Scontrini detraibili, la nuova proposta antievasione

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Dare un serio colpo all’evasione fiscale in Italia. Ci sarebbe questo aspetto all’origine della proposta in discussione entro fine luglio alla Camera.

 

Non rappresenta una novità, visto che la proposta fu già fatta durante il Governo Monti caduto malamente e con esso tutte le proposte in auge. Ma quella del “contrasto di interessi”, stavolta potrebbe davvero arrivare al Governo, rappresentando un ulteriore punto di svolta nella guerra all’evasione fiscale.

La proposta fa in modo da rendere scaricabile l’importo dello scontrino , invogliando dunque il cliente a richiederlo e spezzando quella catena di complicità che si è creata negli anni tra produttore e consumatore, in base al quale il primo non paga le tasse e il secondo ottiene uno sconto.

Proposta questa che vede praticamente tutti i gruppi parlamentari , M5S e Lega compresi, nonostante qualche perplessità mostrata sulla natura e sulla spesa effettiva che questo tipo di manovra comporterebbe per lo Stato, considerando i problemi , come leggiamo su fanpage.it “sia per le spese necessarie a rendere la delega fiscale attuabile, sia perché all’emersione del nero bisognerebbe controbilanciare sapientemente deduzioni e detrazioni.

 

Altra spesa sarebbe costituita dalla necessità di intensificare e razionalizzare i controlli, come dimostra il bonus edilizio di Tremonti, che le aziende, pur emettendo fattura, non la inserivano in bilancio, costringendo l’allora governo Berlusconi ad inserire la trattenuta del 10% su ogni fattura da parte delle banche.”

Inoltre, bisognerebbe considerare il costo per dare il via ad una sensibilizzazione del genere individuando tra le altre cose le categorie che sono maggiormente a rischio evasione. Ora, la Camera discuterà entro fine mese la proposta e qualora venisse approvata spetterà poi al Governo trovare i mezzi necessari per attuare un piano, che almeno all’apparenza sembra fatto di buone intenzioni, ma chissà quali e quanti costi rappresenta rispetto ai benefici che se ne trarrebbero. Ai posteri l’ardua sentenza.

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