Redditometro, ecco come difendersi dai controlli

come difendersi dal redditometro

Redditometro verso il debutto. L’informativa sulla privacy nel modello 730 è stato un passo avanti. La fase cruciale per i 35mila contribuenti sottoposti a verifiche sarà la chiamata al contraddittorio.

 

Le lettere con cui il Fisco inviterà i contribuenti selezionati al contraddittorio indicheranno le caratteristiche degli immobili posseduti. Una volta ricevuto l’invito, la difesa dovrà fare molta attenzione al fatto che i dati riferiti all’immobile siano esatti. In pratica, sarà necessario verificare che la metratura, la classe catastale o altri dettagli della casa o del fabbricato. Come contestare le eventuali difformità? Possono rivelarsi utili le schede catastali, le planimetrie o le pratiche edilizie.

2. Redditometro/Auto e moto

Il nuovo redditometro rileverà il possesso di auto e moto direttamente dai dati presenti nell’Anagrafe tributaria. Anche in questo caso il contribuente raggiunto da una lettera e convinto di essere in regola deve fare attenzione che siano esatti. È necessario verificare le caratteristiche dei mezzi e quindi la potenza, la cilindrata il modello. Inoltre i dati in Anagrafe tributaria potrebbero non riportare è, per esempio, un eventuale furto o un acquisto effettuato per conto di altre persone. Cosa fare in questi casi? Può essere utile portare al colloquio con il Fisco la denuncia di furto o l’assicurazione sottoscritta dal soggetto che effettivamente utilizza il mezzo. Attenzione però perché se l’auto o la moto è utilizzata da un soggetto a carico del contribuente sottoposto a controllo, la presunzione di spesa rimane comunque a suo carico.

3. Redditometro/Luce, gas, acqua e telefono

Nel nuovo redditometro incideranno tutte le spese che ha sostenuto il contribuente nel periodo d’imposta. Tra queste vi sono anche quelle sostenute per le utenze domestiche (luce, gas, acqua e telefono), che arrivano nei database dell’Anagrafe tributaria: gli operatori di tali servizi, infatti, sono tenuti a informare l’amministrazione finanziaria degli oneri sostenuti da ogni cittadino. Se la lettera del Fisco indicasse le spese sostenute per utenze, al contribuente interessato conviene riscontrare attentamente i dati per escludere possibili errori. Qualora ritenesse che le somme indicate siano superiori rispetto a quanto speso, un aiuto alla difesa potrebbero rivelarsi gli estratti conto in caso di domiciliazione del pagamento in modo da ricostruire esattamente gli addebiti. Ma può essere utile anche rivolgersi al gestore del servizio per ottenere una certificazione totale dell’anno oggetto di controllo.

4. Redditometro/La vendita di oggetti d’arte o antiquariato

I disinvestimenti possono aiutare la difesa del redditometro. Per disinvestimento si intende, tra l’altro, la vendita sia di immobili sia di altri beni di valore come auto, oggetti d’arte o antiquariato o titoli in società. Cosa fare, però, se l’invito al contraddittorio non li avesse presi in considerazione? Il contribuente o il suo difensore sono chiamati a reperire la documentazione che possa provare l’operazione. Così sarà cruciale dimostrare che le vendite di case o altri beni di pregio vendita hanno portato all’incasso di denaro poi utilizzato o per un nuovo investimento o per sostenere spese correnti. Potrebbe rivelarsi utile provare, in caso di richiesta a riguardo del Fisco, che il denaro ricevuto dalla vendita sia confluito sui conti correnti del contribuente e non sia stato destinato altrove.

5. Redditometro/I mutui e i finanziamenti

I mutui e i finanziamenti hanno un ruolo importante in quanto possono dimostrare la capacità finanziaria avuta dal contribuente nel periodo d’imposta controllato dal Fisco. Infatti, i finanziamenti potrebbero essere stati chiesti, ad esempio, per effettuare acquisti immobiliari o autovetture, sostenere ristrutturazioni edilizie o semplicemente per momentanee difficoltà economiche.

Una prova utile è il contratto sottoscritto con l’istituto di credito o con la società finanziaria. Ma non va dimenticato che nel redditometro incide la quota rimborsata nel periodo d’imposta e di conseguenza il contribuente dovrà poi dimostrare la provenienza del denaro utilizzato per pagare le rate annuali.

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