Prelievi forzosi dai conti correnti, il Governo svizzero conferma: “Si parte dal 1° Gennaio 2014.”

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Dal prossimo gennaio sarà prelevato l’1% dai redditi superiori a 250 mila euro dei cittadini elvetici, per ripianare il fondo che consente il pagamento della assicurazione di disoccupazione destinata a chi resta senza lavoro.

 

A partire da gennaio 2014 in Svizzera dai redditi superiori a 250mila euro sarà trattenuto – attraverso un prelievo forzoso – l’1 percento. Motivo? Cercare di recuperare circa 80 milioni di euro e scongiurare il crac per l’assicurazione garantita dal piccolo stato ai suoi disoccupati.

Al momento il fondo per questo ammortizzatore sociale è difatti in profondo rosso: c’è un buco di ben 4 miliardi. In Svizzera il prelievo dai redditi esisteva già, ma paradossalmente non riguardava i ricchi. I calcoli del governo elvetico sono quelli di riportare in pareggio i conti dell’assicurazione, grazie al prelievo forzoso, nel giro di tre lustri.

“Per anni la disoccupazione in Svizzera, con un tasso inferiore all’1%, non ha rappresentato un problema – si legge su Swissworld.org, il sito del Dipartimento federale degli affari esteri del Paese.

Durante la recessione degli anni ’90, tuttavia, il numero dei senza lavoro è aumentato drammaticamente, fino al tasso record del 5,7%, raggiunto nel febbraio del 1997, in seguito alle numerose ristrutturazioni aziendali che hanno comportato tagli di organico. Dalla fine degli anni ’90, grazie alla graduale ripresa dell’economia e a nuovi metodi di calcolo, il tasso di disoccupazione è sceso, fino ad assestarsi nel 2001 all’1,7%.

Da allora il tasso di disoccupazione ha avuto un andamento variabile; alla fine del 2007 si aggirava intorno al 2,8%. Il tasso varia comunque secondo le regioni: nelle aree di lingua francese e italiana la disoccupazione è maggiore che nella Svizzera-tedesca. Le donne sono generalmente più colpite degli uomini e gli stranieri sono più colpiti rispetto agli svizzeri”.

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