Riduzione del debito. Italia bocciata dalla Ue, altro che ripresa economica

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L’Italia rischia di essere bocciata dalla Ue per il mancato raggiungimento della riduzione del debito: il vicepresidente agli Affari economici e monetari Olli Rehn si dice scettico anche sulla Legge di Stabilità.

 

In un’intervista alla Repubblica, il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn accusa l’Italia di non rispettare l’obiettivo sulla riduzione del debito“L’Italia deve rispettare un certo ritmo di riduzione del debito, e non lo sta facendo. Per farlo, lo sforzo di aggiustamento strutturale avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto del Pil e invece è solo dello 0,1%”.

Ed è per questo motivo – avverte il commissario Ue – che l’Italia non ha margini di manovra e non potrà invocare la clausola di flessibilità”. “Per quanto riguarda il deficit – afferma ancora Rehn, – l’Italia è in linea, anche se di poco, con il criterio del 3% e questo ha consentito al Paese di uscire dalla procedura per deficit eccessivo, che è importante per la sua credibilità sui mercati finanziari”. Sulla Legge di stabilità messa a punto da Roma, il vicepresidente della Commissione europea afferma di aver preso nota “delle buone intenzioni del governo italiano su privatizzazioni e spending review, ma lo scetticismo è un valore profondamente europeo e io ho il preciso dovere di restare scettico, fino a prova del contrario. In particolare per quanto riguarda i proventi delle privatizzazioni e i loro effetti sul bilancio del 2014”.

Secondo il vicepresidente Ue, come Francia e Finlandia, anche l’Italia ha grandi potenziali di crescita ma un problema di competitività, che non può però essere risolto senza il consolidamento del bilancio. Appuntamento importante, conclude, saranno le previsioni “interim” della Commissione in arrivo a febbraio.

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