avvicina sempre di più. Intanto il Governo Letta continua a dormire…

 

Mentre l’attenzione di tutto il Paese è dirottata sul processo Mediaset, sull’acquisto degli aerei F 35 e sul cambiamento della Costituzione l’Italia dell’economia va sempre più indietro. E’ infatti di poche ore fa la notizia che Standard & Poor’s ha ancora una volta declassato il rating del nostro Paese.

IL RATING SCENDE ANCORA – Dalla categoria BBB+ passiamo infatti a BBB. Tutto questo significa una sola cosa: nonostante l’azione del Governo Monti prima e di quello Letta adesso le condizioni economiche dell’Italia vanno ancora peggiorando e gli effetti della crisi si sentono ancora di più oggi rispetto ai mesi scorsi.

Queste le motivazioni dell’agenzia sull’abbassamento del livello dell’Italia: “L’azione di rating riflette la nostra visione di un ulteriore peggioramento dell’economia in Italia con le prospettive di crescita reale dell’ultimo decennio di meno dello 0,04% di media. La bassa crescita deriva in gran parte dalla rigidità in Italia del mercato del lavoro e dei prodotti”.

La situazione quindi rimane particolarmente complessa e il nostro Paese continuerà a rimanere un vigilato speciale.

 

LA RISPOSTA DI ENRICO LETTA – Come intende rispondere il Governo Letta a questa situazione? La sua dichiarazione è stata estrapolata dal programma di approfondimento politico Ballarò in onda ieri sera su Rai 3.

“La situazione rimane complessa – ha specificato il premier –  chi pensa che a livello internazionale sia tutto risolto si sbaglia di grosso. Resta l’impegno del governo a togliere l’Imu sulla prima casa”.

Fonti del Ministero de Tesoro sostengono che le motivazioni dell’agenzia di rating non sono condivisibili perché riflettono più una visione dell’economia passata che quella che può avvenire pensando al futuro. E non tenendo conto nemmeno dell’azione dell’ultimo governo per migliorare in competitività e crescita.

Ce la faranno i nostri eroi a salvare l’Italia dal baratro? Il popolo se lo augura ma siamo convinti che per far ripartire l’economia  certo non basti togliere l’Imu dalla prima casa. Soprattutto sei poi i provvedimenti dedicati restano più giorni bloccati alle Camere. 

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