Riforma Catasto 2014: cosa cambia, entrata in vigore e tabelle categorie interessate. Ecco chi pagherà di più

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La Riforma del Catasto 2014, voluta da Renzi, rivoluzionerà i valori degli immobili italiani: ecco cosa cambia, quando entrerà in vigore e le tabelle catastali interessate. Ecco chi pagherà di più e dove.

 

Il 1° agosto 2014 la Commissione Finanze del Senato ha dato il via libera per la riforma del catasto 2014, permettendo di sbloccare il primo decreto attuativo della riforma, il cui obiettivo è uniformare i valori catastali immobiliari ai reali valori di mercato.

RIFORMA CATASTO 2014 – COSA CAMBIA

La revisione dei valori catastali, i cui tempi effettivi sono ancora incerti, comporterà sicuramente delle conseguenze fiscali per milioni di cittadini italiani che dovranno – e a giusta ragione – pagare di più. Facciamo un caso specifico: un immobile sito nel centro di Roma non può avere un valore catastale minimo e un valore di mercato altissimo, altrimenti le casse dello Stato ne risentono. Proiettate questo ragionamento su migliaia di casi simili e avrete il quadro (più o meno) di quanto accadrà.

Due valori in particolare andranno a cambiare: il valore catastale in base al Comune in cui è sito l’immobile (Roma avrà più valore di Roccapipirozzi) e la tipologia dell’immobile (un garage varrà meno di un attico vista Colosseo). Sembrano questioni scontate ma fino ad oggi non è stato così, tanto è vero che agli onori delle cronache sono finiti casi di attici accatastati per garage.

RIFORMA CATASTO 2014 – ENTRATA IN VIGORE

Secondo quanto riportato sul sito della Camera, con aggiornamento del 5 agosto 2014, “la legge 11 marzo 2014 (che riguarda anche la riforma del Catasto, ndr), n. 23 conferisce una delega al Governo per la realizzazione di un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, da attuare entro dodici mesi (26 marzo 2015). Il 10 luglio 2014 la Commissione Finanze ha avviato l’esame del primo schema di decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali (Atto del Governo n. 99). L’11 luglio il Governo ha trasmesso lo schema di revisione delle Commissioni censuarie, il cui esame sarà avviato martedì 22 luglio (Atto del Governo n. 100).”

RIFORMA CATASTO 2014 – CHI PAGHERÀ DI PIÙ E DOVE

Secondo le prime stime, elaborate dal Sole 24 Ore, ci sono città in cui si pagherà di più – perché i valori catastali risultano essere fortemente diversi rispetto ai reali valori di mercato – e città in cui si pagherà di meno.

Il giornale di Confindustria ha stilato una classifica: a subire i maggiori rincari saranno Pistoia, Pesaro, Messina, Lucca, Imperia, Trento, Venezia, Rimini, Cuneo e Asti; i comuni dove invece valori catastali e di mercato sono più o meno sullo stesso livello, per cui i cittadini subiranno rincari minimi, sono Pordenone, Padova, Mantova, Biella, Taranto, Torino, Brindisi, Viterbo, Lecco e Como.

In generale, secondo l’analisi del Sole 24 Ore, il divario medio tra valore catastale e di mercato si attesta sul 68%, con picchi clamorosi come quello di Pistoia, dove il divario raggiunge anche il 300%: per capirci, nella cittadina toscana si pagano Imu e Tasi su una base imponibile di circa 70mila euro, quando in realtà il valore di mercato è di oltre 280mila euro.

RIFORMA CATASTO 2014 – QUALI LE CATEGORIE INTERESSATE

In linea di massima saranno interessati soprattutto gli immobili iscritti nelle categorie A/2 (abitazioni di tipo civile) e A/3 (abitazioni di tipo economico).

Questo principio generale potrà variare in maniera significativa di città in città: si tenga presente che, ad esempio, la percentuale di A/3 a Bologna è del 70% e a Napoli del 21%.

RIFORMA CATASTO 2014 – COME CALCORARE  LA NUOVA RENDITA

Se ora la rendita catastale si calcola in vani con la riforma verranno presi come parametri di riferimento i metri quadri. Il comune verrà opportunamente diviso in “microzone” che “presentano omogeneità nei caratteri di posizione, urbanistici, storico-ambientali, socioeconomici, nonché nella dotazione dei servizi e infrastrutture urbane. In ciascuna microzona le unità immobiliari sono uniformi per caratteristiche tipologiche, epoca di costruzione e destinazione prevalenti”. Molto spesso, come riportato dall’Agenzia delle Entrate, la “microzona coincide con l’intero comune”.

RIFORMA CATASTO 2014 – TABELLE CATEGORIE CATASTALI

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