Non siamo più un Paese per ricchi. Italia fuori dal G8, superati dalla Russia

italia fuori dal g8

Nel 1975, premier Aldo Moro, l’Italia entrò nel club dei grandi perché vantava la sesta economia della Terra e occupava la presidenza della Comunità europea.

 

E quando nel 2014 l’Italia farà un altro turno di presidenza dell’Unione europea, continuerà a partecipare al G8 con una piccola differenza: per dimensioni dell’economia, non sarà più fra i primi otto. 

Dopo la Cina nel 2000 e il Brasile nel 2010, quest’anno la Russia sta compiendo ufficialmente il sorpasso. L’Italia scivola al nono posto per Prodotto interno lordo (Pil), partecipe del G8 per lignaggio politico ma fuori per dimensioni del fatturato, peso economico e capacità di proiettarlo nel mondo. 

Certo il riallineamento non si ferma qui: alle tendenze attuali fra non oltre cinque anni l’Italia sarà fuori anche dai primi dieci, scavalcata da Canada e India e relegata all’undicesimo posto; quello per il quale oggi competono Spagna e Corea del Sud. 

Forse perché alla Spagna portò sfortuna nel 2006 sbandierare il sorpasso sull’Italia nel reddito pro-capite, o per l’Italia di Bettino Craxi fu infausto vantare quello sulla Gran Bretagna di Margaret Thatcher, stavolta è diverso. Tutto si sta consumando in silenzio. 

I dati del Fondo monetario mostrano che dal 1980 la Cina è cresciuta di 29 volte, l’India di 9, gli Stati Uniti di 5,8. L’Italia in questo è in linea con Francia, Germania o Gran Bretagna: negli ultimi 40 anni la sua economia si è moltiplicata circa per quattro.  

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