Lotto e slot machine, Italia patria del gioco. E il Governo prova a ”mangiarci”…

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Oltre il danno, la beffa. Potrebbe essere questa la sorte che attende diversi concessionari, con particolare riferimento a Lotto, SuperEnalotto, slot machine e video lotterie.

  1. Danno perché potrebbero vedere presto aumentata la loro aliquota erariale, che un emendamentoalla Legge di Stabilità dai deputati del Pd, Luigi Bobba e Michele Anzaldi, vorrebbe correggere al rialzo con l’obiettivo di rimpinguare il fondo nazionale per le politiche sociali.

E beffa perché ieri mattina si è svolta una manifestazione che ha radunato a piazza S. Apostoli, a Roma, lavoratori di alcune delle sigle commerciali dei bookmaker che operano nel nostro Paese senza le opportune licenze e che chiedono di essere messi a norma con un intervento del governo.

Quella che si profila è proprio una situazione paradossale che – sulla scorta di timori di un non meglio specificato aumento della ludopatia, ma soprattutto di un maggiore introito fiscale in tempi di magra – potrebbe vedere penalizzata la parte ritenuta sana delle imprese del gioco, che ha concesso negli anni di far emergere una parte importante di economia sommersa che prima non contribuiva al bilancio dello Stato, offrendo un contributo anche dal punto di vista occupazionale.

Non solo: un aumento delle tasse, come già accaduto in altri campi, potrebbe non corrispondere necessariamente ad un aumento delle entrate, perché i volumi di gioco potrebbero diminuire.

Parallelamente, si offre la possibilità di manifestare e rivendicare diritti mai ottenuti a chi fino ad oggi ha operato in un regime di sostanziale “illegalità”, sottraendo mercato ai legittimi concessionari.

Altro che investimenti esteri, in Italia si penalizzano persino quelli italiani. E credere nello Stato, già impresa ardua, sembra sempre più difficile.

 

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